Dal confine
Un altro ticinese multato per divieto di sosta a Ponte Chiasso
Redazione
27.02.2024 12:10

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
Il vigile comasco non ha avuto pietà per l’uomo che ha sostenuto di essersi fermato in fretta e furia perché doveva usare la toilette.
La linea dura contro gli
svizzeri che parcheggiano in sosta vietata a Como non sembra attenuarsi. È
infatti scattata l’ennesima multa per un ticinese che aveva lasciato l’auto sulla
fermata dell’autobus per diverso tempo in via Bellinzona, nelle vicinanze della
dogana a Ponte Chiasso. Come riportato da QuiComo, il vigile comasco non si è
lasciato impietosire dall’uomo, che ha sostenuto si fosse fermato di gran corsa
perché doveva usare la toilette. All’automobilista svizzero è stata quindi inflitta
una sanzione di 87 euro.
"Non è un atto contro gli svizzeri"
Una sorte simile era toccata la
settimana scorsa ad altri due ticinesi che, sempre vicino al confine di Ponte
Chiasso, avevano lasciato anche loro la macchina in divieto di sosta sulla
fermata del bus. I due malcapitati sono dovuti addirittura rientrare a piedi in
Svizzera per prelevare il contante con cui saldare sul momento la
contravvenzione. Il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, interpellato da
Ticinonews, ha commentato così la singolare vicenda: "Quello che è successo è
una prescrizione del nostro codice della strada". Il sindaco ha anche
sottolineato che "non è uno scandalo" e che "non è un atto contro gli
svizzeri".
Una battaglia contro i ticinesi?
Nonostante le rassicurazioni di
Rapinese, quella di Como contro gli svizzeri che infrangono le regole del
codice stradale sembra una vera e propria battaglia. Giova ricordare che lo
stesso sindaco comasco ha attuato da un paio d’anni una filosofia di "tolleranza
zero" verso i ticinesi multati che non pagano. Durante la campagna elettorale
per la sua nomina alla guida dell’Esecutivo, Rapinese aveva promesso "un occhio di riguardo per gli amici svizzeri che parcheggiano
dove gli pare e poi, complici le difficoltà legali, non pagano mai le multe".

