Italia
Covid, la Cina riapre i confini: preoccupazione in occidente
Redazione
29.12.2022 19:35

Foto: Immagine Ticinonews
La decisione della Cina di abbandonare la politica ‘Covid zero’ desta preoccupazione in Italia. A Malpensa, dove negli scorsi giorni sono atterrati diversi passeggeri provenienti dal Paese asiatico risultati positivi al coronavirus, è stato riattivato il dispositivo per fare i test rapidi.
Quasi un passeggero su due,
tra quelli che il 26 dicembre sono arrivati a Malpensa dalla Cina a bordo di
due voli, sono risultati positivi al Covid dopo il tampone. Numeri
importanti, che hanno fatto sì che nell’aeroporto venisse riattivato il
dispositivo composto di sei box nei quali è possibile farsi testare rapidamente.
Se l’infezione è confermata, ecco che scatta l’isolamento con tampone finale. Ma
come stanno funzionando queste prime giornate di ‘screening’? Per capirlo, Ticinonews
si è recata oggi a Malpensa. “MI sembra che funzioni tutto in maniera ordinata”,
spiega ai nostri microfoni Giovanni Pavesi, direttore del Welfare Regione
Lombardia. “L’obiettivo è di creare un livello di controllo e di attenzione su
una popolazione dove il virus sta circolando molto, come confermano i risultati
dei tamponi fatti. Abbiamo la legittima preoccupazione che vengano introdotte
sul nostro territorio varianti di coronavirus che le vaccinazioni non riescono a
contrastare”. Non si tratta di una situazione di allarme “bensì di attenzione”.
Nessuna nuova variante
Al momento non sono state tuttavia riscontrate varianti
diverse da quelle già conosciute. “Il primo centinaio di tamponi positivi
sequenziati hanno fatto rilevare esclusivamente varianti conosciute, coperte dai
vaccini somministrati in questi mesi”, conferma Pavesi.
Una Svizzera ‘attendista’
La preoccupazione italiana emersa dopo che la Cina ha
abbandonato la politica ‘Covid zero’ è condivisa da altri Paesi del mondo:
Stati Uniti, Corea, Giappone e India hanno introdotto a loro volta l’idea di puntare
sui tamponi all’ingresso. Discorso diverso per la Svizzera, che ha deciso di
seguire la strategia europea, al momento ‘attendista’. Questa scelta ha suscitato
le proteste, anche, del governo italiano. “Il sistema sanitario svizzero è un sistema
di primordine, ma io ritengo che se, come sembra, le vicende epidemiologiche
cinesi manterranno questi livelli, i quali non sono sotto controllo, non sarà
solo l’Italia a dover prendere dei provvedimenti precauzionali”, termina
Pavesi.

