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L'intelligence USA: «L'Iran si prepara a dispiegare mine nello Stretto di Hormuz»
Red. Online, Ats
10.03.2026 06:19

Foto: ©Zachary Pearson
Lo riporta la CBS — Gli Stati Uniti chiedono a Israele di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche in Iran TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
00:03
L'IDF annuncia una nuova ondata di attacchi sul sud di Beirut
L'IDF ha riferito di aver lanciato una nuova ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah nella periferia sud di Beirut. «Parallelamente agli attacchi in Iran, le Idf hanno avviato un'ondata di attacchi a Beirut. Poco fa, le Idf hanno avviato attacchi contro le infrastrutture di Hezbollah a Dahieh, Beirut», ha dichiarato l'esercito sul suo account Telegram ufficiale.
23:14
Gli USA hanno eliminato 16 posamine vicino allo Stretto di Hormuz
Gli Stati Uniti hanno eliminato diverse navi iraniane, incluse 16 posamine vicino allo Stretto di Hormuz. Lo afferma il Us Central Command.
23:07
IDF: «Lanciata una vasta ondata di attacchi contro Teheran»
Un portavoce dell'IDF, ha annunciato che l'aeronautica militare ha lanciato una vasta ondata di attacchi contro Teheran, sottolineando che gli obiettivi dei raid attacchi sono «le infrastrutture del regime terroristico iraniano». Lo riportano i media israeliani.
23:07
Eliseo: «Domani riunione dei leader del G7 sulla guerra in Medio Oriente»
Il presidente francese Emmanuel Macron terrà mercoledì alle 15 una riunione dei capi di Stato e di governo del G7 per discutere delle «conseguenze economiche» della guerra in Iran, tra cui la «situazione energetica» e le «misure per mitigarla». Lo ha annunciato in serata l'Eliseo.
«Questa sarà la prima discussione su questo tema tra i membri del G7. Il coordinamento economico è una questione chiave per una risposta efficace e utile alla situazione», ha aggiunto l'Eliseo, mentre la Francia detiene la presidenza del G7 quest'anno.
23:06
Sirene di allarme a Tel Aviv per il lancio di missili dall'Iran
Le sirene d'allarme stanno suonando a Tel Aviv per un lancio di missili dall'Iran.
22:07
Trump: «Abbiamo distrutto 10 navi posamine inattive»
«Sono lieto di riportare che nelle ultime ore abbiamo colpito e distrutto completamente 10 imbarcazioni e/o navi posamine inattive». Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
21:56
IDF: «Attaccato un lanciarazzi di Hamas nel nord di Gaza»
L'aeronautica militare israeliana ha colpito una base di lancio di Hamas nel nord di Gaza. Lo ha dichiarato l'IDF, scrive Haaretz. Secondo il rapporto, la base era pronta per l'uso, ma nessun lancio era imminente.
20:38
L'IDF: «Colpito il comando centrale dell'unità finanziaria di Hezbollah a Beirut»
«Abbiamo attaccato oltre 80 obiettivi di Hezbollah in Libano nel corso della giornata. Stiamo colpendo duramente anche gli asset economici di Hezbollah, tra cui il comando centrale dell'unità finanziaria dell'organizzazione terroristica a Beirut». Lo ha detto il portavoce di Idf Effie Defrin in una dichiarazione.
'«Hezbollah sta subendo un duro colpo e di conseguenza sta cercando di potenziare la sua forza di fuoco e di ampliarne il raggio d'azione contro la popolazione israeliana», ha aggiunto.
19:53
L'intelligence USA: «L'Iran si prepara a dispiegare mine nello Stretto di Hormuz»
L'intelligence americana ha iniziato a vedere indicazioni che l'Iran sta adottando misure per dispiegare mine nella rotta marittima dello Stretto di Hormuz. Lo riporta la Cbs.
19:47
La Casa Bianca smentisce: «Gli USA non hanno scortato alcuna petroliera a Hormuz»
Dichiarazioni subito smentite. Gli Stati Uniti non hanno scortato alcuna petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz, ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, dopo che il segretario Usa dell'Energia ha pubblicato su X e poi rimosso un post in cui diceva che la Marina americana aveva scortato con «successo» una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz.
L'annuncio del ministro ha innescato una corsa al ribasso del petrolio, arrivato a perdere fino al 15% nell'arco di pochi minuti. Wright ha successivamente cancellato il post su X. Dopo aver sfondato quota 100 dollari, il greggio è in calo fin dall'after hours e si aggira ora sugli 80 dollari al barile.
Pronta la reazione dell'Iran. La notizia secondo cui la Marina militare statunitense avrebbe scortato una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz è «una bugia totale», ha dichiarato il comandante in capo della Marina dei pasdaran, Alireza Tangiri, sul suo profilo di X.
«All'inizio della guerra, abbiamo dichiarato e lo dichiariamo di nuovo: nessuna nave associata agli aggressori contro l'Iran ha il diritto di attraversare lo Stretto di Hormuz. Se avete dubbi, avvicinatevi e provate», ha concluso.
19:47
Gli USA chiedono a Israele di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche in Iran
Gli Stati Uniti chiedono a Israele di fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche dell'Iran. Lo riporta Axios citando alcune fonti secondo le quali è la prima volta che l'amministrazione Trump cerca di controllare Israele da quando è iniziata la guerra.
19:32
Forti esplosioni nel cielo di Tel Aviv dopo il lancio di missili dall'Iran
Forti boati si sentono nel cielo di Tel Aviv subito dopo le sirene per il lancio di missili dall'Iran sulla città.
Intanto gli allarmi stanno suonando in altri quartieri di Tel Aviv, come constata l'agenzia di notizie italiana ANSA sul posto
19:19
ONU: «Rischi da dinamica "occhio per occhio" in Medio Oriente»
L'Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite Volker Turk ha espresso allarme per l'«apparente dinamica dell'occhio per occhio» tra le parti in conflitto in Medio Oriente, che secondo lui mette in pericolo civili e infrastrutture nella regione.
«Questa apparente dinamica dell'occhio per occhio che colpisce le infrastrutture critiche e ha ripercussioni estremamente significative sulla popolazione civile, non farà che accrescere i rischi per la popolazione civile in generale, con conseguenze potenzialmente disastrose per l'intera regione», ha dichiarato in un comunicato.
19:16
Allarme per il lancio di missili nel nord di Israele
L'allarme è scattato a Kiryat Shmona, Misgav Am, Manara e Margaliot, nel nord di Israele, per il lancio di missili dal Libano e all'intrusione di un drone nel territorio israeliano.
19:16
L'esercito siriano accusa Hezbollah: «Ci ha attaccato»
L'esercito siriano ha accusato Hezbollah di aver lanciato proiettili verso le sue posizioni nei pressi della città di confine di Serghaya. Lo riferisce Times of Israel citando l'agenzia di stampa statale Sana.
«Si stanno studiando le opzioni appropriate per fare ciò che è necessario, l'esercito non tollererà alcuna aggressione contro la Siria», ha affermato l'esercito siriano in una dichiarazione.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha detto di aver parlato con il presidente siriano ad interim Ahmad al-Sharaa e di aver concordato sulla necessità che i Paesi si coordinino «per controllare confini e prevenire violazioni».
19:09
Tonfo del petrolio dopo l'annuncio USA sulla petroliera scortata
L'annuncio del ministro dell'Energia americano Chris Wright sull'attraversamento dello Stretto di Hormuz ha innescato una corsa al ribasso del petrolio, arrivato a perdere fino al 15% nell'arco di pochi minuti. Wright ha successivamente cancellato il post su X.
Dopo aver sfondato quota 100 dollari, il greggio è in calo fin dall'after hours e si aggira ora sugli 80 dollari al barile.
18:51
Gli USA hanno scortato una petroliera nello Stretto di Hormuz
Una nave della Marina americana ha scortato una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz «con successo». Lo afferma il segretario all'Enerigua Chris Wright. «Il presidente mantiene la stabilità energetica globale durante le operazioni militari in Iran», ha aggiunto.
18:46
Iran: «Quattro nostri diplomatici uccisi in un attacco in un hotel a Beirut»
L'Iran ha accusato Israele di aver ucciso quattro dei propri diplomatici nell'attacco del weekend contro un hotel sul lungomare di Beirut.
«Nelle prime ore di domenica 8 marzo, il regime israeliano ha condotto un attacco terroristico deliberato contro l'hotel Ramada a Beirut, che ha causato l'assassinio e il martirio di 4 diplomatici della Repubblica islamica dell'Iran», afferma la missione permanente di Teheran presso le Nazioni Unite.
18:35
Teheran: «Attaccato un centro militare di Israele ad Haifa»
L'esercito iraniano ha affermato di aver colpito in Israele un centro militare e un altro dedicato all'intelligence, nell'undicesimo giorno della guerra che sta infiammando il Medio Oriente.
In un comunicato, l'esercito ha dichiarato di aver «attaccato, utilizzando droni distruttivi, un centro militare a Haifa» e un «centro di ricezione delle informazioni dei satelliti spia».
Il sito militare preso di mira «svolge un ruolo chiave nella produzione di armamenti e riveste un'importanza strategica fondamentale per il rafforzamento delle capacità di combattimento del nemico», aggiunge il comunicato, diffuso dall'agenzia Tasnim.
18:34
Il Libano registra quasi 760.000 sfollati a causa della guerra
Il governo libanese ha annunciato oggi che quasi 760.000 persone sono state registrate come sfollate dallo scoppio della nuova guerra tra Israele e Hezbollah.
In un dato aggiornato, l'unità governativa per la gestione delle catastrofi ha dichiarato che il numero totale di persone che hanno registrato i propri nomi su un sito web affiliato al ministero degli Affari sociali ha raggiunto quota 759.300, di cui 122.600 ospitate in rifugi governativi.
18:34
La nave britannica Dragon è salpata per il Mediterraneo
La Hms Dragon, un cacciatorpediniere britannico di ultima generazione, ha lasciato dopo vari giorni di rinvii la base della Royal Navy a Portsmouth, nel sud dell'Inghilterra, alla volta del Mediterraneo orientale per difendere l'isola di Cipro presa di mira dall'Iran in seguito agli attacchi di USA e Israele contro Teheran.
La Dragon era stata al centro di polemiche contro il governo laburista del premier Keir Starmer per l'impreparazione militare mostrata del Regno Unito, rispetto ad altri Paesi alleati che avevano inviato le loro navi in tempi rapidi.
18:15
«Missili ucraini su Bryansk, ci sono vittime»
Il governatore della regione russa di Bryansk, Aleksandr Bogomaz, ha riferito che le forze armate ucraine hanno lanciato attacchi missilistici sul capoluogo, causando morti e feriti. «Un attacco missilistico è stato lanciato sulla città di Bryansk. I nazisti ucraini hanno deliberatamente preso di mira i civili. Purtroppo, ci sono vittime», ha dichiarato il governatore su Telegram.
Secondo le informazioni di alcuni media russi, finora non confermate, sette missili Storm Shadow sarebbero stati lanciati verso uno stabilimento di microelettronica.
Il canale Telegram Mash riferisce che a seguito del bombardamento due persone sono state uccise e circa 20 auto coinvolte nell'esplosione nei pressi di un importante svincolo autostradale, nelle cui vicinanze si trovano un centro commerciale e una zona residenziale.
17:49
Putin parla ancora con Pezeshkian: «Necessaria una de-escalation nel Golfo»
Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto oggi una seconda conversazione telefonica in una settimana con il suo omologo iraniano Massud Pezeshkian, tornando ad auspicare una rapida «de-escalation» nel conflitto nel Golfo Persico. Lo ha reso noto il Cremlino, citato dalla Tass.
«Il presidente russo - afferma in una nota il Cremlino - ha confermato la sua posizione fondamentale in favore di una de-escalation il prima possibile e di una soluzione del conflitto attraverso mezzi politici».
Da parte sua, «Pezeshkian ha ringraziato la Russia per il sostegno, in particolare per l'aiuto umanitario all'Iran», aggiunge la presidenza russa.
17:25
British Airways cancella centinaia di voli per il Medio Oriente
British Airways ha annunciato la cancellazione di centinaia di voli in Medio Oriente a causa del conflitto scatenato da Usa e Israele contro l'Iran, in un aggiornamento sulla situazione dei suoi collegamenti. Quelli con Abu Dhabi, in particolare, hanno subito lo stop più drastico, destinato a prolungarsi per gran parte del 2026: un segnale che rivela ricadute di lungo termine anche rispetto al turismo negli Emirati Arabi Uniti.
La compagnia di bandiera britannica ha inoltre esteso il blocco dei voli per Amman, Doha, Dubai, Tel Aviv e il Bahrein sino alla fine di marzo.
17:23
Sanchez ribadisce l'impegno per UNRWA e lapreoccupazione per Gaza
«Non possiamo permettere che la grave situazione umanitaria a Gaza cada nell'oblio»: è il messaggio pubblicato su X dal premier spagnolo, Pedro Sanchez, dopo un incontro alla Moncloa con il commissario generale dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati di Palestina e Medio Oriente, Philippe Lazzarini.
Sanchez ha espresso il «sostegno incondizionato» di Madrid a Unrwa , definita «un pilastro essenziale per milioni di palestinesi».
Durante l'incontro, in cui hanno discusso del contesto internazionale, il premier ha espresso preoccupazione per la situazione sulla Striscia, peggiorata con il recente conflitto in Iran, ricordando che, nonostante il cessate il fuoco di Israele con Hamas, «la pace continua a non arrivare», segnala la Moncloa.
In questo senso, la Spagna ha ribadito la necessità che le agenzie delle Nazioni Unite e altre Ong possano operare nei territori palestinesi senza limitazioni nel quadro del diritto internazionale.
Oggi il Consiglio dei ministri spagnolo ha approvato l'invio di un nuovo pacchetto di aiuti umanitari in Libano per 9 milioni di euro, diretto a mitigare, fra l'altro, la situazione dei rifugiati palestinesi nel Paese.
17:18
Zelensky: «Esperti di droni ucraini attesi in Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita»
Gli esperti militari ucraini sono attesi questa settimana in Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, dove condivideranno le loro competenze sull'abbattimento dei droni iraniani. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ai giornalisti.
«I primi tre paesi a cui li inviamo, secondo i nostri accordi, sono Qatar, Emirati e Arabia Saudita», ha detto Zelensky in un messaggio audio inviato ad alcuni media, compresa l'Afp.
17:14
Teheran: «Risponderemo "occhio per occhio" agli attacchi alle infrastrutture»
Il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che l'Iran risponderà «occhio per occhio» a qualsiasi attacco alle sue infrastrutture da parte degli Stati Uniti e di Israele.
«Se inizieranno una guerra alle infrastrutture, noi prenderemo di mira le loro infrastrutture - ha affermato Ghalibaf nel suo account X -. Il nemico deve sapere che qualunque cosa faccia, noi daremo senza dubbio una risposta proporzionata e immediata. Nessun atto malvagio rimarrà impunito. Oggi applicheremo la legge dell'occhio per occhio e non ci saranno sconti né eccezioni».
17:01
L'IDF: «Hezbollah nasconde i missili sotto i condomini di Dahieh a Beirut»
«Hezbollah nasconde le sue armi strategiche nel cuore del Dahieh a Beirut, sotto gli edifici residenziali dei cittadini libanesi. Si tratta di missili, droni e altre armi finanziate dal regime terroristico iraniano e progettate per danneggiare i civili israeliani». Lo ha dichiarato il portavoce dell'esercito israeliano (Idf) Nadav Shoshani.
16:58
Iran: «30 arresti con accusa di spionaggio tra cui uno straniero»
Il ministero dell'Intelligence iraniano ha annunciato oggi l'arresto di 30 persone accusate di spionaggio, tra cui uno straniero.
Lo straniero, la cui nazionalità non è stata rivelata, «stava svolgendo attività di spionaggio per conto di due paesi del Golfo Persico in nome del nemico americano-sionista» ed è stato arrestato nel nord-est dell'Iran, ha affermato il ministero in una nota pubblicata dal portale di notizie online della magistratura Mizan.
Il ministero iraniano afferma in una nota che le persone arrestate nei giorni scorsi erano «spie e mercenari interni e operativi dei nemici, gli Stati Uniti e il regime sionista».
«Alcune di queste persone avevano raccolto e trasferito informazioni militari e di sicurezza agli Stati Uniti e a Israele, attraverso due stati del Golfo Persico, dall'Iran nord-orientale. Altri erano membri di gruppi terroristici separatisti, che trasferivano armi e mezzi di comunicazione nelle aree di confine sud-orientali e occidentali dell'Iran, per conto di Stati Uniti e Israele», ha aggiunto, citato da Tasnim.
15:42
«Londra, Roma e Berlino lavorano per proteggere le navi a Hormuz»
«Lavorare insieme a una serie di opzioni per proteggere le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, in risposta alle crescenti minacce dell'Iran». È quanto hanno concordato in telefonate separate i leader d'Italia, Regno Unito e Germania, Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friedrich Merz, di cui dà conto Downing Street.
È stata inoltre sottolineata «l'importanza vitale della libertà di navigazione» e concordato uno stretto coordinamento nei prossimi giorni.
Le telefonate sono avvenute nella tarda serata di ieri e hanno riguardato l'attuale situazione nel Medio Oriente a fronte del conflitto iniziato dopo gli attacchi di Usa e Israele contro l'Iran.
Il portavoce del premier Starmer ha ribadito oggi che Londra sta «lavorando a stretto contatto» coi Paesi alleati sulle opzioni a sostegno della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz «mentre il quadro delle minacce evolve», ma senza entrare nel merito delle misure a cui si sta pensando.

