Guerra in Ucraina
Conflitto, cosa dobbiamo aspettarci adesso?
Thomas Schürch
24.02.2023 15:16

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A un anno dall’invasione russa ai danni dell’Ucraina la fine della guerra pare ancora lontana. Regli: “Putin sembra aver scambiato strategia”. Scavo: “Curioso di vedere come verrà accolta la proposta cinese”.
È già passato un anno dall’inizio
della guerra in Ucraina, definita “operazione militare speciale” dal presidente
russo Vladimir Putin. Da allora il bilancio delle vittime e dei danni materiali
ed economici provocati dal conflitto ha continuato ad aggravarsi. Ciò che tutti
si chiedono oggi è come evolveranno le ostilità, la cui cessazione appare oggi
purtroppo ancora lontana. “L’impressione è che Putin abbia cambiato parzialmente
strategia”, commenta a Ticinonews Peter Regli, ex capo dei servizi segreti
svizzeri. “I combattimenti sembrano essere diminuiti, diciamo così, soprattutto
a Donetsk e Lugansk”. Putin infatti “vuole che la guerra duri, che l’Ucraina
abbia grandi perdite e che l’occidente, soprattutto gli Usa, perdano un po’ di fiducia,
facendo così venir meno il loro sostegno all’Ucraina”.
“Nessuna delle due parti può cedere”
Secondo Regli “ci troviamo
in una sorta di terza guerra mondiale e dobbiamo renderci conto che nessuna
delle due parti può cedere: Putin ha incluso quattro regioni dell’Ucraina nella
Federazione russa per decreto”. Zelensky, dal canto suo, “ha detto dall’inizio
che entrerà in trattativa solo dopo che l’ultimo soldato russo avrà lasciato il
territorio ucraino. È una situazione impossibile e per questo nei prossimi mesi
non ci saranno discussioni”.
La speranza arriva dalla Cina?
“I dati sul campo dicono
che la guerra è destinata a proseguire”, ribadisce il giornalista Nello Scavo. Tuttavia
“non dobbiamo precludere segnali di distensione che potrebbero portare a una diminuzione
dell’intensità del conflitto”. A tal proposito “sono curioso di vedere come verrà
accolta la proposta cinese. La Cina che entra in campo non può permettersi di venire
screditata dalla Russia di Putin. Sono fiducioso che l’influenza di alcuni
Stati possa portare a una de-escalation”. Anche Zelensky “pare molto
interessato a questa proposta: vuol dire che c’è la disponibilità a trovare un
modo per provare a iniziare una negoziazione”.
La visita di Biden
La volontà degli ucraini,
bisogna però ricordare, è di continuare a combattere finché le truppe russe non saranno allontanate
e non lasceranno le regioni occupate. Benché provata, la popolazione ucraina “ha
tratto nuova forza dalla recente visita di Biden, che è caduta proprio al momento
giusto. Il morale è fondamentale e ora i soldati ucraini saranno motivati a
proseguire questa lotta”, conclude Scavo.

