Guerra in Ucraina
Aiea: “A Zaporizhzhia violata l’integrità della centrale”
Keystone-ats
01.09.2022 22:54

Foto: Immagine Shutterstock
Gli esperti hanno ispezionato la struttura nel sud dell'Ucraina, dalla centrale operativa ai reattori, guardati a vista dai tecnici della compagnia statale russa Rosatom.
"L'integrità
fisica della centrale di Zaporizhzhia è stata ripetutamente violata. È una cosa
che non può continuare ad accadere". Dopo un'attesa durata giorni, la
missione dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) è riuscita a
entrare nell'impianto nucleare più grande d'Europa, costantemente minacciato
dal fuoco incrociato del conflitto.
L'allarme
Gli
esperti hanno ispezionato la struttura nel sud dell'Ucraina, dalla centrale
operativa ai reattori, guardati a vista dai tecnici della compagnia statale
russa Rosatom, che Mosca ha messo a guardia del lavoro del personale ucraino
dopo aver preso il controllo della centrale a inizio marzo. Un monitoraggio
portato avanti nonostante i "rischi intrinseci" per il team di
esperti e che ha fatto emergere le numerose criticità denunciate in queste
settimane, subito rilevate dal direttore generale dell'agenzia Onu, Rafael
Grossi. Il suo allarme, lanciato dopo aver lasciato l'impianto, si accompagna
all'annuncio che alcuni esperti dell'ente rimarranno "fino a domenica o
lunedì", oltre la scadenza di sabato indicata dai filorussi. Poi, però,
l'auspicio di una "presenza permanente" per "stabilizzare la
situazione e avere aggiornamenti regolari, affidabili, imparziali,
neutrali dovrà passare al vaglio degli uomini di Mosca", che insistono nel
limitare lo spazio di manovra degli ispettori.
Gli attacchi
La
missione internazionale è riuscita a mettere piede nel perimetro di
Zaporizhzhia nel primo pomeriggio, dopo ore di ritardi e intoppi sulle strade e
ai checkpoint, per cui Mosca e Kiev si sono rimpallate le responsabilità. Fino
all'alba la cittadina di Energodar, dove ha sede la centrale, è rimasta sotto
il fuoco di artiglieria russo, che avrebbe colpito anche diversi civili,
secondo il sindaco Dmytro Orlov. Attacchi che invece i filorussi hanno
attribuito agli ucraini, denunciando anche un tentato blitz di una squadra di
"sabotatori", dopo aver già annunciato nei giorni scorsi numerosi
arresti di "terroristi". Un caos che ha fatto scattare il sistema di
protezione dell'impianto, con la disattivazione del reattore numero 5, che è
stato spento automaticamente alle 4.57 locali del mattino, dopo alcuni colpi di
mortaio. In serata, poi, i filorussi hanno fatto sapere che, nonostante
l'attivazione del dispositivo di emergenza, il reattore numero 6 - anch'esso
considerato a rischio - ha continuato a funzionare regolarmente.
Situazione ancora tesa
Ma la
situazione resta allarmante. Mosca ha chiesto una riunione ad hoc del Consiglio
di sicurezza dell'Onu per martedì, mentre particolarmente minacciose suonano le
parole della portavoce della sua diplomazia, Maria Zakharova. "Le
radiazioni - ha detto, evocando le misure adottate dall'Ue per limitare
l'ingresso dei cittadini russi - non hanno bisogno di un visto per attraversare
i confini". Mentre gli occhi restano puntati sull'emergenza Zaporizhzhia,
il conflitto continua in tutto il Paese, a partire dalla controffensiva a sud
verso Kherson in un tira e molla di propaganda, tra avanzate rivendicate da
Kiev con il blocco dei rifornimenti nemici attraverso i ponti sul fiume Dnepr e
i "danni sostanziali" inflitti agli ucraini secondo la Difesa russa,
che parla di oltre duemila soldati caduti in poco più di tre giorni sul fronte
opposto.

