Prossimo Papa
Il conclave, ecco come funziona
Redazione
24.04.2025 18:03

Foto: © Shutterstock
La riunione per eleggere il nuovo Papa, che riunisce 135 cardinali elettori, è un rito segreto. Ecco come avviene.
Quando un Papa muore o rinuncia, la Chiesa entra nella fase
della Sede Vacante. Significa che il governo della Chiesa passa al Collegio dei
Cardinali, che però può occuparsi solo degli affari ordinari: niente nomine,
niente decisioni che spettano al Pontefice. È anche il caso della nomina attesa
a Lugano, che dovrà attendere il nuovo Papa.
135 cardinali sotto gli 80 anni al voto
L’elezione del nuovo Pontefice è affidata ai Cardinali sotto
gli 80 anni. Questa volta saranno 135. Il loro compito è quello di riunirsi nel
Conclave, chiusi nella Cappella Sistina, sotto lo sguardo del Giudizio
Universale di Michelangelo. La parola stessa Conclave viene dal latino cum
clave, "con chiave": indica isolamento totale. Entro l’11 maggio,
al massimo 20 giorni dopo la morte di Papa Francesco, i cardinali elettori dovranno riunirsi per il
conclave. Alcuni hanno già detto che non parteciperanno per motivi di salute:
sono lo spagnolo Antonio Canizares e l’arcivescovo emerito di Sarajevo Vinko
Puljic. Tra i cardinali elettori ci sono anche due svizzeri: Kurt Koch ed Emil Paul Tscherrig. Il più anziano votante sarà Carlos Osoro Sierra (79 anni), il più giovane Mykola Byčok (45 anni).
Niente contatti esterni
Durante il Conclave, i Cardinali alloggiano alla Domus
Sanctae Marthae e ogni giorno, per votare, si spostano alla Cappella Sistina.
Nessuno può avvicinarli: sono sorvegliati persino dai Prelati Chierici della
Camera Apostolica, per assicurarsi che non abbiano contatti esterni. E anche
se, per caso, qualcuno dovesse incrociare un cardinale in Vaticano, non può
rivolgergli la parola. Nemmeno un saluto. Tutti i cardinali sono tenuti a non
intrattenere comunicazioni con l’esterno, in nessuna forma: né telefonate, né
email, né lettere. Solo in casi di necessità urgenti e debitamente autorizzati.
Chi assiste i cardinali
Chi li assiste? Il Segretario del Collegio Cardinalizio, il
Maestro delle Celebrazioni Liturgiche con i suoi otto cerimonieri, due
religiosi per la sacrestia, un ecclesiastico scelto dal Decano, confessori di
diverse lingue, due medici e personale addetto a mensa e pulizie. Tutti giurano
il massimo segreto. Nessuno può restare dopo l’inizio del voto.
Controlli accurati
Per garantire la segretezza, si svolgono controlli accurati:
due tecnici di fiducia bonificano gli ambienti per escludere la presenza di
microfoni, telecamere e dispositivi di trasmissione. Ogni centimetro della
Sistina è passato al setaccio. Nel caso i cardinali dovessero infrangere le
regole, rischiano la scomunica.
La votazione
Il primo giorno, nel pomeriggio, c'è un solo scrutinio. Nei
giorni successivi, se l'elezione non è ancora avvenuta, si terranno due
votazioni al mattino e due votazioni al pomeriggio. Ogni cardinale scrive il
nome del candidato su una scheda (nel caso dovesse scrivere più nomi, il voto
sarebbe nullo). Serve una maggioranza qualificata: due terzi più uno. Quando
un candidato la raggiunge, gli viene chiesto: “Accetti la tua elezione canonica
a Sommo Pontefice?”. Se risponde sì, il candidato prescelto sceglie un nome. Allora
il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie redige un documento circa
l’accettazione del nuovo Pontefice e il nome da lui assunto. È il momento dell’Habemus Papam. Il nuovo Pontefice si
affaccia e benedice la città e il mondo: Urbi et Orbi dalla Loggia della
Basilica Vaticana. Intanto, le schede vengono bruciate. Il fumo bianco annuncia
al mondo che il Papa è stato scelto. Ma tutto ciò che è avvenuto dentro la
Sistina... non dovrà mai essere raccontato.

