Terremoto
La Svizzera attende ancora una risposta dalle autorità marocchine
Keystone-ats
10.09.2023 13:03

Foto: © Shutterstock
Secondo Stephane Genoud, professore di gestione dell'energia all'HES-SO Vallese, il rischio della mancanza di elettricità in Svizzera questo inverno potrebbe essere scongiurato giocando d’anticipo..
La Svizzera attende sempre una risposta dal Marocco alla sua offerta di aiuto dopo il violento sisma di venerdì sera che ha causato almeno 2'000 morti e migliaia di feriti, di cui moltissimi in gravi condizioni. Una squadra di otto esperti del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) è stata istituita ed è pronta a recarsi sul posto, ha indicato oggi il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Le autorità marocchine non hanno però ancora risposto all'offerta d'aiuto, ha precisato il Dipartimento all'agenzia Keystone-ATS.
I servizi di Ignazio Cassis avevano sottoposto ieri un'offerta di aiuto per dei rifugi provvisori, per il trattamento e la distribuzione d'acqua, nonché per impianti sanitari e materiale igienico, avevano indicato. La fornitura del materiale sarebbe accompagnata da esperti del CSA. Al momento il DFAE non dispone di informazioni su eventuali vittime svizzere. Attualmente, 1'806 cittadini svizzeri sono ufficialmente iscritti in Marocco, dove vivono e si sono stabiliti. Oltre 200 svizzeri, che soggiornano attualmente in Marocco, si sono nel frattempo annunciati sull'applicazione mobile TravelAdmin del DFAE. La linea di emergenza ha ricevuto finora circa 200 chiamate concernenti il sisma in Marocco.
Nuova scossa
Nel frattempo, una scossa di terremoto di magnitudo 3.9 ha colpito questa mattina alle 9:59 ora locale (le 10:59 in Svizzera) il Marocco, a sud di Marrakech, nella stessa area in cui è stato registrato il sisma di magnitudo 7 venerdì notte: lo riporta sul suo sito l'Istituto geofisico statunitense Usgs. L'ipocentro del terremoto odierno è stato localizzato ad una profondità di 10 chilometri.
Si cercano i superstiti
Continua intanto la corsa contro il tempo per cercare di salvare le vite rimaste intrappolate dalle macerie. "Le prossime 24-48 ore saranno fondamentali", ha ricordato Caroline Holt, direttrice delle operazioni della Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Un uomo è stato estratto vivo a Moulay Brahim, un villaggio sulle montagne dell'Atlante tra quelli particolarmente devastati dal sisma. Le piccole ruspe lavorano senza sosta tra i vicoli della medina di Marrakech che si svuota pian piano degli ultimi turisti che vengono trasferiti negli alberghi della città nuova. A Gueliz, il quartiere nato sotto il protettorato francese, gli edifici hanno retto al terremoto. Solo a Marrakech, afferma l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), sono 300mila le persone che hanno bisogno di aiuto. Migliaia di famiglie hanno trascorso la notte all'aperto in accampamenti improvvisati, allineati sull'erba fuori dalle mura della medina, dormendo sotto le palme per la paura di rientrare nelle case ancora in piedi.
Aiuti da diversi paesi
E mentre da oggi il Marocco osserva tre giorni di lutto, è partita la macchina degli aiuti. La Croce Rossa Italiana ha aperto tramite il suo sito web una raccolta fondi per aiutare la Mezzaluna Rossa Marocchina a soccorrere la popolazione così tragicamente colpita dal terremoto. La Spagna, a seguito di una richiesta formale di aiuto da parte di Rabat, invierà squadre di ricerca e soccorso. La Tunisia ha mobilitato una squadra della protezione civile composta da 56 persone e un ospedale da campo completamente attrezzato. Ad Asni, pochi chilometri a sud di Marrakech, stanno arrivando i medici militari per aprire il primo ospedale da campo. Raccolte fondi stanno nascendo sulle piattaforme internet di foundraising, mentre privati cittadini hanno iniziato a organizzare scorte di viveri per aiutare i sopravvissuti.

