Medio Oriente
Carburante: «In arrivo uno tsunami per i voli»
Romano Bianchi
13.04.2026 06:00

Foto: © EPA/JOHN G. MABANGLO
Il rischio di una carenza sistemica a seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz sembra sempre più concreto. Venerdì l’allerta lanciata da ACI Europe: «Senza una riapertura entro tre settimane è a rischio il traffico europeo». Abbiamo interpellato Stefano Dias di Skyguide che parla di uno tsunami in avvicinamento.
Riapertura immediata o meno, quello in arrivo dallo Stretto
di Hormuz rischia di essere un lento tsunami per i voli europei e questo sarà inevitabile,
che l'Occidente ne sia consapevole o meno. È il parere di Skyguide, società che
controlla il traffico aereo civile e militare svizzero, che torna così sull'allarme
lanciato venerdì da ACI Europe, l'associazione degli hub europei, secondo cui senza
una riapertura entro tre settimane di Hormuz, l'Europa vivrà una carenza sistemica di carburante per gli aerei.
Impatto «enorme»
«Questo rischio sistemico crediamo che purtroppo possa
arrivare», spiega il controllore del traffico di Skyguide, Stefano Dias. «Forse
non lo abbiamo concepito ancora al 100% in Europa, ma penso che questi 45
giorni di guerra hanno avuto un impatto enorme sulle logistiche del settore petrolifero
e dunque ne risentiremo sicuramente». Anche
se a scoppio ritardato: «È come uno tsunami che arriva con qualche tempo di ritardo.
Penso sia giusto prepararsi e penso anche che le compagnie aeree abbiano imparato
tantissimo dal Covid a organizzarsi e ad
essere molto precise nel saper quante persone far volare, quali sono le rotte
più impegnative e quali si possono cancellare». Potrebbe però esserci qualche
problema in estate, aggiunge, soprattutto nelle rotte meno popolari.
Scenari e strategie
Cosa dovremmo quindi aspettarci da questo lento tsunami in arrivo
e quale sarebbe il ruolo di Skyguide davanti a possibili razionamenti di
carburante? «Dobbiamo aspettarci probabilmente, se questo avverrà, una diminuzione
del traffico aereo. E poi posso immaginarmi che magari le compagnie aeree, proprio
alla ricerca di tutta l'efficienza possibile, cioè di diminuire il consumo di carburante,
possano chiedere ai colleghi di fare delle rotte più dirette possibili, di
evitare rotte lunghe che vanno ad aumentare i consumi di carburante. Un altro
scenario immaginato da Dias è quello in cui gli aerei, quando si trovano a
terra e si muovono dal gate alla pista, potrebbero utilizzare un solo motore
per il loro spostamento. «Delle strategie che sono sicure e tranquille, ma che aiutano
le compagnie a diminuire l'impatto del consumo di carburante. Penso che questo sarà
un po' il ruolo di Skyguide nei prossimi mesi».
Una lista di priorità
Ma se lo scenario dovesse peggiorare
ulteriormente ci sarebbero problemi di sicurezza per Skyguide? «Immagino che in
quel caso bisognerà fare una lista di priorità. Magari gli aerei di linea sono
più prioritari rispetto a quelli privati. Penso anche agli aerei di soccorso, come
la Rega, o i velivoli militari che sorvegliano lo spazio aereo», evidenzia il
nostro interlocutore. «Immagino che
bisognerà lavorare a livello di strategia e di priorità se lo scenario peggiora.
Anche se, chiamante, speriamo che lo scenario migliori e che tutto si risolva
nel miglior modo possibile».

