Mondiali 2022
Argentina, la febbre di figurine Panini ha aperto le porte al mercato nero
Ginevra Benzi
07.10.2022 15:49

Foto: © Shutterstock
Le edicole di Buenos Aires sono prese d’assalto per l’acquisto di figurine Panini, ma non ce ne sono abbastanza e i prezzi sono alle stelle. Spuntato anche un mercato secondario non regolamentato, ma il governo non intende intervenire.
Il calcio: un’attività
sportiva che nel corso degli anni è passata dall’essere un semplice sport a una
vera e propria religione, soprattutto nei Paesi latini. Una febbre, quella del
calcio, capace di riunire in separata sede milioni di persone per 90 minuti
consecutivi, durante i quali i più appassionati danno libero sfogo alle loro emozioni,
tra imprecazioni e urla di gioia. In tutto il Sud del continente americano
questa passione viene esternata in maniera particolarmente accentuata rispetto
ad altre parti del mondo, fatta eccezione per l’Italia, dove il tifo si fa
sempre sentire. Un concreto e recentissimo esempio sono le figurine Panini, che
da anni coccolano gli appassionati, così come i collezionisti, desiderosi di
avere fra le mani un album completo. Stando a diversi media internazionali, dopo
l’uscita dell’album per i mondiali in Qatar 2022, in Argentina la situazione
sembra però fuori controllo: la domanda per un singolo pacchetto di figurine (figuritas)
ha visto un’impennata mai vista prima, al punto da far intervenire il governo
di Buenos Aires.
Una vera e propria corsa all’oro
Con i Mondiali
ormai alle porte, molti edicolanti argentini devono fare i conti con file
interminabili di persone fuori dai negozi, desiderose di acquistare uno o più
pacchetti di figurine. Una situazione che ha portato molte persone ad affidarsi
a mercati secondari per l’acquisto dell’ambitissima merce. Ma quali sono le
ragioni di questa corsa all’oro? Da un lato c’è un evidente problema di domanda
e offerta, in quanto la produzione non riesce a stare al passo con le vendite. A
questo va aggiunta l’inflazione (pari al 100%) e le aspettative dei tifosi che
il trofeo possa tornare su suolo argentino dopo l’ultimo successo, avvenuto ben
36 anni fa.
Mercati secondari
Per il Pallone d’Oro Lionel
Messi quello di quest’anno rappresenta l’ultimo Mondiale e, inutile dirlo, sono
proprio le sue figurine a subire il maggior incremento di prezzo. Accanto al tradizionale
mercato ne è nato, come detto, uno secondario per cercare di far fronte all’elevata
richiesta. Tuttavia, questo mercato non ha alcuna regolamentazione. A Buenos
Aires il prezzo di una singola figurina della “Pulce” si aggirava attorno ai 21
euro; tuttavia, se si va su una piattaforma di scambio online ci si imbatte in
un prezzo decisamente esagerato: per una carta speciale “gold legend” di Messi
bisogna sborsare ben 410 euro, pari a 60mila pesos; una cifra pari al guadagno
mensile di un lavoratore con salario minimo. Come una sorta di reazione a catena,
anche il prezzo di mercato per la distribuzione nelle edicole è aumentato. Se teoricamente
un classico pacchetto di figurine Panini lo si pagava 150 pesos (1,03 euro),
ora a quel prezzo non si trova più niente. Il prezzo medio è infatti aumentato e
si aggira tra 1,40 euro e i 2,05 euro. Una confusione generale che ha permesso un’infiltrazione
di prodotti contraffatti e di “strozzini delle figurine”.
L’intervento del Governo
Una situazione che, data
l’impossibilità di risolverla, ha portato il governo argentino a indire una riunione
con la Segreteria Commerciale della repubblica, fissata a una tavola rotonda
con gli esponenti della Panini argentina e l’unione nazionale degli edicolanti.
La decisione? Nessun intervento governativo sulla questione, specialmente a causa
dell’inflazione sempre crescente e il malcontento di un popolo già vittima di
una crisi economica.

