Roma
Come funziona il conclave: fumate, schede, quorum
Redazione, Keystone-ATS
07.05.2025 06:12

Oggi inizia la cerimonia per proclamare il successore di Bergoglio. Sono 133 cardinali chiamati a votare nella massima segretezza.
Una macchina complessa messa a punto in secoli di storia e tradizione liturgica. È il conclave che, per l'elezione del successore di Bergoglio, si apre oggi, mercoledì 7 maggio. Il numero massimo di cardinali elettori è stabilito in 120, ma deroghe sono ammesse. Attualmente gli aventi diritto al voto sono 133. Come da tradizione il Conclave si svolgerà nella Cappella Sistina, luogo d'arte e di fede, per la ventiseiesima volta nella storia.
Assoluta segretezza
Il 5 maggio tutto il personale che avrà accesso al Conclave ha giurato assoluta segretezza: religiosi, tecnici, medici, cuochi, guardie svizzere, floristi. È vietato parlare con i cardinali o riferire quanto visto. La sanzione in caso di violazione è la scomunica latae sententiae, automatica e immediata. Anche i cardinali, prima del voto, giurano uno a uno sul Vangelo.
Chi vota
Dei 133 cardinali elettori, ben 108 sono stati nominati da
papa Francesco, che ha reso il collegio più giovane, globale e variegato. I
cardinali provengono da 71 Paesi: 59 europei (19 italiani e due svizzeri), 37 americani (tra
Nord, Centro e Sud), 20 asiatici, 16 africani e 3 oceanici. Il più giovane è
Mykola Byčok, ucraino, 45 anni, vescovo a Melbourne. Il più anziano è Carlos
Osoro Sierra, spagnolo, 79 anni, che compirà 80 anni il 16 maggio.
Gli assenti e infirmarii
Due cardinali elettori, lo spagnolo Antonio Cañizares
Llovera e il keniota John Njue, non saranno presenti per motivi di salute. Il
cardinale Vinko Puljić, invece, ha dichiarato che, se aiutato, potrà votare in
Sistina. Se non ce la farà, entrerà in azione il gruppo degli infirmarii: tre
cardinali incaricati di raccogliere voti da eventuali infermi. Seguono un
rituale rigoroso: urna sigillata, scheda piegata, giuramento anche del malato.
Le schede saranno poi inserite nel calice votivo con le altre, alla presenza
degli scrutatori.
L'alloggio
Casa Santa Marta dispone di 134 posti, ma con 14 camere sigillate, tra
cui quella che fu di Francesco, 13 cardinali saranno ospitati nell’attiguo ex
ospizio Santa Marta, riadattato per l’occasione. Le stanze sono assegnate per
sorteggio. Ogni camera è semplice ma autonoma, con bagno privato.

Il via dopo il giuramento
Il maestro delle cerimonie Diego Ravelli non parteciperà al
voto ma svolgerà un ruolo chiave: è lui a pronunciare l’“Extra omnes”, che
segna la chiusura delle porte della Sistina. Il primo giorno dell'avvio del conclave si terrà una sola votazione nel pomeriggio mentre nei giorni successivi saranno quattro in totale, due la mattina e due il pomeriggio.
La giornata tipo
Le giornate seguono un ritmo liturgico e rigoroso. Colazione
all’alba, Messa alle 8.15 nella Cappella Paolina, poi votazioni al mattino e al
pomeriggio, nella Cappella Sistina. Alle 16.30 inizia la processione dei
cardinali in abito corale, accompagnati dal canto delle litanie dei santi e dal
Veni Creator. Dopo le votazioni pomeridiane, si recitano i Vespri. I pasti e
gli spostamenti avvengono in completo isolamento. Tutto è organizzato per
garantire raccoglimento e discernimento. Le fumate avvengono due volte al
giorno: bianca se si è eletto il Papa, nera altrimenti.
La votazione
Una volta scritto il nome sulla scheda sotto la frase 'Eligo in Summum Pontificem', ogni singolo cardinale elettore si avvia verso l'altare con la scheda piegata e ben visibile. La adagia su un piatto d'argento poggiato su un'urna e poi la lascia scivolare all'interno. Una volta conclusa la sessione di voto, i primi due scrutatori aprono e leggono in silenzio il nome scritto sulla scheda, mentre il terzo pronuncia il nome. Le schede vengono forate e legate insieme, per essere poi bruciate all'interno della stufa.
Fumata nera, fumata bianca
Nel caso di mancata elezione verrà aggiunta una miscela che
colorerà il fumo di nero. In caso contrario, invece, il decano si rivolge al
candidato eletto per chiedergli se accetta o meno l'incarico e quale sarà il
nome scelto. Se accetta, verranno bruciate le schede aggiungendo il colorante bianco che annuncerà dal comignolo della cappella Sistina l'elezione del nuovo Papa.

Il quorum
Per essere eletto, il Papa deve ottenere i due terzi dei
voti dei presenti. Con 133 cardinali, il quorum è 89. Se dopo tre giorni non si
raggiunge un risultato, si osserva una pausa di riflessione. Dopo 33-34
scrutini andati a vuoto, si può passare a un ballottaggio tra i due candidati
più votati, ma resta il vincolo della maggioranza qualificata. È vietata la
scelta per acclamazione o compromesso. Secondo il diritto canonico, può essere
eletto qualunque maschio battezzato e celibe, anche non cardinale, sebbene
nella prassi ciò non accada da secoli.
La stanza delle lacrime
È un piccolo ambiente riservato accanto alla Sistina, dove
il Papa eletto si ritira prima di apparire al mondo. Vi trova una veste talare bianca
in tre taglie, un crocifisso, immagini mariane e un divano rosso. Qui molti
hanno pianto, colti dal peso della responsabilità: Giovanni XXIII scoppiò in
lacrime, Benedetto XVI parlò di “ghigliottina”, Francesco si limitò a dire “Il
carnevale è finito”. È il momento in cui la persona cede il passo al Pontefice.
Da lì, vestirà di bianco: una scelta introdotta da Pio V nel 1566.
L’annuncio
Dopo circa un’ora dalla fumata bianca, si apre la loggia
centrale della Basilica di San Pietro. Il cardinale protodiacono, nel 2025
Dominique Mamberti, si affaccerà per pronunciare: “Annuntio vobis gaudium
magnum: habemus Papam!”. Seguiranno nome e cognome dell’eletto e il nome
pontificale scelto. Mamberti, 72 anni, corso, ex ministro degli Esteri
vaticano, guida oggi la Segnatura Apostolica. Un annuncio carico di attesa e
speranza per oltre un miliardo di cattolici nel mondo.

