Gasdotto
Esplosioni e fuga di gas dal Nord Stream: volano i prezzi
Keystone-ats
27.09.2022 21:13

Foto: Immagine Shutterstock
Sono state scoperte tre falle nei gasdotti 1 e 2. In Occidente nessuno sembra credere all’ipotesi di un semplice incidente.
Esplosioni, fughe di
gas e l'acqua del mare che ribolle. Le due linee del Nord Stream, 1 e 2, hanno
subito danni "senza precedenti" nel tratto di mar Baltico tra
Danimarca e Svezia. E sebbene il gasdotto che collega la Russia all'Europa
fosse ormai fermo per la guerra in Ucraina, le sanzioni a Mosca e gli
interventi del Cremlino, ad Amsterdam il prezzo del gas - che era rimasto più o
meno stabile anche dopo la chiusura dei rubinetti da parte di Gazprom ad agosto
- è schizzato fino ai 207 euro al megawattora (+19%). Cosa sia successo a 80
metri di profondità non è ancora chiaro e sarà oggetto di indagini: nessuno in
Occidente sembra infatti prendere in considerazione l'ipotesi di un semplice
incidente.
Cosa è accaduto
Sismologi danesi e
svedesi avevano registrato due forti esplosioni in mare, attorno all'isola
danese di Bornholm: la prima alle 2:03 della notte tra domenica e lunedì di
magnitudo 1.9, la seconda di 2.3 alle 19:04. "Un'enorme emissione di
energia che interpretiamo come proveniente con la massima probabilità da una
forma di detonazione", ha spiegato all'Afp Peter Schmidt della Rete
nazionale sismica svedese. Infine l'avviso che i gasdotti avevano perso pressione,
e la scoperta di tre falle nei gasdotti 1 e 2 che stanno sprigionando gas
facendo ribollire la superficie di quel tratto di mare in aree che vanno dai
200 ai 1’000 metri di diametro, come testimoniano immagini che hanno fatto il
giro del mondo. La fuoriuscita, ha avvertito Copenaghen, durerà almeno una
settimana.
Ipotesi sabotaggio
Il primo a non
escludere "un sabotaggio" è stato lo stesso Cremlino, con il
portavoce Dmitry Peskov che ha invocato "un'indagine urgente",
parlando di "notizie davvero allarmanti" e di "un problema che
riguarda la sicurezza energetica dell'intero continente". A stretto giro
di posta è arrivata l'accusa diretta di Kiev di "un attacco terroristico
pianificato dalla Russia e un atto di aggressione contro l'Ue". Secondo il
consigliere del presidente Volodymyr Zelensky, Mykhailo Podolyak, Mosca
"vuole così destabilizzare la situazione economica in Europa e provocare
il panico pre-inverno".
Usa e Nato monitorano la situazione
Se la Commissione
europea ritiene "prematuro” speculare sulle cause delle fughe di gas,
assicurando che al momento "non c'è alcun impatto sulla sicurezza",
gli Stati Uniti si sono detti pronti ad aiutare gli europei sulle indagini. "Le
prime informazioni indicano che siano state causate da un attacco", ha
detto il segretario di Stato Antony Blinken, sottolineando comunque che si
tratta "solo di prime notizie". Nei prossimi mesi “dobbiamo lavorare
per mettere fine alla dipendenza energetica dell'Europa dalla Russia", ha
quindi assicurato l'esponente dell'amministrazione Biden, garantendo che
"le perdite non avranno un impatto significativo sulla resilienza
energetica dell'Europa". Anche la Nato sta monitorando la situazione
"con grande preoccupazione", in contatto con gli alleati, a
cominciare dalla Danimarca, ma anche con Svezia e Finlandia, i due Paesi in
procinto di aderire all'Alleanza Atlantica per effetto della guerra di Putin.
Mentre a Berlino la possibilità che tre fughe di gas si siano verificate
contemporaneamente non sembra un caso, bensì il frutto "di un attacco
mirato", ha riferito una fonte a Tagesspiegel. Secondo il giornale, si
stanno valutando due ipotesi principali: all'origine dell'attacco potrebbe
esserci l'Ucraina o qualche suo alleato, oppure un'operazione russa sotto falsa
bandiera, per alimentare maggiore insicurezza e far salire ancora di più il prezzo
del gas.
“Atti deliberati”
Anche la premier
danese Mette Frederiksen ha escluso "una coincidenza" e parlato di
"atti deliberati" mentre si trovava in Polonia per l'inaugurazione di
un altro gasdotto strategico, il Baltic Pipe, con il collega Mateusz Morawiecki:
"L'epoca del dominio russo sul gas è finito, un'epoca che è stata segnata
dal ricatto, dalle minacce e dalle estorsioni", ha dichiarato il premier
polacco, anche lui convinto che il Nord Stream sia stato sabotato. Stoccolma,
che giudica la situazione "grave e molto seria", ha intanto riunito
un'unità di crisi, mentre Copenaghen ha inviato una fregata dotata di
elicottero per unirsi ai pattugliamenti nella zona, dove al momento la
navigazione è vietata nel raggio di 5 miglia.

