La diretta
«L'Iran ha usato i 60 giorni di intesa con gli USA per prepararsi alla guerra»
Ats, Red. Online
17.08.2026 08:09

Foto: ©Mohammed Zaatari
Scade oggi la tregua tra Usa e Iran dell'accordo di Islamabad - Un alto comandante dei Guardiani della rivoluzione islamica: «Il nemico deve aspettarsi sorprese strategiche» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
22:06
Kushner: «Incontro molto cordiale con Hamas, dette le cose giuste»
«Hamas ha detto le cose giuste, ma ovviamente è molto, molto difficile fidarsi di un'organizzazione terroristica che ha commesso queste terribili atrocità». Lo ha detto l'inviato di Donald Trump, Jared Kushner, in un intervista a Fox news da Gerusalemme dove si trova per una serie di colloqui.
«Abbiamo avuto un incontro molto cordiale e loro hanno detto le cose giuste. Quindi daremo loro l'opportunità di dimostrare il proprio operato, ma tutto dovrà basarsi su azioni e passi concreti. E spero che sia vero», ha aggiunto.
22:06
Kushner: «Dialogo con l'Iran più intenso che mai ma nessuna intesa»
Le interlocuzioni tra il governo americano e tutte le componenti del governo iraniano sono probabilmente più intense che mai. Lo ha detto l'inviato di Donald Trump Jared Kushner in un'intervista a Fox news precisando tuttavia che non è ancora giunti ad un'intesa. «Si sono svolti molti dialoghi proficui, il che ritengo sia estremamente utile. Non c'è molta fiducia tra Stati Uniti e Iran», ha aggiunto il genere del presidente americano «Trump sarà molto paziente e non intende affrettare la conclusione di un accordo. Lo farà quando le condizioni saranno mature, ma al momento sono in corso interlocuzioni molto positive e attive», ha sottolineato Kushner.
21:09
Il petrolio chiude in rialzo del 2,8% sulle incertezze tra USA e Iran
Il petrolio chiude in forte rialzo nel giorno della scadenza dei 60 giorni di tregua tra Usa e Iran, tra scenari sempre più incerti: il Wti, il riferimento americano, sale del 2,83%, a 84,73 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale, guadagna il 2,85%, a quota 91,04.
19:17
Iran: «La tregua con gli USA non è morta ma solo in coma»
La tregua e il memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti «non sono morti», ma si trovano «in coma» e possono ancora essere rilanciati. Lo ha dichiarato Abbas Baqerpour, direttore generale per gli Affari legali del ministero degli Esteri iraniano, dopo la scadenza dell'intesa di 60 giorni raggiunta il 17 giugno tra Washington e Teheran.
Perché ciò avvenga, ha precisato all'agenzia Irna, Washington dovrà però abbandonare la sua «abitudine a violare gli impegni» e a imporre sanzioni. Secondo il funzionario iraniano, il memorandum è stato violato dagli Stati Uniti e da Israele «fin dal primo giorno» dopo la firma.
17:15
Netanyahu: «Con il Board of Peace discussioni costruttive»
«Il primo ministro e il Board of Peace hanno avuto discussioni approfondite e costruttive. È stato concordato di istituire due gruppi di lavoro». Lo comunica l'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu in una nota a seguito dell'incontro odierno con Jared Kushner, Nickolay Mladenov e Tony Blair.
Un gruppo di lavoro si concentrerà sul «disarmo e la smilitarizzazione di Gaza, che sia Israele sia il Board of Peace ritengono debbano essere completati rapidamente prima di qualsiasi ricostruzione», prosegue la nota.
Il focus del secondo sarà invece «sui servizi igienico-sanitari, sull'acqua potabile e su altre questioni di salute pubblica per la popolazione di Gaza, che hanno un impatto anche sulla popolazione israeliana».
14:37
Houthi: «Colpita una nave militare saudita nel Mar Rosso»
Gli Houthi yemeniti hanno rivendicato di aver attaccato una nave militare saudita e altre quattro imbarcazioni che la accompagnavano nel Mar Rosso, nell'ambito del blocco navale portato avanti contro il regno.
Gli Houthi hanno annunciato di aver «colpito con successo una nave da sbarco militare appartenente al nemico saudita, accompagnata da quattro motovedette militari, nel Mar Rosso al largo della costa di Mokha, con diversi missili balistici», secondo il loro portavoce militare, Yahya Saree.
14:34
Trump: «Abbiamo ancora molte armi»
Il presidente americano Donald Trump ha respinto le preoccupazioni relative alle scorte di armi dell'esercito statunitense mentre la guerra contro l'Iran continua, affermando che gli Usa possiedono ancora ingenti riserve di armi.
«Quello che abbiamo usato è una minima parte», ha affermato Trump in un'intervista a Fox News. «Abbiamo molte armi di livello intermedio».
Alcune stime hanno invece indicato che, all'inizio di agosto, gli Stati Uniti avevano già utilizzato più della metà delle proprie scorte di alcuni sistemi d'arma nella guerra contro l'Iran.
14:18
Teheran: «Con l'Oman raggiunto accordo su mappa percorsi a Hormuz»
Teheran ha annunciato di aver di fatto chiuso l'accordo con l'Oman sullo Stretto di Hormuz e le parti stanno ora lavorando per definire i dettagli di una dichiarazione congiunta. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che «è stato raggiunto un accordo in merito alla mappa del percorso di transito».
Baghaei non ha fornito ulteriori dettagli, ma precedenti indiscrezioni suggerivano che l'accordo avrebbe riaperto lo stretto, consentendo alle navi di entrare attraverso una rotta vicina all'Iran e di uscire in prossimità dell'Oman.
14:17
Trump: «Bombarderemo l'Oman se si mette in mezzo su Hormuz»
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti «bombarderanno» l'Oman se si metterà di mezzo nel conflitto con l'Iran sullo Stretto di Hormuz. «Se l'Oman si mette di mezzo, lo bombarderemo senza pietà», ha detto Trump in un'intervista a Fox News.
L'Iran ha dichiarato di essere in trattative con l'Oman per la riapertura dello stretto.
14:01
Hamas: «È positiva la dichiarazione dei Paesi musulmani in cui condannano chiaramente il rifiuto di Israele»
''Il Movimento di Resistenza Islamica, Hamas, accoglie con favore la dichiarazione congiunta rilasciata dai ministri degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Qatar, Giordania, Indonesia, Pakistan, della Repubblica di Turchia, Arabia Saudita ed Egitto, in cui condannano chiaramente il rifiuto da parte del governo israeliano della roadmap per il completamento dell'attuazione del piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ritenendolo responsabile di ostacolare gli sforzi per porre fine alla guerra e raggiungere la sicurezza e la stabilità nella regione''. Lo scrive oggi Hamas in un comunicato.
''Apprezziamo inoltre la chiara posizione dei ministri nel respingere i tentativi del governo israeliano di negare al popolo palestinese il diritto all'autodeterminazione e alla creazione di un proprio Stato pienamente sovrano e indipendente con Gerusalemme come capitale. Questa importante posizione va rafforzata con un'azione politica e diplomatica efficace e per continuare a esercitare pressioni e costringere il governo occupante ad attuare quanto concordato, porre fine alle sofferenze del nostro popolo e avviare la ricostruzione della Striscia di Gaza, consentendo in definitiva al nostro popolo di esercitare i propri legittimi diritti nazionali'', aggiunge Hamas.
12:09
Netanyahu incontra a Gerusalemme Kushner, Mladenov e Tony Blair
È iniziato a Gerusalemme l'incontro tra il primo ministro Benjamin Netanyahu e l'inviato e genero del presidente Trump Jared Kushner, come riferiscono i media israeliani.
Al colloquio prendono parte anche il direttore esecutivo del Board of Peace Nickolay Mladenov e l'ex premier britannico Tony Blair, consigliere dell'organismo creato da Trump. Ieri i tre inviati hanno incontrato i leader di Hamas in Egitto.
11:30
Iran: «I 3 piloti iraniani catturati in Qatar sono prigionieri di guerra»
«Teheran considera i tre piloti iraniani catturati dal Qatar a marzo come prigionieri di guerra, finché il Qatar non smetterà di negarlo e non chiarirà la loro situazione»: lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei.
A luglio l'Iran aveva chiesto a Doha di fare chiarezza sulla sorte dei piloti, che stavano effettuando attacchi contro la base aerea statunitense di Al Udeid in Qatar. «Faremo tutto il possibile per far luce sulla loro situazione», ha spiegato.
11:22
Netanyahu indica il sindaco New York come un nemico di Israele
In un manifesto elettorale, il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il Likud hanno indicato come nemico di Israele il sindaco di New York Zohran Mamdani insieme con presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, il leader iraniano Mojtaba e il capo di Hezbollah Naim Qassem.
Il primo ministro ha anche postato su X l'immagine con lo slogan: «Vogliono che Netanyahu perda. Non lasciate che vincano».
Aperti seggi per primarie del Likud
Intanto questa mattina hanno aperti i seggi elettorali per le primarie del Likud, il partito del premier israeliano Benjamin Netanyahu. I 140.000 iscritti sono chiamati a scegliere i candidati per la lista elettorale del partito.
Dai sondaggi pubblicati finora in Israele, il Likud sembra arrivare a 22-24 seggi alle elezioni del 27 ottobre, un dato in calo rispetto agli attuali 32. Il Likud è uno dei pochi partiti in Israele a tenere le primarie. Il voto si concluderà in serata e i risultati saranno resi noti durante la notte.
11:06
Iran: «Memorandum con gli Usa senza scadenza, Washington l'ha violato»
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha affermato che il memorandum di 60 giorni firmato con gli Usa esattamente due mesi fa non ha una «scadenza» e che le discussioni con gli Usa si sono interrotte perché Washington ha violato l'intesa.
«Nel testo del memorandum d'intesa non è presente alcun riferimento a una scadenza di 60 giorni. Ciò che era previsto nel memorandum era semplicemente un periodo di 60 giorni per le discussioni relative alla 'revoca delle sanzioni' e alla 'questione nucleare', che, in caso di mancato raggiungimento di un risultato, poteva essere prorogato. La flagrante violazione del memorandum da parte degli Stati Uniti ha interrotto le discussioni», ha affermato Baghaei, come riferisce Isna.
11:03
Droni lanciati dall'Iran contro l'ufficio del premier del Kurdistan in Iraq
Due droni Hadid-110 lanciati dall'Iran hanno preso di mira l'ufficio del primo ministro della regione del Kurdistan Masrour Barzani e la residenza del capo dell'agenzia di sicurezza nel distretto di Pirmam, nella provincia di Erbil. Non sono state segnalate vittime. Lo riferiscono i media locali.
La Direzione Generale per l'Antiterrorismo (CTD), ha condannato l'attacco notturno, giudicandolo «del tutto inaccettabile». Ha inoltre avvertito che «i responsabili di tale azione si assumeranno la piena responsabilità delle conseguenze».
08:16
Il punto alle 8:15
Scadono oggi i 60 giorni di tregua tra Usa e Iran stabiliti nell'accordo di Islamabad. Un periodo che Teheran avrebbe usato per prepararsi a uno scontro più ampio, secondo quanto riferito al Wall Street Journal da fonti iraniane e arabe. L'intesa raggiunta in Pakistan, ricordiamo, prevedeva un periodo di due mesi per negoziare un accordo che ponesse fine al conflitto tra Washington e Teheran.
Nel frattempo, un alto comandante dei Guardiani della rivoluzione islamica ha affermato che «l’assetto
difensivo dell’Iran è pronto a trasformarsi in un assetto offensivo», riferendosi a possibili «sorprese strategiche».

