Italia
Meloni e i 100 giorni, "è una maratona, non servono spot"
Keystone-ats
29.01.2023 20:38

Foto: © Shutterstock
I primi cento giorni di Palazzo Chigi non sono stati vissuti come un traguardo da Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio italiano si definisce ottimista per il futuro della nazione.
Governare l'Italia "è una
maratona", non una corsa sprint. La presidente del Consiglio italiano,
Giorgia Meloni quindi giura di non vivere i suoi primi cento giorni a
Palazzo Chigi come un traguardo, rinvia il bilancio "alla fine del
percorso" ma si dichiara "ottimista" che "la nazione ce la farà. Perché,
assicura, "è in una situazione più solida di quanto alcuni vogliono far
credere". E a quelli che ha spesso chiamato "gufi", rinfaccia lo
spread, "sceso in cento giorni da 236 a 175 punti base, con la Borsa che
ha registrato un aumento del 20% e Banca d'Italia che stima per il
secondo semestre 2023 l'economia italiana in netta ripresa".
La rubrica social sull'agenda della presidente del Consiglio
Nella sua rubrica social, con la solita agenda in
mano e un montaggio sempre più curato, la premier passa in rassegna solo
gli ultimi atti del governo, dal Patto sulla terza età al ddl su
procedibilità d'ufficio e arresto in flagranza. Ma chiarisce che
l'obiettivo non sono "misure spot" bensì "soluzioni", e quelle
richiedono "lavoro e precisione". Ci si può leggere la conferma
dell'impegno a ridurre al minimo i decreti d'urgenza (già una
quindicina), ma anche un avvertimento a Lega e FI, che spesso l'hanno
irritata in questi tre mesi con fughe in avanti per piazzare bandierine.
Anche nel varo della manovra da 35 miliardi, "coraggiosa" e "prudente"
secondo il governo, e approvata con qualche brivido. Fra le
punzecchiature di Silvio Berlusconi e i rilanci di Matteo Salvini, la
dinamica fra alleati resta una delle incognite sul futuro dell'esecutivo
di destra-centro, atteso al primo tagliando elettorale con le Regionali
in Lazio e Lombardia.
Tra successi e nuovi obiettivi
Le ultime fibrillazioni si sono registrate sulla
giustizia, esplose proprio dopo l'arresto di Matteo Messina Denaro,
vissuto come un successo dalla premier che aveva voluto dedicare anche
alla mafia (con l'ergastolo ostativo) il suo primo decreto legge, quello
anti-rave. Rientrato per ora il caso intercettazioni, dopo il faccia a
faccia di giovedì con Carlo Nordio, Meloni ribadisce comunità d'intenti
con il guardasigilli. Il ministro, dice, "è impegnato su una riforma
molto seria e ampia della giustizia", con due cardini, garanzie per
indagati e processati, e certezza della pena dopo la condanna. Fra gli
obiettivi, aggiunge l'attenzione massima ai "reati più percepiti,
spaccio, furti in appartamento e rapine". In questa direzione,
sottolinea, va il piano Stazioni sicure del Viminale.
Affari esteri
Ci sono tensioni latenti nella coalizione pure
sull'Ucraina ("Non si può accettare la prospettiva di una guerra
infinita", l'ultima puntualizzazione della Lega con Massimiliano Romeo),
e altre potrebbero esploderne su Presidenzialismo e Autonomia ("Alla
fine della legislatura avremo una repubblica federale", è sicuro
Salvini). Ma anche sul Mes, quando dopo le Regionali sarà d'attualità la
ratifica attesa dell'Ue. Il governo, intanto, rivendica di aver messo
fra le priorità di Bruxelles l'immigrazione irregolare. Meloni nei
prossimi giorni sarà a Stoccolma e Berlino, e al Consiglio europeo
straordinario del 9-10 febbraio si presenterà reduce dalle intese con
Algeria e Libia. Gas e immigrazione sono intrecciati nel suo Piano
Mattei per l'Africa, una dottrina della cooperazione "non predatoria",
fra le novità avanzate dalla prima donna a capo del governo italiano.
Da "underdog" a presidente del Consiglio
Si è presentata come una "underdog", una sfavorita,
e insediandosi a Palazzo Chigi appena prima del centenario della Marcia
su Roma ha negato ogni simpatia per il fascismo, saldando il rapporto
con la comunità ebraica. Più che l'opposizione interna, finora ha
sofferto nel confronto con i corpi intermedi (dai sindacati a
Confindustria, passando per due categorie vicine al suo elettorato,
balneari e benzinai), e poi sul fronte esterno: con la Bce sui tassi,
con l'Ue su Pos (una delle varie retromarce) e Pnrr, nonché con la
Francia. La crisi diplomatica con Parigi, nata sul caso dell'Ocean
Viking, sembra rientrata, ma è ancora da costruire "il ruolo diverso"
che Meloni a dicembre ha annunciato di voler dare all'Italia nella
"triangolazione con Francia e Germania". A Bruxelles, poi, misurano la
sua vicinanza con il Gruppo di Visegard, e ogni mossa è letta anche
nell'ottica delle Europee 2024, in cui i conservatori, di cui la premier
è presidente, potrebbero avvicinarsi ai Popolari.

