Covid
Milioni di cinesi tornano in lockdown
Keystone-ats
31.08.2022 10:20

Foto: © Shutterstock
La misura è stata presa per contenere gli ultimi focolai di Covid-19. In alcune città è stato posticipato il rientro a scuola e sono stati ridotti i servizi di trasporto pubblico.
La Cina ha messo di
nuovo milioni di persone in lockdown per contenere gli ultimi focolai di
Covid-19, colpendo città industriali come Shenzhen, Guangzhou, Dalian, Chengdu
e Shijiazhuang.
A Dalian, nel
Liaoning, il blocco ha colpito circa la metà dei 6 milioni di residenti per una
durata di 5 giorni. A Shenzhen, nel Guangdong, almeno 4 distretti con circa 9
milioni di residenti sono stati interessati dall'ordine di chiusura.
A Guangzhou,
capoluogo del Guangdong vicino a Hong Kong, sono stati rilevati martedì 5
contagi trasmessi localmente, sufficienti per cordonare alcune aree di un
distretto fino a sabato.
Sempre a Guangzhou,
la riprese delle lezioni negli asili nido, scuole primarie, medie e superiori è
stata posticipata, mentre quelle già iniziate sono state sospese, secondo
quanto riportato dai media statali. Anche i servizi di autobus e metropolitana
sono stati drasticamente ridotti.
Le restrizioni e le loro conseguenze
La politica della
'tolleranza zero' al Covid, sostenuta ad oltranza da presidente Xi Jinping, ha
contribuito a frenare l'economia. Secondo Capital Economics, 41 città,
responsabili del 32% del Pil cinese, sono attualmente coinvolte nella stretta
anti-pandemica, il numero più alto da aprile. Pechino è rimasta relativamente
calma, anche se i viaggi in entrata e in uscita dalla capitale sono stati
scoraggiati e i residenti sono sottoposti a test quasi quotidianamente in vista
anche del XX Congresso del partito comunista che aprirà i battenti il prossimo
16 ottobre.
Lunedì, l'Anbound
Research Center, un think tank cinese, ha sostenuto che la chiusura draconiana
anti-Covid ha prodotto blocchi al commercio, ai viaggi e all'industria,
sollecitando un cambio di rotta per evitare uno "stallo economico",
invitando la leadership a concentrarsi sulla crescita come fatto da Usa, Europa
e Giappone. "Prevenire il rischio di stallo economico dovrebbe essere il
compito prioritario", ha rimarcato il think tank in un rapporto
all'eloquente titolo 'È tempo che la Cina adegui le sue politiche di controllo
e prevenzione dei virus'.

