Gran Bretagna
“London Bridge is down”, cosa succede dopo la morte della regina
Keystone-ats
08.09.2022 17:59

Foto: © Shutterstock
I primi a ricevere la notizia del decesso, oltre ai familiari, saranno il premier, i governatori generali e gli ambasciatori. I sudditi e il mondo interno lo sapranno per ultimi. Il nuovo re sarà incoronato la mattina successiva.
"London Bridge is down". Il Ponte di Londra è crollato.
Per la scomparsa di Elisabetta II, il Palazzo ha pronto un piano in più
versioni, aggiornate continuamente negli anni e detenute da Buckingham Palace,
dal governo e dalla BBC. Una sorta di protocollo da seguire per consentire i
preparativi dell'ultimo commiato, mantenendo quell'ordine e quella stabilità di
cui la sovrana, sopravvissuta a 12 presidenti USA, è sempre stata sinonimo, nei
suoi oltre 70 anni di regno.
L'ultimo piano 70 anni fa
L'ultima volta che un monarca britannico morì, Giorgio VI, 70 anni
fa, la scomparsa fu comunicata a Buckingham Palace con una frase in codice,
"Hyde Park Corner", per impedire agli operatori del centralino di
scoprirlo. Per Elisabetta II il piano per ciò che accadrà dopo è noto come
"London Bridge" e la parola chiave per annunciarne il decesso sarà
"The London Bridge is down".
Il “D-day” sarà il giorno del decesso
Stando ad una bozza del documento di cui qualche tempo fa Politico
diffuse alcuni stralci, il giorno della morte sarà indicato come il
"D-day" ed i giorni a seguire saranno il D+1, fino al 10, quando
saranno celebrati i funerali all'Abbazia di Westminster e la sepoltura alla
Memorial Chapel di re Giorgio VI. Il corpo della sovrana sarà trasferito a
Buckingham Palace due giorni dopo la sua morte, sul treno reale secondo quanto
prescrive l'operazione chiamata "Unicorn", o in alternativa in aereo
secondo il dispositivo "Overstudy".
Il mattino successivo verrà incoronato il nuovo re
Carlo invece sarà proclamato re la mattina dopo il decesso ed il
giorno successivo partirà per un viaggio attraverso il Regno Unito. Il
protocollo, descritto con una dovizia di particolari quasi maniacale, prevede
che sia il segretario personale della regina, Sir Christopher Geidt, il primo
ad essere informato, che a sua volta avrà il compito di comunicare la notizia
al primo ministro. Dopo, il Foreign Office's Global Response Center darà la
notizia a tutti gli altri governatori dei Paesi in cui Sua Maestà è sovrana,
compresi Canada, Australia e Bahamas, e solo dopo a tutte le altre nazioni del
Commonwealth.
Un annuncio inizialmente riservato
Il decesso di Elisabetta non sarà divulgato subito. L'informazione
viaggerà sottotraccia. I governatori generali, gli ambasciatori e appunto il
premier saranno i primi a saperlo. I sudditi ed il resto del mondo ne verranno
a conoscenza in un secondo momento, quando tutto sarà già stato preparato.
Quando arriverà il momento di divulgare la notizia, l'annuncio
spetterà ad un flash dell'agenzia di stampa inglese PA: subito dopo
l'informazione sarà trasmessa al resto dei media mondiali in contemporanea.
Gran Bretagna in lutto
Quando l'annuncio verrà divulgato al mondo intero, un commesso vestito a lutto uscirà da una
porta di Buckingham Palace, attraverserà la ghiaia rosa opaca e appenderà un
avviso bordato di nero ai cancelli. Mentre lo farà, il sito web del palazzo si
ridurrà ad una pagina, che mostrerà lo stesso testo su uno sfondo scuro. E le
bandiere saranno calate a mezz'asta.
Alla BBC verrà attivato il "sistema di trasmissione degli
allarmi radio" (RATS), un allarme dell'era della Guerra fredda progettato
per resistere a un attacco alle infrastrutture della nazione, un dispositivo
quasi mitologico dell'intricata architettura di rituali per la morte delle
principali personalità reali che la BBC ha mantenuto sin dagli anni '30.

