Guerra in Ucraina
"È possibile che si verifichino altri incidenti"
Redazione
17.11.2022 06:21

Lo sostiene Aldo Ferrari, direttore del programma di ricerca Russia, Caucaso e Asia Centrale dell’ISPI, secondo il quale quella dell'Occidente di classificare i missili in Polonia come "incidente" sia stata una valutazione equilibrata e prudente.
La caduta dei
due missili nella campagna polacca sud-orientale ha fatto presagire il
peggio. Da ieri sembra invece di percepire la volontà di voler abbassare la
tensione. Ma come va letto questo quadro? Ne abbiamo parlato con Aldo Ferrari,
direttore del programma di ricerca Russia, Caucaso e Asia Centrale dell’ISPI, secondo cui quello
che è avvenuto ieri ci ha portato vicino ai massimi livelli di tensione. "Devo dire che in parte Ucraina, Polonia, USA e NATO hanno buttato
acqua sul fuoco, perché è comunque probabile che un missile fosse ucraino.
Tuttavia, la rapidità con cui questo è stato affermato mostra che la percezione
dell’enorme, e forse incontrollabile, rischio che una diversa valutazione dell’accaduto
(ovvero accusare la Russia) avrebbe potuto far scattare non solo l’articolo 4,
ma anche l’articolo 5 della NATO, che implica la difesa automatica di un membro
che venga aggredito”. La decisione presa ieri dai Paesi occidentali di accreditare
questa versione “è stata molto razionale, forse l’atto più razionale che si è
avuto in mesi e mesi di conflitto”.
“Possibili ulteriori incidenti”
Una valutazione
ritenuta da Ferrari come equilibrata e prudente quella che l’Occidente ha voluto dare
a questo fatto, considerandolo un incidente e non una deliberata aggressione
russa. “Direi che questo fatto può essere interpretato positivamente”, dice Ferrari,
“perché non ha portato a una crisi dalle dimensioni preoccupanti, però tutto va
avanti come prima: la Russia continua a bombardare, anche se le trattative di
pace sembrano essere più vicine di quanto fossero qualche mese fa, ma a livello
pubblico non sono comunque ancora partite. Evidentemente i tempi non sono
ancora maturi e purtroppo in questa incertezza è possibile che si verifichino
altri incidenti come quello di ieri, che potrebbero portare a conseguenze
gravissime”.
Opinione pubblica e sostegno ucraino
La stessa
NATO ha di fatto parlato di incidente, ma questo episodio non potrebbe incrinare
in qualche modo il sostegno occidentale all’Ucraina, ad esempio in seno all’opinione
pubblica? “C’è questa possibilità, che si aggiunge al fatto che l’inverno sta
arrivando e che le economie occidentali soffriranno dell’aumentato costo delle
fonti energetiche, quindi di tutte le ricadute economiche che avremo in questi
mesi”. Il rischio che si ripetano incidenti potenzialmente pericolosi come
quello verificatosi in Polonia, per Ferrari “farà ovviamente presa sulle opinioni
pubbliche. Ci sarebbero molte ragioni per andare verso un inizio sostanziale
delle trattative, ma evidentemente non tutti i Paesi sono favorevoli, in
particolare l’Ucraina, che sta cambiando le sorti del conflitto, e i Paesi
tradizionalmente anti russi che la sostengono, come la Polonia, la Gran Bretagna,
i Paesi Baltici e gli Stati Uniti, anche se più prudenti”. Esiste quindi un fronte
anti russo “molto compatto e molto forte nelle sue posizioni che intende approfittare
dell’evidente difficoltà bellica e politica di Mosca in questo momento per
provare a ridurre, forse per sempre, quella che viene percepita come una potenza
aggressiva ai confini con l’Europa”.

