Benedetto XVI
"Il suo è stato un pontificato molto ambiguo"
Teleticino
31.12.2022 21:42

Il professore dell'USI Markus Krienke ripercorre l'operato di Joseph Ratzinger in veste di capo della Chiesa cattolica.
È morto il papa emerito Benedetto XVI. Il pontefice eletto nel 2005 aveva rinunciato al ministero petrino nel 2013. Il suo è stato un pontificato non privo di difficoltà, soprattutto nel dialogo con il mondo esterno alla Chiesa cattolica. Ticinonews ne ha parlato con Markus Krienke, professore di filosofia moderna ed etica sociale all’USI.
“È stato un pontificato molto ambiguo - spiega Krienke - Benedetto XVI voleva dialogare con tutti ma partendo da una salda definizione della fede. Questo è stato spesso interpretato come una rinuncia al dialogo o una mancanza di apertura. Dall’altro lato ha messo dei paletti imprescindibili, ad esempio per quanto riguarda la lotta agli abusi sessuali è stato lui ad avviare la politica della tolleranza zero”. Il suo pontificato è stato inoltre caratterizzato dalla "volontà di radicare la fede cristiana in maniera salda in Europa, scontrandosi con il relativismo e il nichilismo: un baluardo contro le tendenze di una società che Benedetto XVI ha sempre visto con grande sospetto", precisa Krienke.
"È stato più un teologo che un papa"
Benedetto XVI è stato in parte incompreso? "Forse sì - continua Krienke - È sempre stato più un teologo che un papa. Lui argomentava sulla base di una fede che vedeva come qualcosa di puro, parlava appunto di una purificazione del Cristianesimo e dei fedeli o di principi fondamentali non negoziabili. La sua strategia si basava su una fede purificata dal di dentro che permetteva al Cristianesimo di riguadagnare la forza di incidere sul mondo. Nel mondo postmoderno questa strategia è difficilmente compresa, oggi ci si aspetta una Chiesa più come quella di Papa Francesco che decide di andare verso il mondo e in grado di mettere in gioco lo stesso messaggio".

