Tensioni
“Lo scontro armato Taiwan-Cina non è un'opzione"
Keystone-ats
10.10.2022 08:11

Foto: © Shutterstock
Lo ha affermato la presidente di Taipei Tsai Ing-wen, aggiungendo che “la distruzione di democrazia e libertà di Taiwan sarebbe una grave sconfitta per le democrazie del mondo".
Lo scontro armato tra
Taiwan e la Cina "non è assolutamente un'opzione" e "non ci sono
margini di compromesso su libertà e democrazia": è il messaggio della
presidente di Taipei, Tsai Ing-wen, nel discorso per i 111 anni della
fondazione della Repubblica di Cina. Tsai si è impegnata a rafforzare le difese
dell'isola, chiarendo però che "lo scontro armato non è assolutamente
un'opzione per le nostre due parti. Solo rispettando l'impegno del popolo
taiwanese nei confronti della nostra sovranità, democrazia e libertà può
esserci una base per riprendere un'interazione costruttiva attraverso lo
Stretto di Taiwan".
Taiwan “non intende rinunciare alla democrazia”
Tsai, dopo la
pressione militare cinese senza precedenti innescata dalla visita a Taipei di
agosto della speaker della Camera americana Nancy Pelosi, ha avvertito Pechino
che l'isola non avrebbe mai rinunciato al suo stile di vita democratico. Ha
tracciato nel discorso trasmesso in streaming anche parallelismi con la vicenda
ucraina, paragonando l'aggressione di Mosca all'obiettivo di Pechino di
prendere il controllo di Taiwan, ritenuta una parte inalienabile del suo
territorio da riunificare anche con la forza, se necessario.
Compromessi? “Non c’è spazio”
"Non possiamo
assolutamente ignorare la sfida che queste espansioni militari pongono
all'ordine mondiale libero e democratico - ha detto Tsai -. La distruzione di
democrazia e libertà di Taiwan sarebbe una grave sconfitta per le democrazie
del mondo". Entrare a far parte della Cina non "è accettabile",
perché "il più ampio consenso tra il popolo taiwanese e i nostri vari
partiti politici è che dobbiamo difendere la nostra sovranità nazionale e il
nostro modo di vivere libero e democratico. Su questo punto, non abbiamo spazio
per compromessi".
La pressione cinese su Taiwan
Il presidente cinese
Xi Jinping, al potere dal 2012, ha intensificato la pressione diplomatica,
economica e militare su Taipei - parte del piano di "ringiovanimento della
nazione" - e si appresta a ricevere un inedito terzo mandato alla guida
del Partito comunista cinese (Pcc) al XX Congresso i cui lavori partiranno il
16 ottobre.
Taiwan si prepara a difendersi
Tsai, rimarcando il
ruolo strategico globale dell'isola nei semiconduttori, ha citato anche il
cambiamento della postura di difesa, in funzione della "strategia del
porcospino", come consigliato dagli Usa: "Stiamo aumentando la
produzione di massa di missili di precisione e navi militari ad alte
prestazioni; stiamo lavorando per acquisire varie armi di precisione piccole e
altamente mobili che ci aiuteranno a sviluppare capacità di guerra asimmetrica
complete, assicurando che Taiwan sia completamente preparata a rispondere alle
minacce militari esterne". Tsai ha ribadito, infine, la necessità di
mobilitare e addestrare più civili per lavorare con i militari, come è stato
fatto dall'Ucraina con successo contro la Russia, perché "ogni cittadino è
un guardiano della nostra nazione".

