Stati Uniti
2 anni dall'assalto a Capitol Hill, Trump ancora sotto i riflettori
Keystone-ats
06.01.2023 20:16

Foto: © Shutterstock
L'ex presidente statunitense è ancora nella bufera a causa della reotrica incendiaria che ha tenuto in seguito alla sua sconfitta contro Joe Biden. L'attacco alla sede del governo è avvenuta il 6 gennaio 2021, per contestare l'elezione dell'attuale presidente
L'America ricorda il giorno
più buio della sua democrazia. Due anni fa, il 6 gennaio 2021, il
Campidoglio veniva preso d'assedio da rivoltosi che si opponevano
all'elezione di Joe Biden e volevano che Donald Trump
restasse alla Casa Bianca. Ore di paura, sotto gli occhi attoniti del
mondo, che hanno lasciato ferite ancora oggi aperte e divisioni sempre
più marcate e difficili da ricucire, come dimostra l'impasse alla Camera
dei repubblicani spaccati per l'elezione dello speaker.
Causa contro Donald Trump
A 24 mesi di distanza i riflettori restano ancora puntati su Trump,
ritenuto da molti - inclusa la commissione di indagine sul 6 gennaio
che lo ha deferito al ministero della Giustizia per insurrezione e frode
- la causa dell'attacco. A ritenere il tycoon responsabile
dell'insurrezione è Sandra Garza, la partner del poliziotto Brian
Sicknick, aggredito durante l'assalto al Capitol e morto il giorno dopo.
Garza ha fatto causa all'ex presidente e ad altre
due persone coinvolte nell'attacco chiedendo 10 milioni di dollari di
danni. La sua tesi, sposata da molti democratici e non solo, è che la
morte dell'agente è stata il risultato dalla retorica incendiaria
dell'allora presidente e dalle sue false accuse di brogli elettorali. A
Sicknick, ma anche ad altri 11 eroi di quella giornata, Biden consegna
la "Presidential Medal of Freedom", la seconda maggiore onorificenza
civile americana.
"La democrazia è in pericolo"
Il presidente ricorda il 6 gennaio 2021 alla Casa
Bianca e lo fa ribadendo i rischi che pone alla democrazia la "Big Lie",
la bugia del voto rubato cavalcata da Trump
e dal popolo "Maga" (dallo slogan dell'ex presidente Make America Great
Again). Per Biden la celebrazione cade quest'anno in un momento
politico favorevole: i democratici hanno vinto le elezioni di metà
mandato, la Camera è in subbuglio con i repubblicani che non riescono a
eleggere il proprio speaker e Trump -
unico candidato conservatore ufficiale al 2024 - continua a sposare la
teoria negazionista del voto attirandosi critiche da più parti. Questo
però non è abbastanza per Biden. Candidatosi al 2020 ritenendo Trump
un pericolo per il Paese, il presidente ricorda agli americani che non
bisogna compiacersi dei progressi fatti perché la democrazia è ancora in
pericolo e va difesa da quei repubblicani-Maga e quegli estremisti che
la minacciano. La battaglia quindi deve continuare e Biden non intende
mollare, guardando anche a quel 2024 che si avvicina e che potrebbe
vederlo in campo per sfidare ancora Trump.

