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Bessent: «Arriva il D-day economico per l'Iran»
Red. Online, Ats
24.08.2026 06:30

Foto: © ABEDIN TAHERKENAREH
Lo afferma il segretario al Tesoro americano al Finacial Times, parlando della «più grande offensiva finanziaria mai scatenata contro un avversario» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
22:02
Iran: «Abbiamo un piano biennale per contrastare le sanzioni statunitensi»
Teheran ha un «piano biennale» per contrastare le sanzioni statunitensi. Lo ha affermato il ministro iraniano dell'Economia Ali Madanizadeh alla Tv di Stato, prevedendo «un'altra sconfitta» per gli Stati Uniti.
«Hanno fatto tutto il possibile per mettere alla prova la determinazione del popolo iraniano e dei funzionari del Paese, ma hanno fallito ogni volta. Sembra che desiderassero subire un'altra sconfitta», ha dichiarato Madanizadeh.
«Aspettavamo questi piani da tempo, e il governo è, ed era, pronto e ha un piano biennale per gestire questi eventi», ha aggiunto.
21:22
Gaza: attacchi israeliani uccidono 5 persone, tra cui 2 bambini
Almeno cinque persone, tra cui due bambini, sono state uccise da attacchi israeliani nella Striscia di Gaza, secondo quanto riportato dalle autorità e dai servizi di soccorso.
Due palestinesi sono stati uccisi all'alba quando una tenda è stata bombardata a Deir el-Balah, nella Striscia di Gaza centrale, secondo la Protezione Civile di Gaza, che opera sotto l'egida di Hamas. Una bambina di 10 anni è stata inoltre uccisa dal fuoco dell'artiglieria israeliana a nord di Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale, secondo la Protezione Civile e l'Ospedale Nasser di Khan Younis. Contattato, l'esercito israeliano ha dichiarato di non essere a conoscenza dell'incidente.
Ucciso in un raid aereo anche un bambino di quattro anni nel campo profughi di Al-Bureij, nella Striscia di Gaza centrale. La Protezione Civile ha specificato che un intero isolato residenziale è stato danneggiato dal bombardamento e che una madre e suo figlio sono stati estratti dalle macerie di un'altra casa nel quartiere. Infine, una persona è rimasta uccisa e altre cinque ferite in un altro raid aereo a Khan Younis, secondo quanto riferito dai servizi di soccorso.
Per il Ministero della Salute di Gaza, che opera anch'esso sotto il controllo di Hamas e i cui dati sono considerati attendibili dalle Nazioni Unite, le operazioni israeliane a Gaza hanno causato 1'288 morti dall'ottobre 2025 e dall'entrata in vigore del cessate il fuoco.
20:06
Bessent lancia «Operation Economic Outcast» per isolare l'Iran
Il segretario al Tesoro Scott Bessent lancia «Operation Economic Outcast» per interrompere qualsiasi rapporto dell'Iran con il resto del mondo. «Il nostro obiettivo è tagliare ogni linfa economica che sostiene il regime», ha detto.
«Bloccheremo ogni potenziale fonte di entrate per il regime», ha aggiunto Bessent, sottolineando che l'Iran ha due alternative, la «normalità o l'isolamento».
«Metteremo fine all'accesso al sistema del dollaro per coloro che riciclano denaro iraniano», ha detto ancora il segretario al Tesoro avvertendo «coloro che agevolano l'Iran: non mettete alla prova la nostra determinazione. Il presidente sta già contattando i leader mondiali, avanzando richieste specifiche affinché cessino le loro interazioni con l'Iran».
Secondo Bessent, «nessuno è al di sopra delle sanzioni secondarie americane» all'Iran. Il segretario al Tesoro ha così risposto a chi gli chiedeva delle implicazioni delle sanzioni secondarie nei confronti della Cina. «Chi facilita transazioni» con l'Iran, «sarà preso di mira», ha aggiunto.
«Coloro che si legano al regime iraniano devono aspettarsi di condividere l'isolamento di un regime in declino», ha detto Bessent assicurando che il Tesoro stringerà «il cappio» contro chi aiuta l'Iran. I leader mondiali devono «prendere una decisione» fra «America e Iran», ha aggiunto. A chi gli chiedeva di possibile sanzioni alla Cina, Bessent ha risposto senza menzionare Pechino direttamente: «nessuno è al di sopra della portata della nostre sanzioni».
«Un'ondata di sanzioni seguirà l'annuncio di oggi»: un'importante istituzione finanziaria sarà sanzionata questa settimana, ha detto Bessent, definendo l'annuncio sulla nuova stretta all'Iran come un «avvertimento» ai Paesi a correggere la rotta e interrompere i legami con Teheran.
Gli Stati Uniti amplieranno la portata delle sanzioni secondarie all'Iran includendovi cinque settori chiave, quali gli asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporti marittimi. Lo annuncia il Dipartimento del Tesoro, sottolineando che l'Iran usa questi settori per «sostenere la propria economia in crisi».
Intanto, Donald Trump attacca i sondaggi che lo danno in calo di popolarità definendoli «falsi». «I democratici della sinistra radicale stanno impazzendo con i sondaggi falsi. Ne stanno diffondendo in quantità mai viste prima. Si tratta di operazioni di demoralizzazione, volte a scoraggiare i repubblicani affinché non vadano a votare», scrive il presidente americano su Truth.
«Ma i sondaggi reali sono eccezionali e il morale nel nostro Paese è più alto che mai. Stiamo vincendo contro tutti, compreso l'Iran, un Paese che si trova in una spirale di collasso economico e militare», ha detto.
19:22
Netanyhau: «L'Iran ha tentato di uccidere uno dei miei figli»
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affermato questa sera in una intervista a Channel 14 che l'Iran ha tentato di eliminare uno dei suoi figli. «L'Iran ha preso di mira uno dei miei figli, ha cercato di ucciderlo. Pertanto, le loro misure di sicurezza non sono un lusso, senza avrebbero potuto riuscirci. Dobbiamo essere prudenti anche durante una campagna elettorale», ha aggiunto Netanyahu. I media israeliani riportano che si tratta di un'informazione la cui pubblicazione era stata vietata per mesi.
15:26
Trump: «L'Iran sta completamente collassando»
«L'Iran sta completamente collassando». Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth in vista dell'attesa conferenza stampa del segretario al Tesoro Scott Bessent per illustrare il «D-Day» economico dell'Iran. Secondo indiscrezioni, Bessent dovrebbe svelare un ampliamento della portata delle sanzioni secondarie contro Paesi ed entità che intrattengono rapporti commerciali con l'Iran.
Ovviamente Teheran la pensa diversamente, anche per quanto riguarda Hormuz. «Le dichiarazioni di Trump sullo Stretto di Hormuz sono talmente infondate, irrealistiche e frutto della fantasia da essere inaccettabili sulla scena internazionale»: è quanto dichiarato oggi dal portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, Hossein Mohebi, che ha sottolineato inoltre come l'Iran sia «pronto al 100% a contrastare qualsiasi aggressione». Lo riferisce la Fars.
Mohebi ha rilasciato queste dichiarazioni in risposta alle parole del presidente Donald Trump, che aveva affermato che lo Stretto è «territorio americano» e che sono stati gli Stati Uniti a mantenerlo aperto. «Attualmente, le armi americane si trovano ad almeno 400 chilometri dallo Stretto di Hormuz. Pertanto, sostenere di avere il controllo e la proprietà di questa regione è una pretesa ridicola e inaccettabile», ha aggiunto.
14:31
«Al confine Israele-Gaza Hamas come prima del 7 ottobre»
Le famiglie dell'organizzazione 'Consiglio di ottobre' hanno presentato oggi in una conferenza stampa il rapporto «Avvertimento strategico: la falla del 2026», e lanciano l'allarme citando le soldatesse osservatrici delle Forze di difesa israeliana (Idf) che segnalano la presenza di miliziani di Hamas che operano lungo la linea di confine con Israele. Il report, pubblicato dai media israeliani, cita la testimonianza dei soldati secondo i quali l'organizzazione terroristica sta verificando sistematicamente i limiti e le modalità di risposta dell'esercito, mentre le autorizzazioni per intervenire vengono ritardate o respinte dai generali.
La madre di un'osservatrice in servizio nel settore di Gaza ha affermato che Hamas verifica ripetutamente la reazione israeliana attraversando la Linea Gialla: «Solo dopo molto tempo arriva l'autorizzazione a sparare, e poi scompaiono per alcune ore o alcuni giorni e provano in un altro punto». Un'altra madre ha raccontato che sua figlia torna a casa descrivendo sia i pericoli che vede sul terreno, sia la pressione alla quale è sottoposta. Il Consiglio sostiene che ufficiali, soldati e membri dell'apparato di sicurezza temono di parlare delle lacune e dei pericoli che individuano sul terreno, per paura di conseguenze sulla propria carriera o di un prezzo politico.
Sharon Eshel, madre della soldatessa osservatrice Roni Eshel, uccisa dai terroristi nella base di Nahal Oz il 7 ottobre 2023, si è rivolta direttamente ai comandanti sul terreno: «Ricevete avvertimenti dalle soldatesse osservatrici, dai soldati e dagli ufficiali sul terreno. Sono le stesse voci che avevano lanciato l'allarme prima del 7 ottobre. Non ignoratele».
14:30
Teheran: «I nomi di 46 navi nella black list, violate le disposizioni per Hormuz»
La cosiddetta Autorità dello Stretto del Golfo Persico, istituita dall'Iran, ha inserito i nomi di 46 navi in una lista stilata per indicare le imbarcazioni che avrebbero «violato le disposizioni» di Teheran per il transito a Hormuz. Tali mercantili, ha avvertito la stessa autorità, possono essere soggette a «restrizioni nei futuri transiti, tra cui multe, fermo o confisca».
Come sottolineato da Reuters online, tra le navi presenti nella black list ci sono grandi petroliere destinate al trasporto di greggio, metaniere e navi per il trasporto di prodotti petroliferi raffinati. Alcune tra le navi indicate, aggiunge la stessa agenzia, sono di proprietà di Adnoc Logistics and Shipping, società degli Emirati Arabi Uniti, e della compagnia di navigazione nazionale dell'Arabia Saudita Bahri.
14:29
Ghalibaf risponde a Trump: «Make America Hungry Again»
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, si è rivolto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump con un post su X, pubblicando un'immagine intitolata 'Make America Hungry Again' («Rendiamo di nuovo affamata l'America»).
«Non potete nascondere le sconfitte con affermazioni false», ha scritto Ghalibaf, replicando a un precedente post di Trump intitolato 'Iran Parliament Speaker: We Are Hungry, We Cannot Survive' ('Presidente del Parlamento iraniano: siamo affamati, non possiamo sopravvivere').
In precedenza, Ghalibaf aveva affermato che, qualora la popolazione fosse ridotta alla fame, la potenza militare non sarebbe sufficiente a garantire la sopravvivenza della Repubblica islamica.
Nel suo post odierno, Ghalibaf ha dichiarato: «47 milioni di americani affrontano la fame ogni giorno. Una persona su otto lotta contro la fame e 16 milioni di bambini vanno a letto affamati ogni giorno... Questi numeri non sono falsi come le vostre parole».
14:27
Nuova base militare in Israele a ridosso di Gaza con soldati USA
Una nuova base logistica nell'ambito del piano Trump per Gaza è stata allestita in tempi record a ridosso di Kerem Shalom, il principale valico attivo tra Israele e la Striscia di Gaza. La struttura, denominata LSA Endurance - Logistics Support Area - è destinata a diventare il cuore operativo della Forza internazionale di stabilizzazione (Isf) prevista dal piano USA.
La costruzione della base è avvenuta negli ultimi tre mesi ed è stata tenuta del tutto in sordina. In una lettera inviata ieri al premier israeliano Benjamin Netanyahu dai ministri Smotrich e Struck, che si oppongono all'ingresso della Forza nella Striscia di Gaza prima del disarmo di Hamas, si legge che attualmente la base può già accogliere 1.500 soldati.
Non è chiaro quali Paesi invieranno soldati sul posto, ma attualmente, secondo quanto riferito da fonti locali all'agenzia di stampa italiana ANSA, circolano nell'area prevalentemente soldati USA, e la bandiera a stelle e strisce è esposta accanto a quella israeliana e al logo dell'Isf nell'insegna di ingresso, che vieta di fotografare. Molti residenti dell'area, che fu presa di mira dal massacro di Hamas del 7 ottobre 2023, esprimono preoccupazione per la mancanza di trasparenza e hanno organizzato per domani una manifestazione di fronte alla base.
13:46
Idf: «Ucciso terrorista di Hamas che prese parte al 7 ottobre»
Le Forze di difesa israeliane (Idf) comunicano di aver colpito due terroristi di Hamas nell'area di Deir al-Balah, nella parte centrale della Striscia di Gaza.
Nel raid è stato ucciso Mohammad Abd al-Nasser Jabr Abu Asaad, miliziano dell'unità Nukhba dell'ala militare di Hamas, che secondo l'esercito era penetrato in territorio israeliano e aveva partecipato al massacro del 7 ottobre.
Secondo l'Idf, Hamas di recente stava pianificando di portare avanti attacchi terroristici contro le truppe e i civili israeliani, cercando di ricostruire le capacità operative dell'organizzazione terroristica
13:38
La valuta iraniana crolla al minimo storico contro il dollaro
La valuta iraniana crolla al minimo storico contro il dollaro, nel mezzo di una crescente offensiva degli Stati Uniti che punta a mettere in ginocchio l'economia dell'Iran.
Secondo i dati del sito di monitoraggio Bonbast, riferiti da Bloomberg, il rial iraniano viene scambiato a 1,992 milioni per dollaro sul mercato non regolamentato, segnando un calo del 4,5% da quando il presidente degli USA, Donald Trump, ha annunciato la settimana scorsa una «schiacciante operazione economica» contro Teheran.
12:19
«Un morto e feriti in un raid dell'Idf nel centro di Gaza»
Un uomo è stato ucciso e altri sono rimasti feriti oggi in un raid israeliano che ha preso di mira una tenda vicino all'ospedale dei martiri di Al-Aqsa a Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa.
11:14
Teheran: «L'offensiva finanziaria USA è un'ammissione della sconfitta»
Il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, in un messaggio su X, ha reagito alle dichiarazioni del segretario al Tesoro USA Scott Bessent, secondo cui gli Stati Uniti stanno conducendo contro l'Iran «la più grande offensiva finanziaria mai lanciata».
«Signor Bessent! La sua narrazione non torna: dice che la potenza militare dell'Iran è stata 'smantellata', che il 100% dei suoi siti militari è stato 'distrutto' e che il suo programma nucleare è stato 'sepolto'. Ma per questo l'Iran ha bisogno della 'più grande offensiva finanziaria della storia' e della mobilitazione di 'tutte le istituzioni e le potenze' degli Stati Uniti! È una vittoria o un'ammissione della sconfitta degli USA?».
11:13
«L'Iran non permetterà agli USA di decidere la fine della guerra»
«Nel difendere la nostra integrità territoriale e la nostra sovranità nazionale, non permetteremo alla parte aggressore (gli USA) di imporre le condizioni che determinano la fine della guerra. Non siamo stati noi a iniziare la guerra, quindi gli USA, in quanto aggressori, devono essere ritenuti responsabili delle loro azioni», ha detto Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, durante la sua conferenza stampa settimanale di lunedì.
«Il blocco navale statunitense contro l'Iran è una mossa aggressiva ed è contrario al diritto internazionale e ai diritti umani. Qualsiasi Paese che cooperi o sia complice degli USA per contribuire al raggiungimento dei loro obiettivi contro l'Iran, compresa la pressione economica di Washington, ne subirà le conseguenze», ha dichiarato il portavoce di Esmaeil Baghaei.
Riguardo poi alla decisione della Francia di espellere due diplomatici iraniani, in risposta al divieto imposto da Teheran a due diplomatici francesi, il Ministero degli esteri iraniano l'ha dichiarata «illegale».
«L'iniziativa della Francia è un atto illegale in risposta a un'azione legittima dell'Iran e non giova in alcun modo alle relazioni bilaterali», ha affermato il portavoce del ministero, Esmaeil Baghaei, sempre durante la conferenza stampa settimanale.
Il 18 agosto Parigi aveva annunciato l'espulsione di due diplomatici iraniani di stanza in Francia in risposta alla decisione dell'Iran di dichiarare due diplomatici dell'ambasciata francese a Teheran persona non grata. «Due diplomatici iraniani in Francia saranno espulsi nei prossimi giorni», aveva affermato il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot su X, aggiungendo che la decisione è una conseguenza del trattamento «intollerabile» riservato ai diplomatici francesi, arrestati brevemente il mese scorso in Iran con l'accusa di «interferenze».
09:20
Damasco: «Colloqui con Israele finalizzati alla de-escalation»
Damasco ha indicato che gli incontri di alto livello con Israele tenutisi nella giornata di ieri erano finalizzati alla de-escalation dopo i recenti attacchi israeliani e hanno permesso di affrontare la questione di come mantenere il Paese estraneo alle tensioni tra Israele e Turchia, alleata della Siria.
L'agenzia di stampa statale Sana ha riportato quanto spiegato da una fonte diplomatica del ministero degli Esteri, secondo cui le delegazioni di Siria e Israele hanno partecipato a colloqui promossi dagli Stati Uniti e ospitati dalla Giordania, «nell'ambito degli sforzi volti alla de-escalation dopo i recenti bombardamenti israeliani sul territorio siriano».
I colloqui hanno inoltre riguardato «gli sforzi volti ad avvicinare le posizioni di Turchia e Israele e a garantire che le attuali tensioni tra i due Paesi non si riflettano sul territorio siriano», ha aggiunto la stessa fonte.
09:13
Il ministro degli Esteri dell'Oman a Teheran per i colloqui su Hormuz
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha dichiarato che il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Al Busaidi, arriverà domani a Teheran per discutere questioni regionali, in particolare gli attuali colloqui tra Teheran e Mascate sulla gestione congiunta del traffico nello Stretto di Hormuz.
Il ministro omanita incontrerà il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, ha aggiunto Baghaei, citato dall'agenzia Irna. La visita, ha precisato, rientra nel quadro del rafforzamento della cooperazione reciproca e della prosecuzione delle consultazioni politiche tra i due Paesi per favorire la pace e la stabilità nella regione.
08:24
Petrolio in calo sul riacutizzarsi della crisi USA-Iran
Petrolio in calo in avvio di settimana sul riacutizzarsi della crisi Usa-Iran: il wti passa di mano a 85,61 dollari al barile (-1,67%), il brent è a 93,08 dollari al barile (-1,39%). «Siamo ormai giunti alla fase decisiva. Siamo al D-Day economico, la più grande offensiva finanziaria mai scatenata contro un avversario», l'Iran, ha affermato il segretario al Tesoro americano Scott Bessent al Finacial Times. In Europa si discute intanto di una tassa sugli extraprofitti delle grandi compagnie petrolifere.
06:47
Hormuz, «Le navi che violano i protocolli subiranno restrizioni»
Le navi «che violano i protocolli iraniani» riguardanti lo Stretto di Hormuz «saranno soggette a restrizioni nei futuri transiti, tra cui multe, fermo o confisca»: è l'avvertimento lanciato su X dalla cosiddetta Autorità dello Stretto del Golfo Persico, istituita dall'Iran, secondo cui alcune navi in transito avrebbero «violato le disposizioni iraniane» vigenti.
La stessa autorità iraniana afferma che, «prima di procedere al noleggio delle imbarcazioni», i proprietari delle merci che effettuano trasporti da o verso il Golfo Persico «devono consultare l'elenco delle navi non conformi» sul sito dell'autorità, «al fine di evitare possibili problemi».
«Con effetto immediato, qualsiasi nave che collabori con le imbarcazioni presenti nell'elenco — attraverso operazioni STS (ship-to-ship), trasbordo o altre modalità — sarà inserita a sua volta nell'elenco», aggiunge l'autorità istituita da Teheran. «Per richiedere la rimozione dall'elenco, le navi interessate dovranno presentare una richiesta formale corredata dalle relative motivazioni all'indirizzo indicato dall'autorità», indica inoltre.
06:21
Bessent: «Arriva il D-day economico per l'Iran»
«Siamo ormai giunti alla fase decisiva. Siamo al D-Day economico, la più grande offensiva finanziaria mai scatenata contro un avversario», l'Iran. Lo afferma il segretario al Tesoro americano Scott Bessent al Finacial Times. «I paesi che ritengono la politica di pacificazione nei confronti del regime una scelta più sicura dovrebbero riconsiderare la propria posizione», dice Bessent precisando che «per chi sceglie di legare il proprio destino a quello di Teheran, l'alternativa è la preclusione di tutte le vie verso una prosperità duratura. Diventare un rifugio per il terrorismo significa trasformarsi in un paria a livello globale».
«Il mondo deve comprendere che il nostro obiettivo è recidere ogni ancora di linfa economica che sostiene il regime tirannico, fino a lasciare Teheran completamente isolata», ha detto Bessent che nelle prossime ore annuncerà nel dettaglio la stretta economica che gli Stati Uniti intendono imporre all'Iran.
«Coloro che interromperanno i restanti legami finanziari e commerciali con l'Iran ne trarranno beneficio, rafforzando al contempo le proprie relazioni economiche: miglioreranno il loro accesso ai capitali globali, aumenteranno la fiducia nei propri mercati e conquisteranno la posizione che ambiscono a occupare nell'economia mondiale», spiega Bessent citando la conferenza di Teheran del 1943 quando Franklin D. Rossevelt e Winston Churchill valutarono l'operazione che culminò nello sbarco in Normandia. Il segretario al Tesoro denuncia che per anni gli Stati Uniti si sono ritrovati «soli nella determinazione» di fermare Teheran. Donald Trump ha «decimato l'economia iraniana al punto che il rial non è mai stato così debole e l'inflazione raramente è stata così elevata. L'ultima ancora di salvezza del regime risiede nell'illusione di nazioni timorose, le quali credono ancora che assecondare l'aggressività possa garantire una pace duratura», osserva Bessent. «Per chi sceglie di legare il proprio destino a quello di Teheran, l'alternativa è la preclusione di qualsiasi via verso una prosperità duratura. Diventare un rifugio per il terrorismo significa, agli occhi degli Stati Uniti, trasformarsi in un paria a livello globale», mette in evidenza.
06:20
Il punto alle 6.00
«Il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa
Israel Katz hanno tenuto ieri sera una riunione con il capo di Stato maggiore
sulla situazione relativa alla minaccia rappresentata dai lanci di droni,
palloni aerostatici e aquiloni dalla Striscia di Gaza verso Israele». Lo
comunica l'ufficio del premier in una nota.
«Israele avverte Hamas che se i lanci verso Israele non
cesseranno immediatamente, l'IDF intensificherà le operazioni contro i
responsabili e procederanno all'evacuazione della popolazione dalle aree da cui
avvengono i lanci. Il primo ministro ha chiarito che non si tornerà alla
situazione precedente al 7 ottobre: Israele non permetterà all'organizzazione
terroristica Hamas, né a qualsiasi altra entità presente nella Striscia di
Gaza, di tornare a minacciare le nostre comunità e a minare il senso di sicurezza
dei nostri cittadini», conclude la nota.

