UBS
Ermotti Ceo, le reazioni del mondo bancario
Redazione
29.03.2023 19:57

Foto: Fotopedrazzini.ch
La nomina di Sergio Ermotti come nuovo CEO di UBS vuole mandare un chiaro segnale. Alfonso Tuor: "Significa mostrare attenzione e sensibilità nei confronti della Svizzera".
La nomina di
questa mattina di Sergio Ermotti quale nuovo CEO di UBS ha trovato
soddisfazione tra le fila dei partiti borghesi e dell’economia. Una nomina,
questa, con cui UBS intende lanciare un chiaro segnale. Ticinonews ha raccolto le impressioni in proposito dei protagonisti del mondo bancario e di alcuni giornalisti economici.
Un messaggio chiaro
Per il giornalista Alfonso Tuor il ritorno di Ermotti presso UBS rappresenta un chiaro messaggio: "mostrare l'attenzione e la sensibilità della banca nei confronti della Svizzera, visto che prima a capo dell'istituto c'erano un CEO olandese e
un presidente del CdA irlandese. Con la nomina del ticinese si ha un’importante componente svizzera nella direzione del nuovo mega-gruppo”. Con molta
probabilità, il ritorno di Ermotti ai vertici di UBS è importante anche dall’ottica
di Credit Suisse, “perché la sensibilità mostrata oggi potrebbe anche
estendersi: alcune forze politiche a livello nazionale rimarcano l’importanza
di mantenere il marchio Credit Suisse, così come la sua presenza in Svizzera,
specialmente per le attività destinate a piccoli consumatori, per il private
banking e per tutta l’attività commerciale”, spiega Tuor, sottolineando che l’ipotesi
che inizialmente sembrava impossibile “potrebbe magari, grazie alla presenza di
Ermotti, prendere forma”.
Petruzzella: “I problemi di Credit Suisse risiedevano nell’investment banking”
Anche
per Alberto Petruzzella, presidente dell’Associazione bancaria ticinese, la
nomina di Ermotti è una notizia positiva. “Ha una grandissima esperienza”,
afferma Petruzzella. La decisione presa “è certamente coraggiosa: il vecchio
Ceo ha chiuso lo scorso anno con 7 miliardi di utile, non sarà stato facile
andare a spiegargli che si voleva cambiare”. Ma a cambiare è stata l’intera
situazione. L’impresa che UBS è chiamata a fare “è importante e tutti pensano
che Ermotti sia la persona giusta”. I grandi problemi di Credit Suisse riguardavano
l’investment banking e ora UBS ha un Ceo e un presidente che provengono da quel
mondo e sono in grado di tenerlo sotto controllo”. In definitiva, mettere
assieme due banche di queste dimensioni è un’impresa titanica, “ma se c’è uno
che può farcela è Ermotti. Ci vorrà però un equilibrio: fare le cose bene ma
anche con una velocità sufficiente”.
Ferrara: "Ermotti è l'uomo giusto, ma non bisogna lasciare indietro il personale"
“La
nostra rivendicazione è chiara: non ci devono essere licenziamenti fino alla
fine dell’anno, ovvero finché non sarà chiaro che tipo di integrazione ci dovrà
essere tra i due istituti”. È un messaggio chiaro quello lanciato in difesa dei
dipendenti dei due istituti da Natalia Ferrara, co-direttrice dell’Associazione
impiegati di banca, secondo cui evitare adesso dei tagli “permetterebbe anche alle
banche di fare un’analisi delle competenze, delle qualità. Sarebbe ingiusto e improvvido
licenziare subito e in breve tempo dei collaboratori che possono essere
fondamentali in questo processo di integrazione”. Dal punto di vista dell’associazione,
sarà un successo se le due banche avranno trovato un modo per far funzionare un
meccanismo complesso, “e avranno collaboratori che partecipano a questo processo,
perché per ora le informazioni arrivano sempre dopo e frammentate. Ci vuole
chiarezza, capire in che direzione si va”, conclude Ferrara.
Terlizzi: “Ermotti ha una conoscenza ampia del tessuto economico-politico e sociale svizzero”
La nomina di Ermotti è vista favorevolmente anche dal giornalista
Lino Terlizzi. “Obbiettivamente ha dimostrato nei fatti, con una lunga carriera,
di saper unire tanti aspetti tra di loro”, commenta Terlizzi. “Cito in
particolare quelli che secondo me sono i principali: da un lato una conoscenza
ampia del tessuto economico-politico e sociale svizzero, dall'altra una
conoscenza altrettanto ampia degli equilibri internazionali dal punto di vista soprattutto
finanziario ed economico”. Secondo Terlizzi, inoltre, Ermotti “è in grado di
interloquire con la politica e sappiamo che in questa unione di ampia taglia un’interlocuzione
anche con la politica e le istituzioni elvetiche è importante”. E in merito a
un possibile scenario che preveda uno scorporamento di Credit Suisse “non lo si
può escludere in questo momento. Siamo solo agli inizi di una vasta operazione
di grande taglia. Vediamo cosa verrà tenuto del Credito Svizzero e cosa no. Secondo
me, in ogni caso, l'importante è ritrovare la centralità della gestione di
patrimonio e del private banking e dei patrimoni istituzionali, ovvero quelle
che sono le attività centrali per le banche svizzere”, termina Terlizzi.

