Economia
"I dazi? Ho l'impressione che Trump non conosca le conseguenze delle sue mosse"
Redazione
11.04.2025 21:24

Con il giornalista esperto di economia e finanza Lino Terlizzi, cerchiamo di fare chiarezza sulle strategie adottate dal tycoon e sulle relative possibili conseguenze. "Se le tensioni non diminuiranno in un tempo ragionevole, anche gli Stati Uniti soffriranno di questa situazione”.
Da una settimana le borse stanno viaggiando sulle
montagne russe. La causa scatenante, è noto, sono le decisioni prese dal presidente
statunitense Donald Trump. “Credo che Trump abbia una sua linea, ma ho l’impressione
che non conosca esattamente le conseguenze delle sue mosse”, analizza a
Ticinonews il giornalista esperto di economia e finanza Lino Terlizzi. “Il tycoon cambia infatti le sue posizioni con una velocità impressionante e talvolta
eccessiva, perché ci sono annunci, come i dazi, che si susseguono a un ritmo
quasi quotidiano, con cambiamenti continui”. Adesso “è prevista questa tregua
di 90 giorni, ma non per tutti: nei confronti della Cina lo scontro si è fatto
ancora più aspro". La questione “non è risolta. Si può tirare un sospiro di
sollievo su certi aspetti, ma non bisogna illudersi: la partita
non è chiusa, l’instabilità rimane”.
Trump ha fatto "insider trading"?
Negli scorsi giorni il tycoon ha pubblicato sui social
la frase “questo è un ottimo momento per comprare”. Tale affermazione ha
alimentato i sospetti che lo stesso presidente americano abbia fatto “insider
trading”. Ma di cosa si tratta
esattamente? “L’insider trading si verifica quando ci sono persone che per loro
condizione possono determinare, con le loro decisioni, un andamento in un senso o
nell’altro di titoli azionari o obbligazionari sui mercati finanziari”. Se
queste persone utilizzano il loro potere per fare affari senza che altri possano
saperlo, “avviene ‘l’insider trading’, ovvero un utilizzo illecito
di informazioni riservate. La richiesta di un’inchiesta da questo punto di
vista è legittima, perché ci sono dei possibili conflitti di interesse molto
forti”.
Il rischio di un effetto boomerang
In molti si stanno chiedendo anche se i dazi non
rischino di diventare un boomerang per Washington... “Siamo solo all’inizio, ma
stiamo già assistendo a movimenti sui mercati finanziari, ad agitazioni e tensioni per il mercato obbligazionario, e al timore di recessione e di una
maggiore inflazione". In tutto ciò, "gli Usa non sono un’isola. Se le tensioni non
diminuiranno in un tempo ragionevole, anche gli Stati Uniti soffriranno di questa situazione”, conclude Terlizzi.

