Crisi ucraina
“Ci riprenderemo anche la Crimea”
Keystone-ats
23.08.2022 20:55

Foto: © Shutterstock
Il presidente ucraino Zelensky sfida Putin lanciando la riconquista della penisola annessa alla Russia nel 2014. Intanto aumentano le preoccupazioni in vista della festa per l’indipendenza della Ucraina che cade domani.
La vittoria, per
l'Ucraina, passa dalla "riconquista" della Crimea. Alla viglia della
festa per l'indipendenza dell'Ucraina, che cade il 24 agosto (peraltro nello
stesso giorno in cui si contano sei mesi di guerra), il presidente Volodymyr
Zelensky infrange il tabù del Cremlino, quel ritorno a casa della penisola
annessa dalla Russia nel 2014 che Vladimir Putin considera come un assalto alla
madrepatria. Uno scatto d'orgoglio, certo. Ma forse pure qualcosa di più, visti
i recenti attacchi a basi e infrastrutture russe dislocate in Crimea.
Mentre a Mosca pezzi
da novanta del regime di Putin sfilano al funerale di Darya Dugina, a Kiev va
in scena il secondo summit della Piattaforma per la Crimea, iniziativa lanciata
l'anno scorso da Zelensky per sensibilizzare la comunità internazionale a non
abbandonare la penisola al suo destino di occupazione russa. Un anno fa,
missione quasi impossibile. Oggi, invece, suona tutt'altra musica.
Sul palco, seppure
virtualmente, si sono alternati oltre 40 tra premier e capi di Stato, tra cui
Emmanuel Macron, Olaf Scholz, Justin Trudeau, Mario Draghi e i vertici
dell'Unione Europea. Il presidente polacco Andrei Duda ha invece sfidato i
timori dello stesso governo ucraino, che ha vietato eventi di massa nella
capitale fino a giovedì per paura di massicci attacchi missilistici russi, e si
è recato di persona a Kiev.
“La Polonia sarà sempre al fianco dell’Ucraina”
"La Crimea è
ucraina e tornerà a far parte dell'Ucraina, come Rotterdam è parte dell'Olanda
o Nizza è parte della Francia", ha detto Duda. "Dopo i crimini di
Bucha e la distruzione del Paese, Mosca non solo deve arretrare ai confini pre
24 febbraio ma deve riconoscere il diritto dell'Ucraina di tornare alle
frontiere internazionalmente riconosciute", ha rincarato la dose
assicurando che la Polonia "resterà per sempre al fianco
dell'Ucraina".
La questione Crimea
La questione della
penisola contesa è tra le più spinose e spesso è stata citata come il possibile
punto di caduta che potrebbe portare Mosca al tavolo dei negoziati. Scholz e
Macron sono stati più sfumati di Duda: hanno ribadito che Germania e Francia
non riconoscono l'annessione della Crimea ma sono stati molto vaghi sul suo
futuro. Un po' come il segretario di Stato Usa Antony Blinken, secondo cui
"la Crimea è Ucraina", e il leader turco Recep Tayyip Erdogan, per il
quale "la restituzione della Crimea all'Ucraina, di cui è una parte
inseparabile, è essenzialmente un requisito del diritto internazionale".
Draghi invece ha usato parole più nette, sostenendo che "la lotta per la
Crimea fa parte della lotta per la liberazione dell'Ucraina".
Zelensky minaccia il Cremlino
Il presidente ucraino
ha giurato che se il Cremlino attaccherà proprio nel giorno dell'indipendenza
il governo risponderà e sarà una risposta "potente". A Dnipro, nel
frattempo, le bombe già cadono e, stando al sindaco della città, sono state
colpite aree residenziali. L'esercito ucraino dal canto suo mette a frutto gli
armamenti ricevuti e per "la prima volta" dall'inizio delle ostilità,
ovvero dal 2014, ha colpito il palazzo dell'amministrazione filorussa di
Donetsk con "pesanti e precisi colpi d'artiglieria" (lo sostiene il
nazionalista russo Igor 'Strelkov' Girkin). Tre civili sarebbero rimasti uccisi
e anche l'hotel Tsentral, spesso scelto dai giornalisti e dai funzionari, è
rimasto danneggiato. La tensione, dunque, se possibile sta salendo ancora di
più. A Mosca si moltiplicano le richieste di politici e propagandisti di
"colpire i centri decisionali" in Ucraina e così, a Kiev, molti
civili stanno cogliendo la palla al balzo e stanno lasciando la capitale in
vista del ponte.
La situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia
Il capo dell'Agenzia
Atomica Internazionale (Aiea), Rafael Grossi, ha annunciato che guiderà
personalmente la missione d'ispezione della centrale nucleare di Zaporizhzhia,
in partenza "a giorni, non settimane". Le reali condizioni del più
grande impianto atomico d'Europa sono sconosciute e l'accordo raggiunto con
l'Aiea è una delle poche tregue siglate sinora fra Russia e Ucraina. Ma ogni cosa
ora resta appesa a un filo.

