La diretta
Iran, gli USA avvertono i cittadini in Medio Oriente: «Rischio escalation alto, fate attenzione»
Ats, Redazione
23.07.2026 06:44

Foto: ©Amirhosein Khorgooi
Il Dipartimento di Stato su X: «A causa dell'aumento delle tensioni nella regione il contesto di sicurezza rimane complesso» - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
22:53
Ghalibaf: «Volevano punire l'Iran, si sono puniti con il petrolio a 3 cifre»
Il principale negoziatore iraniano e presidente del parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha deriso la strategia militare statunitense volta a indebolire la capacità di Teheran di controllare lo stretto di Hormuz: «Volevano punire l'Iran. Invece si sono puniti da soli con prezzi del petrolio a tre cifre. Strategia 10/10 », ha detto Ghalibaf su X. Oggi, per la prima volta in due mesi, i prezzi del petrolio hanno superato i 100 dollari al barile dopo l'attacco degli Houthi a due petroliere saudite, mentre una nuova escalation del conflitto minaccia di aggravare le interruzioni delle forniture globali di petrolio.
22:52
L'affondo di Trump: «Pronto al peggior attacco all'Iran»
Donald Trump è pronto a sferrare l'attacco finale all'Iran. Nessuna decisione definitiva è stata ancora presa, ma l'idea di chiudere la partita in Medio Oriente con il raid «più grande di qualsiasi altro» sembra tentare il commander-in-chief.
Frustrato dall'aumento delle vittime americane e dalle critiche sempre più accese in casa, il presidente sembra essersi convinto che una guerra totale possa alla fine riportare la pace e infliggere un duro colpo all'asse fra l'Iran e gli Houthi.
Teheran sarà ritenuta «responsabile» delle azioni dei suoi «proxy», ha tuonato il presidente sul suo social Truth minacciando «gravi punizioni militari» nei confronti dell'Iran e degli Houthi se altre navi dovessero finire sotto attacco. Gli alleati di Teheran nello Yemen hanno infatti attaccato due petroliere saudite accusandole di violato il blocco navale imposto dalle sue Forze Armate nel Mar Rosso.
Un colpo che ha alzato ancora di più la tensione nel Golfo, ampliando la minaccia al di là dello Stretto di Hormuz e mettendo di conseguenza in pericolo un'altra via del petrolio. Temendo un blocco prolungato dei due crocevia, a fronte di scorte di greggio messe a dura prova dal conflitto, le quotazioni petrolifere volano. Il Brent che si è spinto per la prima volta da maggio sopra i 100 dollari al barile, mentre il Wti viaggia oltre i 93 dollari al barile. I raid e le minacce incrociate pesano anche sulle borse. Le piazze finanziarie europee hanno chiuso tutte rosso.
«Sto valutando un attacco massiccio. Più grande di qualsiasi altro. Sono vicino a prendere una decisione. Siamo pronti», ha detto Trump in un'intervista ad Axios, sottolineando che Israele sarebbe pronta a intervenire in «due minuti se glielo chiedessi» ma «non abbiamo bisogno di nessuno» per lanciare una nuova azione. Il commander-in-chief può infatti contare su una rafforzata presenza americana nell'area che gli offre una maggiore flessibilità. Nell'ultima settima sono state dispiegate squadre per le operazioni speciali nelle basi in Medio Oriente e squadroni di aerei da combattimento sono pronti a entrare in azione. Oltre 150 medici sono poi arrivati al Landsthul Regional Medical Center in Germania, la struttura di riferimento per la cura delle truppe schierate in Medio Oriente.
Alle ripetute minacce di Trump, l'Iran ha risposto secco. «La nostra dottrina di difesa è chiara: occhio per occhio. Qualsiasi aggressione contro l'Iran, comprese le nostre infrastrutture, provocherà una risposta forte e decisa», ha detto il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Immediata è stata la replica del segretario di Stato, Marco Rubio: la politica di Trump nei confronti dell'Iran è «testa per occhio». Toni duri che mostrano la determinazione dell'amministrazione contro un nemico che, nonostante settimane di pesanti attacchi, è ancora in grado di infliggere pesanti colpi agli Stati Uniti irritando il presidente.
In calo nei sondaggi - ha un tasso di approvazione al 30% secondo l'American Research Group - e con l'avvicinarsi delle elezioni di metà mandato, Trump è consapevole che il tempo a sua disposizione sta stringendo. E che lo scetticismo di fronte a un conflitto che appare senza fine sta dilagando anche fra i repubblicani. Lo ha dimostrato il via libera della camera a maggioranza conservatrice a una nuova risoluzione contro la guerra in Iran grazie a quattro voti repubblicani. Il provvedimento è solo uno dei vari bollinati dal Congresso ma senza alcun risultato. L'amministrazione infatti non li ritiene legali e li ha ripetutamente ignorati.
Ma la ripresa dei combattimenti e il fallimento di fatto del memorandum of understanding stanno innervosendo senatori e deputati, preoccupati dalla possibilità che Trump lanci l'affondo finale proprio durante la pausa estiva, procedendo ancora una volta senza autorizzazione e ignorando il Congresso.
17:56
Trump: «Sono vicino alla decisione su un attacco massiccio all'Iran»
«Sto valutando un attacco massiccio. Più grande di qualsiasi altro. Sono vicino a prendere una decisione. Siamo pronti». Lo ha detto Donald Trump ad Axios, dicendosi consapevole che la sua decisione avrà conseguenze e sottolineando di non aver ancora deciso in via definitiva.
«Se glielo chiedessi», ha detto Trump ad Axios, Israele «si unirebbe in due minuti» all'eventuale attacco. Ma «non abbiamo bisogno di nessuno» per lanciare una nuova operazione, ha aggiunto. Il presidente Usa ha ribadito che l'Iran «vuole negoziare», ma al momento non è pronto a fare un accordo. «Non hanno ancora sofferto abbastanza», ha commentato.
17:01
Schiaffo a Trump, approvata una risoluzione della Camera contro la guerra in Iran
La Camera americana ha approvato un'altra risoluzione che condanna le ostilità in Iran.
Con 214 voti a favore e 208 contrari, i deputati hanno dato il via libera alla risoluzione sui poteri di guerra, in quello che è uno schiaffo a Donald Trump. Quattro repubblicani hanno votato insieme ai democratici.
La camera e il senato hanno già approvato risoluzioni sui poteri di guerra, ma gli attacchi in Iran sono continuati. Il senato voterà nelle prossime ore una sua risoluzione sui poteri di guerra.
15:32
Il Brent corre e supera i 100 dollari per la prima volta da maggio
Il Brent corre e supera i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio, spinto dalle minacce e dagli attacchi in Medio Oriente che stanno spingendo al rialzo le quotazioni petrolifere.
14:49
Teheran: «Dagli USA un atteggiamento irrazionale e prepotente»
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha denunciato l'atteggiamento «irrazionale» e «prepotente» degli Stati Uniti dopo 12 giorni consecutivi di attacchi americani sul territorio iraniano e le rappresaglie iraniane in Medio Oriente.
«Il problema risiede nell'approccio americano, un approccio irrazionale, eccessivo e prepotente, che ha provocato una forte reazione da parte nostra», ha dichiarato Araghchi alla televisione di stato a margine della visita a Teheran del primo ministro iracheno Ali al-Zaidi.
12:36
Ricostruire Gaza costerà 71,4 miliardi di dollari
Ricostruire Gaza costerà 71,4 miliardi di dollari, ovvero 7 volte più che in passato.
Una cifra che, secondo l'ultimo report Oxfam, riflette solo una parte dell'impatto reale del conflitto scoppiato nel 2023, perché la ricostruzione del tessuto sociale richiederà generazioni.
Basti pensare che il livello di sviluppo umano in meno di 3 anni è stato riportato indietro di ben 77 anni, con la cancellazione del sistema di istruzione e culturale.
Secondo le stime contenute nel report, Gaza ha subito danni e perdite economiche per un totale di 57,9 miliardi di dollari, ma sarà necessario stanziarne oltre 71 per sostenerne la ripresa e la ricostruzione nell'arco dei prossimi 10 anni.
In meno di 3 anni sono stati uccisi 73 mila palestinesi, i feriti sono 173 mila e 1,9 milioni di persone sono state ripetutamente sfollate. Nel settembre 2025, la Commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite ha concluso che Israele ha commesso un genocidio a Gaza.
11:39
L'esercito giordano intercetta droni e missili iraniani
La Giordania ha dichiarato di aver intercettato missili e droni iraniani, mentre Teheran rispondeva agli attacchi aerei statunitensi colpendo gli alleati di Washington nella regione.
L'esercito giordano, in una nota, ha aggiunto di aver intercettato tre missili, mentre un quarto è atterrato in una zona disabitata, e di aver intercettato sei droni ieri sera, senza vittime né danni materiali.
07:59
Iran: «Colpiti gli obiettivi in tre basi Usa in Kuwait»
Tre basi americane in Kuwait sono state nuovamente prese di mira da attacchi di droni dell'esercito iraniano. Lo fa sapere, tramite l'agenzia Tasnim, l'ufficio stampa dell'esercito di Teheran.
«In risposta alla continua arroganza e alle aggressioni del nemico malvagio contro il nostro paese, l'Esercito della Repubblica Islamica dell'Iran, nella 23esima fase dell'operazione 'Fulmine', poche ore fa, ha preso di mira con numerosi droni da attacco i siti di stoccaggio di munizioni e materiali logistici dell'esercito americano nella base di Al-Doha, i serbatoi di carburante nella base di Ali Al-Salem e il deposito di munizioni nel campo di Arifjan in Kuwait».
06:52
Il punto alle 6:50
«Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti
(CentCom) hanno completato un'altra serie di attacchi contro l'Iran per la
dodicesima notte consecutiva». Lo scrive il CentCom su X, precisando che «sono stati colpiti obiettivi militari
iraniani, tra cui infrastrutture marittime, depositi di missili e droni, siti
di sorveglianza costiera e sistemi di difesa aerea. Gli attacchi riducono
ulteriormente la capacità dell'Iran di attaccare navi civili e navi
mercantili».
Attacchi che, secondo quanto riferito da funzionari statunitensi e come riportato da Axios, sono stati condotti anche con un
bombardiere a lungo raggio B-1, in grado di trasportare una ventina di bombe da 900 kg o decine di missili da crociera.
Intanto, secondo due fonti a conoscenza dei fatti, il nuovo
direttore del Mossad, l'agenzia di intelligence israeliana, Roman Gofman, ha
visitato Washington due settimane fa per colloqui sulla guerra in Iran e sul
programma nucleare iraniano.
Vista la situazione in Medio Oriente, il Dipartimento di Stato Usa ha scritto su X un messaggio rivolto a tutti i cittadini americani nel mondo. «A causa dell'aumento delle tensioni, il contesto di sicurezza
rimane complesso, con la possibilità di un'escalation imprevista. Dovete prestare la massima attenzione ed essere preparati a cancellazioni di voli, chiusure periodiche dello spazio aereo e potenziali disagi ai viaggi».

