Elezioni italiane
Meloni già al lavoro sul governo
Keystone-ats
26.09.2022 21:25

Foto: Immagine Shutterstock
Sono i capigruppo di Fdl Luca Ciriani e Francesco Lollobrigida, oltre al responsabile dell'organizzazione del partito, Giovanni Donzelli, a commentare il voto e rispondere ai giornalisti.
Dalla "notte del
riscatto, di lacrime e abbracci" al silenzio del giorno dopo. Giorgia
Meloni sceglie l'assenza e un profilo basso, poche ore dopo il trionfo del suo
partito schizzato in 9 anni dall’1,9% del 2013 al 26% di ieri. La leader di
Fratelli d'Italia, che nella notte aveva dato appuntamento ai cronisti per
"domani", resta invece a casa. E lascia i riflettori ai suoi
dirigenti. Sono i capigruppo Luca Ciriani e Francesco Lollobrigida, oltre al
responsabile dell'organizzazione del partito, Giovanni Donzelli, a commentare
il voto e rispondere ai giornalisti. E proprio Lollobrigida sembra dare la
linea sulle riforme costituzionali, a partire dal presidenzialismo, ammettendo
che "si può provare a migliorare la Costituzione, tenendo conto che è
bella ma che ha anche 70 anni di età".
Parola d’ordine prudenza
Nel quartier generale
allestito da FdI all'hotel Parco dei Principi di Roma non mancano sorrisi e
abbracci, ma tutti pacati, e qualche complimento agli eletti. Nel frattempo Meloni
alterna telefonate e carte da studiare. In attesa dei dati dei collegi
proporzionali e soprattutto delle decisioni del Quirinale, la leader romana si
mette avanti sui dossier più caldi. La sua attenzione è dedicata soprattutto ai
conti pubblici da gestire, e che rischiano di diventare cruciali anche per i
rapporti con l'Europa. Da qui il lavoro sulla squadra di governo, in
particolare sulle caselle più sensibili, ovvero i ministeri di Economia,
Interno, Difesa, Giustizia ed Esteri. Circolano voci che punterebbe a piazzare
almeno 14 esponenti del suo partito e allo stesso tempo gestire i rapporti con
gli alleati, Lega e Forza Italia, nessuno dei due in versione dimessa. Bocche
cucite però sul toto ministri: "Sarebbe prematuro e irrispettoso fare
nomi", spiega Donzelli.
Panetta per l’economia?
Per ora, quindi, si
parla di criteri, con la preferenza per un esecutivo prettamente politico, come
più volte ribadito in campagna elettorale. Discorso a parte, però,
sull'Economia, scelta delicatissima e attesissima dall'Europa e dai mercati.
L'obiettivo è avere una figura di prestigio internazionale, ma allo stesso tempo
affidabile politicamente. Da tempo i “rumors” riferiscono che come successore
del ministro Franco, FdI pensi a Fabio Panetta, economista ed ex direttore
generale della Banca d'Italia, dal primo gennaio 2020 membro del comitato
esecutivo della Banca centrale europea. Nei giorni scorsi Meloni ha avuto con
lui due colloqui a stretto giro. Altra poltrona da scegliere è quella degli
Esteri. Oltre a Terzi, tra i papabili c’è anche Antonio Tajani. In lizza per un
ministero potrebbero esserci pure Bernini e Ronzulli. Intanto a Matteo Salvini
potrebbero offrire un ministero, ma probabilmente non il Viminale.

