La diretta
Colpiti siti missilistici iraniani vicino allo Stretto di Hormuz
Ats, Red. Online
18.03.2026 06:13

Foto: ©Keystone
Per gli USA «i missili antinave iraniani presenti in queste postazioni rappresentavano un rischio per la navigazione internazionale nello stretto» - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
23:50
Il ministro degli Esteri francese domani in visita in Libano
Il ministro degli Esteri francese visiterà domani il Libano, ha riferito il ministero all'Afp, dopo che l'Ue ha chiesto a Israele di interrompere i raid militari contro il Paese. La visita di Jean-Noel Barrot «sottolinea il sostegno e la solidarietà della Francia al popolo libanese, trascinato in una guerra che non ha scelto», ha affermato il ministero degli Esteri.
Il Libano è stato coinvolto nella guerra in Medio Oriente il 2 marzo, quando i militanti di Hezbollah hanno lanciato razzi contro Israele dopo l'uccisione della Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei. Israele ha risposto con attacchi che hanno causato almeno 968 morti e oltre un milione di sfollati, secondo le autorità locali.
23:49
Colpito a Tel Aviv un edificio di 8 piani nell'ultimo attacco dell'Iran
Un edificio di otto piani a Tel Aviv è stato colpito dall'ultimo bombardamento iraniano, come mostrano le immagini pubblicate dai soccorritori.
23:48
Un uomo di 30 anni ucciso nel centro di Israele in ultimo attacco iraniano
Un uomo di circa 30 anni è stato ucciso in un moshav a Sharon da una bomba sganciata da un missile a frammentazione lanciato dall'Iran verso il centro di Israele. Lo riferiscono i soccorritori del Magen David Adom.
23:47
Quattro donne palestinesi uccise e 6 ferite da bomba a grappolo a Hebron
Si aggrava il bilancio dell'attacco che ha colpito Hebron. Almeno quattro donne sono rimaste uccise e almeno altre sei sono rimaste ferite in un salone di bellezza colpito da una bomba a grappolo a Beit 'Awwa, a sud-ovest di Hebron. Lo riferiscono i media palestinesi.
La Protezione Civile palestinese della Cisgiordania ha riferito che ad essere colpita è stata una roulotte metallica adibita a salone di bellezza, situata accanto a un'abitazione a Beit 'Awwa, secondo fonti locali alcune delle donne ferite sono in gravi condizioni. Lo riporta Wafa.
22:59
Teheran: «Distruggeremo gli impianti energetici nemici se attaccate i nostri»
L'Iran ha avvertito che distruggerà l'industria petrolifera e del gas dei suoi vicini del Golfo, che considera interessi americani, se il suo settore energetico verrà nuovamente colpito. «Vi avvertiamo ancora una volta che avete commesso un grave errore attaccando le infrastrutture energetiche della Repubblica Islamica, e la nostra risposta è già in atto», hanno annunciato le Guardie Rivoluzionarie in una dichiarazione diffusa dai media iraniani. «Se ciò dovesse ripetersi, gli attacchi alle vostre infrastrutture energetiche e a quelle dei vostri alleati non si fermeranno finché non saranno completamente distrutte, e la nostra risposta sarà molto più severa degli attacchi di questa sera».
22:54
A Tel Aviv sirene per missili iraniani, forti boati in centro
A Tel Aviv stanno suonando le sirene e nel centro si sentono forti boati. L'Idf ha riferito che sta intercettando missili in arrivo dall'Iran.
22:53
«Tre palestinesi uccisi per un attacco iraniano a Hebron»
Tre palestinesi, di cui due donne, sono stati uccisi in seguito a un attacco missilistico iraniano vicino a Hebron, in Cisgiordania: lo ha riferito la Mezzaluna Rossa.
Si tratta delle prime vittime palestinesi nella guerra in corso in Medio Oriente. La Mezzaluna Rossa palestinese ha riferito che si sono anche cinque feriti, «uno dei quali in condizioni critiche».
22:52
«Trump non vuole altri attacchi agli impianti energetici iraniani»
Donald Trump non vuole altri attacchi ai siti e agli impianti energetici iraniani. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali il presidente era stato informato in anticipo del raid di Israele contro il giacimento di gas di South Pars, il più grande al mondo. Trump ha ritenuto l'attacco come un messaggio a Teheran in risposta al blocco dello Stretto di Hormuz. Secondo il commander-in-chief, l'Iran ha recepito il messaggio. Per questo ora - riferiscono alcuni funzionari americani - si oppone a ulteriori attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane.
Trump comunque potrebbe tornare a prendere di mira gli impianti energetici iraniani, tutto dipenderà - spiegano i funzionari americani - dalla azioni di Teheran per lo Stretto di Hormuz, divenuto elemento cruciale dello scontro con l'Iran. Gli attacchi agli impianti petroliferi e di gas iraniani hanno fatto balzare i prezzi del petrolio, spingendo l'amministrazione americana sulla difensiva. Trump ha infatti sospeso per 60 giorni il Jones Act, che prevede che il trasporto di petrolio nelle spedizioni nazionali sia effettuato con navi costruite negli Stati Uniti, di proprietà americana e con equipaggio a stelle e strisce. L'amministrazione ha inoltre allentato le sanzioni contro il petrolio del Venezuela. Il vicepresidente JD Vance incontrerà giovedì le big del petrolio per discutere su come affrontare il caro prezzi.
22:50
Kallas sente Araghchi: «La sicurezza di Hormuz è una priorità dell'UE»
L'Alto rappresentante UE Kaja Kallas ha parlato questa mattina con il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi dell'impatto della guerra sulla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. E' quanto si apprende da fonti UE. Kallas ha sottolineato che il libero transito attraverso questa via navigabile è una priorità per l'Europa. Ha esortato l'Iran a cessare ogni attacco alle infrastrutture critiche della regione e ha sottolineato che l'UE sostiene l'allentamento delle tensioni e una soluzione diplomatica al conflitto. La conversazione, si precisa, ha avuto luogo prima dell'esecuzione di un cittadino europeo detenuto dal regime, che Kallas condanna con la massima fermezza.
22:49
Madrid vuole evacuare e ricollocare le sue truppe in Iraq
La Spagna prevede di evacuare e ricollocare le truppe schierate in Iraq nei prossimi giorni a causa del conflitto in Iran e nella più ampia regione del Golfo: lo ha dichiarato la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles, come riferisce la Reuters sul proprio sito. Circa 300 soldati spagnoli sono schierati in Iraq, sia nell'ambito della coalizione internazionale contro lo Stato Islamico formatasi nel 2015 con l'Operazione Inherent Resolve, sia in una missione Nato separata che fornisce consulenza alle forze governative irachene dal 2018.
Il ministero aveva già annunciato domenica che un'unità delle forze speciali composta da 71 soldati era stata temporaneamente trasferita dalla propria base, data l'impossibilità di svolgere compiti come l'addestramento delle forze antiterrorismo irachene. Robles non ha fornito ulteriori dettagli sulla destinazione delle truppe.
La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, giunta ormai alla terza settimana, si è rapidamente trasformata in un conflitto regionale che non mostra segni di de-escalation. La Spagna ha criticato l'offensiva e ha vietato agli aerei statunitensi di utilizzare le basi gestite congiuntamente nel sud del Paese. Anche altri alleati della Nato, come la Germania e la Norvegia, stanno riducendo drasticamente la loro presenza nella regione a causa dei rischi per la sicurezza. Berlino ha ritirato le truppe della Bundeswehr dal Libano e da Erbil, nel nord dell'Iraq, mentre Oslo ha annunciato il trasferimento di alcuni dei circa 60 soldati presenti in Medio Oriente.
20:43
QatarEnergy: «Danni ingenti all'impianto del gas»
QatarEnergy conferma che la zona industriale di Ras Laffan è stata oggetto di attacchi missilistici iraniani che hanno causato «ingenti danni» all'impianto del gas. «Le squadre di pronto intervento sono state immediatamente dispiegate per contenere gli incendi che ne sono derivati, a causa dei danni ingenti.
Tutto il personale è stato rintracciato e al momento non si segnalano vittime» scrive QatarEnergy in una nota assicurando che «continuerà a fornire aggiornamenti non appena disponibili».
19:51
Qatar, incendio nel maggiore complesso del gas dopo un attacco dell'Iran
Il ministero dell'Interno del Qatar ha dichiarato che un attacco iraniano ha provocato un incendio presso il principale impianto di gas del Paese del Golfo, situato sulla sua costa settentrionale. «La protezione civile sta intervenendo per domare un incendio nella zona di Ras Laffan a seguito di un attacco iraniano», ha affermato il ministero in una dichiarazione, dopo che Teheran aveva annunciato di voler colpire le infrastrutture energetiche in tutto il Golfo in seguito all'attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele contro i propri impianti di gas.
Gli impianti di gas naturale liquefatto (Gnl) di Ras Laffan erano in fase di evacuazione a seguito della minaccia iraniana di attaccare le infrastrutture energetiche del Golfo, secondo quanto riferito dalla Reuters sul suo sito, citando una fonte a conoscenza dei fatti. Il Qatar ha completamente interrotto la produzione di gas naturale liquefatto a causa della guerra, e qualsiasi danno agli impianti potrebbe prolungare l'interruzione oltre maggio, minacciando di tenere fuori servizio un quinto della fornitura globale di Gnl.
19:18
L'Idf conferma l'uccisione del comandante di divisione Imam Hussein
L'Idf ha confermato di aver ucciso ieri sera a Beirut il comandante della 'divisione Imam Hussein', insediatosi sei giorni prima in seguito all'assassinio del suo predecessore. Il terrorista, Hassan Ali Marwan, «in precedenza ricopriva il ruolo di capo delle operazioni della divisione ed era responsabile del collegamento tra quest'ultima e gli alti ufficiali militari di Hezbollah e della Forza Quds. Inoltre, comandava il lancio di missili, droni e razzi contro lo Stato di Israele e le forze dell'esercito che operano nel Libano meridionale», ha reso noto l'Idf.
18:45
«Assalto immotivato a un reporter da parte della polizia di Israele»
Un'associazione internazionale di media ha criticato un «assalto immotivato» da parte della polizia israeliana contro dei giornalisti a Gerusalemme, che, a suo dire, ha causato la frattura del polso a un produttore della Cnn. La Foreign Press Association (Fpa) ha affermato che ieri sera gli agenti di polizia «hanno respinto inutilmente e aggressivamente un gruppo di giornalisti che stavano svolgendo il loro lavoro, documentando persone che pregavano fuori dalle mura della Città Vecchia».
La Fpa ha aggiunto che la polizia ha fermato diversi giornalisti, danneggiando attrezzature fotografiche e confiscando schede di memoria. «Durante l'assalto, un agente israeliano ha fratturato il polso a un produttore della Cnn», ha dichiarato la Fpa in un comunicato. «Niente di tutto ciò è accettabile», ha aggiunto l'associazione, che rappresenta centinaia di giornalisti in Israele e nei territori palestinesi. Un fotografo dell'Afp presente sul posto ha dichiarato che un piccolo gruppo di giornalisti stava documentando i musulmani che cercavano di recitare le preghiere serali di Taraweeh fuori dalle mura della Città Vecchia, quando improvvisamente un gruppo di poliziotti è arrivato e ha «attaccato violentemente i fedeli e i giornalisti che stavano seguendo l'evento». Un giornalista straniero ha riferito all'Afp che la polizia ha «picchiato con i manganelli il produttore della Cnn e altri giornalisti», aggiungendo che «almeno un palestinese è stato arrestato».
Le autorità israeliane hanno chiuso i luoghi sacri nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, annessa da Israele, per motivi di sicurezza dallo scoppio della guerra in Medio Oriente il 28 febbraio. L'Fpaha chiesto alla polizia di «intervenire immediatamente contro gli agenti coinvolti in questo assalto immotivato e di agire in futuro per salvaguardare la libertà di stampa, anziché calpestarla». In un post su X, l'Unione dei giornalisti in Israele si è detta «inorridita» dalla condotta della polizia e ha esortato il commissario di polizia a «sospendere immediatamente gli agenti coinvolti».
18:33
Benzina record in Giappone, sfiora i 200 yen
Il conflitto in Medio Oriente e le tensioni con l'Iran provocano shock a catena sull'economia giapponese, colpendo sia i consumatori - con prezzi record dei carburanti alla pompa, che l'industria manifatturiera, causando interruzioni nelle forniture energetiche. I dati del ministero dell'Industria nipponico hanno mostrato un nuovo picco storico per la benzina, mentre aziende chiave, dai produttori di alimentari confezionati ai colossi della chimica, sono costrette a rivedere produzioni e listini.
Il prezzo al dettaglio della benzina ha toccato quota 190,80 yen (circa 0,95 franchi) al litro, superando il precedente massimo di 186,50 yen registrato nell'aprile 2025, e l'impatto si è già allargato ben oltre il settore dei trasporti, investendo la produzione industriale.
La Yamayoshi Seika, una nota azienda di snack, ha annunciato martedì la sospensione della produzione delle sue patatine più vendute, le «Wasabeef», nello stabilimento di Hyogo, a ovest di Tokyo. La decisione è dovuta all'impossibilità di reperire olio combustibile necessario per il riscaldamento dell'olio di cottura, a causa delle turbolenze nel Medio Oriente da cui il Giappone dipende fortemente. Effetti simili si sono registrati nella industria chimica.
Mitsubishi Chemical ha comunicato aumenti per il monomero di acetato di vinile, mentre Shin-Etsu Chemical ha alzato di circa il 20% i prezzi del cloruro di polivinile (Pvc), essenziale per le tubature e le infrastrutture idriche. Anche Idemitsu Kosan ha dovuto ridurre la produzione di etilene. Nonostante l'allarme, l'Associazione dell'industria petrolchimica nazionale cerca di ridimensionare i timori di una crisi immediata, sottolineando che le scorte strategiche di nafta - la materia prima derivata dal greggio da cui si ottiene il 40% del fabbisogno nazionale, coprono attualmente dai tre mesi e mezzo ai quattro mesi di consumo.
Di fronte al rischio che la benzina superi la soglia psicologica dei 200 yen, il governo di Tokyo ha reagito varando misure di emergenza. La premier Sanae Takaichi ha annunciato l'attivazione di un fondo statale per sovvenzionare i fornitori di petrolio con 30,20 yen al litro a partire da giovedì, con l'obiettivo di stabilizzare il prezzo al dettaglio intorno ai 170 yen. Gli interventi pubblici arrivano però dopo che i rincari hanno già inciso pesantemente sul potere d'acquisto delle famiglie e sui costi operativi delle imprese, dicono gli analisti, evidenziando la vulnerabilità del sistema economico del Sol Levante alle turbolenze geopolitiche esterne.
18:16
Gabbard pressata: «È Trump a stabilire se la minaccia è imminente»
Tulsi Gabbard è stata pressata dai senatori democratici sulla discrepanza tra la sua dichiarazione scritta e quella verbale in merito all'Iran. «Solo il presidente Trump può stabilire se una minaccia è imminente o meno», ha dichiarato in un'audizione presso la commissione intelligence del Senato la direttrice dell'intelligence nazionale pressata sulla valutazione che Teheran non rappresentava una «minaccia imminente» per gli Stati Uniti contenuta nella sua testimonianza scritta e che contraddice la Casa Bianca.
Sollecitata da un senatore democratico sul perché non avesse detto che l'Iran non rappresentava una minaccia imminente, come era scritto nero su bianco, Gabbard ha sostenuto che non aveva tempo per leggere l'intera testimonianza durante l'udienza davanti alla Commissione del Senato.
18:15
Danni e feriti per attacchi iraniani al nord e nel centro di Israele
Dopo un lancio di missili dall'Iran le sirene d'allarme sono scattate in tutto il nord di Israele, in particolare sulle alture del Golan, in Galilea e nella zona di Haifa. Una donna è rimasta ferita in un incidente stradale a Kiryat Motzkin a causa degli allarmi.
Gravi danni sono stati registrati in diverse aree del centro del Paese in seguito alla caduta di frammenti di un proiettile intercettato durante un altro bombardamento proveniente dall'Iran.
Un veicolo ha preso fuoco vicino a uno stadio a Petah Tikva, tre persone ferite sono state evacuate dal luogo dell'attacco, mentre un appartamento a Ramat Gan è stato danneggiato. I residenti del centro hanno sentito forti esplosioni. I soccorritori riferiscono che può essersi trattato di una bomba a grappolo.
18:13
Mojatba Khamenei: «Vendicheremo la morte di Ali Larijani»
La morte del capo del Consigio di Sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani, ucciso in un bombardamento israeliano, sarà vendicata: lo ha affermato la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei.
«È con grande tristezza che ho appreso la dolorosa notizia del martirio del dottor Ali Larijani, Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e rappresentante della Guida Suprema in tale Consiglio, nonché del suo onorevole figlio e di alcuni suoi colleghi», ha scritto Khamenei in un messaggio di cordoglio.
«Senza dubbio, l'assassinio di una figura così eminente testimonia la sua importanza e l'odio che i nemici dell'Islam nutrono nei suoi confronti. Che gli islamofobi sappiano che versare questo sangue ai piedi del robusto albero del sistema islamico non fa che rafforzarlo, e naturalmente, ogni goccia di sangue ha un prezzo che gli assassini dei martiri dovranno presto pagare», ha concluso.
17:32
Delhi: «2 milioni di tonnellate di greggio su navi indiane ferme nel Golfo»
Il governo di Nuova Delhi afferma che ci sono 22 navi battenti bandiera indiana ferme nella zona del Golfo Persico, in attesa di poter passare dallo Stretto di Hormuz, e che di conseguenza sono fermi anche i loro carichi, che ammontano a «1,67 milioni di tonnellate di greggio, 320'000 tonnellate di Gpl e circa 200'000 tonnellate di gas naturale liquefatto»: lo scrive l'agenzia di stampa indiana Pti citando il segretario speciale del ministero della navigazione Rajesh Kumar Sinha. «Tutti i 611 marittimi a bordo delle 22 navi sul lato ovest dello Stretto sono al sicuro», aggiunge il funzionario indiano.
17:25
Libano, sale a 968 il bilancio delle vittime dai raid israeliani
I raid aerei israeliani sul Libano hanno ucciso 968 persone, tra cui 116 bambini, dall'inizio della guerra tra Israele e Hezbollah, il gruppo filo-iraniano, il 2 marzo, ha annunciato mercoledì il Ministero della Salute. Il precedente bilancio ufficiale delle vittime era di 912.
Tra i morti ci sono anche 77 donne e 40 operatori sanitari, secondo il ministero, che ha anche segnalato 2.432 feriti.
16:26
Gabbard: «L'Iran non ha tentato di ricostruire impianti nucleari»
L'Iran non ha tentato di ricostruire gli impianti di arricchimento dopo l'attacco americano del giugno 2025. Lo ha detto la direttrice dell'intelligence americana Tulsi Gabbard in una dichiarazione scritta presentata alla commissione intelligence del Senato.
Smentendo in questo modo Donald Trump e la posizione ufficiale della Casa Bianca.
«A seguito dell'operazione Midnight Hammer, il programma di arricchimento nucleare iraniano è stato annientato. Da allora non ci sono stati tentativi di ricostruire i loro impianti», ha spiegato Gabbard contraddicendo la motivazione di Trump per lanciare il secondo attacco all'Iran.
In una successiva testimonianza ha però aggiustato il tiro: «Prima dell'operazione Epic Fury, l'Iran stava cercando di riprendersi dagli attacchi di giugno e continuava a rifiutarsi di rispettare gli obblighi dell'Aiea».
15:24
La centrale nucleare iraniana di Bushehr è stata colpita «da un ordigno»
La centrale nucleare di Bushehr, in Iran, è stata colpita ieri sera «da un ordigno» nell'ambito di una delle ondate di attacchi condotti da Israele e Usa sulla costa del Golfo Persico. Lo conferma da Vienna l'Aiea, l'agenzia atomica dell'Onu, citata fra l'altro dai media britannici.
In una nota, l'agenzia sottolinea d'essere stata informata da Teheran che il raid non ha fortunatamente «provocato danni» all'impianto e che non risultano fughe radioattive o feriti fra il personale. La Russia, partner storica nei programmi nucleari civili iraniani, aveva già denunciato l'accaduto, definendolo frutto di un'azione di guerra «irresponsabile». Il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, ha da parte sua rilanciato l'appello «all'autocontrollo nel conflitto, per evitare il rischio di un incidente nucleare».
14:40
«Pericoloso e irresponsabile» attaccare le infrastrutture di gas iraniane
Il Qatar ha definito «pericolosa e irresponsabile» la decisione di attaccare le infrastrutture di gas iraniane.
«Il fatto che Israele prenda di mira le infrastrutture legate al giacimento di gas iraniano di South Pars, che rappresenta un'estensione del giacimento di North Field del Qatar, è un passo pericoloso e irresponsabile nel contesto dell'attuale escalation militare nella regione», ha scritto il portavoce del ministro degli Esteri del Qatar Majed al-Ansari.
14:32
L'Iran minaccia gli impianti petrolchimici in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno emesso un avviso di evacuazione per gli impianti petrolchimici in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riportato mercoledì dai media statali citati da Iran International.
L'avviso è giunto dopo che raid israeliani hanno colpito alcune parti degli impianti di gas di South Pars, in Iran.
14:29
Israele attacca un impianto petrolchimico nell'area dello Stretto di Hormuz
L'aviazione israeliana ha attaccato per la prima volta un impianto petrolchimico nel sud dell'Iran, Asaluyeh e South Pars, nella provincia di Bashehr, nell'area dello Stretto di Hormuz. Lo riporta Channel 12 citando una fonte militare israeliana e sottolineando che l'attacco è stato condotto in pieno coordinamento con gli Stati Uniti e che solo una parte dell'impianto è stata colpita.
«Se il messaggio non verrà recepito, gli attacchi potrebbero estendersi», ha detto l'ufficiale citato da Channel 12. Se confermato, si tratterebbe della prima volta che l'Idf attacca l'area di Hormuz, dove nella divisione dei ruoli militari con il Centcom, opera l'esercito Usa.
12:52
Ucciso nel raid a Beirut uno dei direttori della tv di Hezbollah
La tv di Hezbollah Al Manar ha fatto sapere che il direttore dei suoi programmi politici è stato ucciso oggi insieme alla moglie in un attacco israeliano nel centro di Beirut. L'emittente ha affermato in una nota che «il direttore dei programmi politici dell'emittente, Mohammad Sherri, e sua moglie» sono stati uccisi «nel raid sionista nella zona di Zuqaq al-Blat a Beirut». Secondo Al Manar, i suoi figli e nipoti sono rimasti feriti e ricoverati in ospedale in seguito all'attacco. Secondo media libanesi, il raid sui quartieri centrali di Zokak el Blat e di Basta - con almeno 12 morti, secondo Beirut - sono avvenuti attorno all'1.30 locali, mentre altri bombardamenti hanno colpito la periferia sud della capitale. Le ambulanze sono state inviate nelle aree bersagliate. I due quartieri del centro di Beirut erano già stati colpiti il 12 marzo scorso dopo minacce israeliane contro edifici specifici.
12:28
Tel Aviv conferma l'uccisione del ministro dell'intelligence iraniano
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz afferma che il ministro dell'intelligence iraniano Ismail Khatib è stato ucciso. Katz ha confermato ufficialmente l'uccisione del ministro iraniano avvenuta la scorsa notte. «Nel corso della giornata sono previste importanti sorprese su tutti i fronti, che intensificheranno la guerra che stiamo conducendo contro l'Iran e Hezbollah», ha aggiunto in una dichiarazione dal quartiere generale della Difesa a Tel Aviv. «L'intensità degli attacchi in Iran sta aumentando: siamo nel mezzo della fase decisiva. La politica di Israele è chiara e inequivocabile: nessuno in Iran gode di immunità e tutti sono nel mirino».
Ismail Khatib è stato ucciso in un attacco mirato dell'aviazione israeliana questa notte a Teheran, ha in seguito confermato anche li portavoce dell'Idf. «Khatib era stato nominato ministro dell'Intelligence dalla Guida Suprema Ali Khamenei nel 2021. Svolgeva un ruolo chiave nel sostenere la repressione interna e le attività terroristiche del regime attraverso la sorveglianza, lo spionaggio e l'esecuzione di operazioni segrete in tutto il mondo, in particolare contro lo Stato di Israele e contro gli stessi cittadini iraniani», riferisce il portavoce in un comunicato
12:04
Opposizione in Iran, «nel Paese forze interne capaci di insurrezione»
«Il regime iraniano è incapace di riformarsi. L'unica soluzione è il cambiamento di regime da parte del popolo e della resistenza organizzata. Esistono forze indigene radicate nella società, capaci di un'insurrezione che può portare finalmente alla caduta del regime. Esiste oggi in Iran una forza capace e organizzata, in grado di affrontare il regime». Lo ha detto Mohammad Mohaddesin, presidente del comitato affari esteri del Consiglio nazionale della resistenza iraniana (Ncri), parlando alla stampa a Bruxelles.
11:39
Israele conferma la morte del ministro dell'intelligence iraniano
Il ministro della Difesa israeliano afferma che il ministro dell'intelligence iraniano Ismail Khatib è stato ucciso.
11:06
Il valico di Rafah resta chiuso
Il valico di Rafah tra Egitto e Striscia di Gaza è rimasto chiuso questa mattina nonostante l'annuncio israeliano di una apertura parziale per consentire un centinaio di passaggi da una parte all'altra.
Lo riferisce una fonte della sicurezza egiziana precisando che decine di palestinesi rimasti bloccati in Egitto si sono radunati davanti alla frontiera in attesa di poter passare.
Le autorità israeliane avevano chiesto una lista di persone da autorizzare al passaggio con 48 ore di anticipo, lista che sarebbe stata approvata, dice la fonte, prevedendo il ritorno nella Striscia di 50 persone e l'arrivo in Egitto di un numero compreso tra 50 e 100 persone tra feriti e malati e loro accompagnatori, diretti agli ospedali egiziani.
Tuttavia, le autorità israeliane non hanno ancora aperto il valico di Rafah. È attivo, invece, quello di Kerem Shalom dal quale è transitato questa mattina - fa sapere la Mezzaluna egiziana - un convoglio di 159 veicoli con circa 2.500 tonnellate di aiuti umanitari e carburante, benzina, gasolio e gas da cucina.

