Calcio
Battaglia in autostrada, scontri tra ultrà di Roma e Napoli
Keystone-ats
08.01.2023 20:41

Foto: © Twitter @thecasualultra / screenshot video
Sono centinaia le persone coinvolte. Una resa dei conti che ricorda lo scontro del 2007 che ha portato alla morte di un tifoso napoletano.
Centinaia di ultrà coinvolti,
il traffico dell'autostrada italiana A1 bloccato verso nord per 50
minuti, l'area di servizio di Badia al Pino, vicino ad Arezzo, teatro di
una guerra fra ultrà, ancora al centro di scontri tra tifosi come l'11
novembre 2007 quando morì il supporter della Lazio Gabriele Sandri,
ucciso dall'agente Luigi Spaccarotella.
La resa dei conti
È lo scenario della battaglia avvenuta oggi lungo
l'Autostrada del Sole, protagonisti ultrà del Napoli e della Roma in
trasferta al nord, i primi a Genova, i secondi a Milano. Un incontro che
non sembra essere stato affatto casuale: c'è l'ipotesi che le due
tifoserie si fossero date appuntamento, per antichi contrasti e ruggini.
Una sorta di resa dei conti per l'odio che risale alla tragica morte
del supporter napoletano Ciro Esposito, nel 2014 a Tor di Quinto, per
mano di un ultrà romanista. Tifoserie che si è sempre cercato, almeno
nelle frange estreme, di tenere a distanza. E oggi infatti, per timore
di episodi violenti, l'autogrill Badia a Pino era presidiato ed il
servizio di ordine pubblico era stato potenziato. Ma la resa dei conti
c'è stata lo stesso, probabilmente premeditata e organizzata.
Rissa all'uscita di un autogrill
Gli scontri hanno avuto inizio dopo le 13:30. Nella
nota diffusa dalla questura si spiega che erano circa 350 i tifosi del
Napoli che si sono fermati all'autogrill raggiunto con più veicoli. Poi
sono transitati i tifosi della Roma, "molto probabilmente avvisati della
presenza dei napoletani - precisa la Questura nella ricostruzione -
hanno rallentato la marcia fino a fermarsi all'altezza dell'area di
sosta mentre una parte della tifoseria del Napoli ha iniziato un fitto
lancio di oggetti verso le autovetture sulla carreggiata". Attimi
ripresi da alcuni video in rete: gruppi di tifosi, vestiti di nero e
travisati, si aggirano armati di bastoni nell'area di servizio e
lanciano petardi e sassi contro le auto. "Entrambi i gruppi in brevi
attimi si sono spostati all'altezza dell'uscita dell'autogrill e sono
entrati in contatto per pochi minuti", ricostruisce ancora la Questura.
La polizia decide di bloccare dunque l'A1, per scongiurare altri rischi
derivati dal passaggio di altri romanisti e anche per tutelare
l'incolumità degli automobilisti. Il tratto autostradale resta bloccato
per 50 minuti e a Badia al Pino viene fatto confluire anche il personale
di polizia che era nella vicina area di servizio Arno.
Un tifoso ferito
Nell'autogrill si vivono anche momenti di paura
anche se, fortunatamente, il bilancio è di un solo tifoso ferito, un
romanista raggiunto da un'arma da taglio. "Quando sono arrivato io il
peggio era passato ma c'erano vasi rotti ed oggetti per terra che
testimoniavano l'accaduto. Abbiamo poi provveduto con i colleghi a
ripulire. La paura però è stata tanta", dice un dipendente
dell'autogrill. La polizia riesce poi ad allontanare le due tifoserie: i
tifosi romanisti, ricostruisce ancora la Questura, "dopo circa 15
minuti sono ripartiti, mentre quelli napoletani sono rimasti nell'area
di servizio e successivamente scortati fino a Genova da personale delle
forze di polizia".
80 supporter napoletani sono stati identificati
Ora sono in corso le attività per individuare i
violenti anche grazie alle immagini delle telecamere: un'ottantina di
supporter napoletani sono stati subito identificati a Genova, dove si
erano successivamente recati per vedere il match, e non si escludono
arresti in flagranza differita. "La polizia - commenta il procuratore di
Arezzo Roberto Rossi - sta attivamente lavorando per arrivare ad
identificare quanto prima i responsabili di un atto che ha messo in
pericolo la sicurezza della circolazione e causato un enorme disagio in
un'arteria fondamentale per la nostra viabilità". E pugno duro contro i
violenti lo chiedono anche esponenti del governo. "Autostrada chiusa e
viaggiatori italiani bloccati? Paghino tutti i danni di tasca loro, e
mai più allo stadio", dice il ministro delle Infrastrutture Matteo
Salvini. Per il responsabile dello Sport Andrea Abodi deve "pagare chi
sbaglia e mi auguro succeda anche per i teppisti che si sono scontrati
oggi sull'A1".

