Italia
Blitz della polizia italiana contro un gruppo neonazista: 12 arresti
Keystone-ats
04.12.2024 15:44

Foto: © Shutterstock
Le accuse rivolte sono di associazione con finalità di terrorismo, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, e detenzione illegale di arma da fuoco.
Operazione della Polizia di Stato su tutto il
territorio italiano nei confronti di un gruppo suprematista e neonazista
ribattezzato "Werwolf Division". Gli agenti hanno eseguito 12 misure
cautelari in carcere, emesse dal giudice per le indagini preliminari (Gip) del
Tribunale di Bologna, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Le
accuse rivolte ai membri del gruppo sono associazione con finalità di
terrorismo, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione
razziale, etnica e religiosa e detenzione illegale di arma da fuoco.
Le città toccate
Custodie cautelari e perquisizioni sono state
eseguite a Bologna, Bari, Brindisi, Lecco, Milano, Monza Brianza, Modena,
Palermo, Pesaro Urbino, Pescara, Pordenone, Ravenna, Roma, Teramo, Trieste,
Vercelli e Vicenza, nei confronti di appartenenti all'associazione
"suprematista e accelerazionista", attiva anche in rete sulla
piattaforma Telegram. I membri sono accusati di aver a vario titolo promosso,
organizzato e preso parte all'associazione 'Werwolf Division', successivamente
rinominata "Divisione Nuova Alba", la quale, viene evidenziato dagli
inquirenti in una nota, "seguendo ideali suprematisti e neonazisti, nella
loro espressione più estrema dell'accelerazionismo e basandosi altresì sulla
negazione e sull'apologia della Shoah, mirava al sovvertimento dell'attuale
ordinamento per l'istaurazione di uno Stato etico ed autoritario incentrato
sulla 'razza ariana', anche con il progetto di azioni violente nei confronti di
alte cariche delle Istituzioni".
Attentato alla premier
Gli arresti sono legati a quella che viene definita
dagli inquirenti una "vera e propria 'cellula organizzata', già in fase
operativa e in grado di realizzare attentati anche con le tecniche usate dai
cosiddetti 'lone wolves' (lupi solitari, ndr) sia suprematisti che
jihadisti". Tra le contestazioni alla cellula neonazista sgominata c'è
anche la "preparazione di gravi attentati", anche nei confronti della
presidente del Consiglio Giorgia Meloni e di un economista del World Economic
Forum. Da quanto si apprende, gli indagati ne avrebbero parlato in alcune
conversazioni agli atti. Sono inoltre accusati di attività di propaganda,
proselitismo e predisposizione di azioni violente, come l'epurazione dei
traditori del movimento.

