La diretta
Nuovi attacchi ucraini sulla Russia
Ats, Red. Online
17.08.2026 07:13

Foto: ©SERGEY DOLZHENKO
L’esercito di Kiev ha effettuato un raid nella regione di Belgorod – Mosca: «La difesa aerea la intercettato e distrutto 205 droni ucraini in volo sulle regioni russe, sul Mar d'Azov e sul Mar Nero» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
23:46
«Due morti in un attacco russo con drone a Zaporizhzhia»
Due persone, un uomo di 43 anni e una donna di 41, sono rimaste uccise in un attacco con drone attribuito alla Russia avvenuto in serata nella regione ucraina di Zaporizhzhia: lo ha riferito su Telegram il capo dell'amministrazione militare locale Ivan Fedorov. La stessa fonte, nel corso della serata, ha avvertito di numerose minacce di attacchi con droni e bombe aeree guidate in questa zona dell'Ucraina.
20:16
Basi segrete per i superdroni russi: «Possono arrivare a Varsavia»
Dieci nuove basi segrete dalle quali lanciare i modelli più avanzati dei suoi droni sarebbero state realizzate dalla Russia e già in parte utilizzate per martellare l'Ucraina, sempre più a corto di difese aeree. Ma da questi siti i velivoli senza pilota potrebbero essere lanciati anche «in profondità nel territorio della Nato», con Varsavia che si troverebbe nel loro raggio d'azione.
Ad affermarlo è il Telegraph, in un'inchiesta basata sull'analisi di «documenti trapelati, immagini satellitari» e dati della società di analisi DroneSec.
Il quotidiano britannico afferma di avere individuato «almeno 59 rampe di lancio» lungo i confini con Ucraina e Bielorussia da dove potrebbero partire le ultime versioni dei droni usciti dalle fabbriche russe: velivoli a reazione «capaci di raggiungere obiettivi a quasi 620 miglia di distanza». Vale a dire circa mille chilometri.
Sempre secondo il Telegraph, sette delle dieci basi sono state utilizzate da Mosca nei recenti bombardamenti su Kiev, ma potrebbero essere utilizzate appunto anche contro Paesi dell'Alleanza Atlantica in caso di conflitto diretto. Le immagini satellitari mostrerebbero un significativo aumento di scorte di droni ad alta tecnologia. Almeno una delle basi sarebbe in grado di immagazzinare oltre mille velivoli pronti all'uso.
Proseguono intanto gli intensi bombardamenti di droni e missili ucraini su varie regioni della Russia. Dopo i sette morti segnalati ieri, nella giornata di oggi le autorità di Mosca hanno riferito di altri nove uccisi: sei in un attacco missilistico nella regione di Belgorod, nel villaggio di Koloskovo, uno nello stesso oblast per un raid di droni e uno ciascuno, uccisi anch'essi da droni, nelle regioni di Astrakhan e Bryansk.
Le forze russe continuano a concentrarsi in particolare nei bombardamenti sui porti ucraini. Il ministero della Difesa di Mosca ha affermato che a Odessa, sul Mar Nero, sono stati colpiti una motosilurante della classe Tarantul e una nave che scaricava armamenti e munizioni per le forze ucraine. Un altro cargo di questo genere è stato bombardato nel porto di Mykolaiv, mentre nello scalo di Izmail, lungo il Danubio al confine con la Romania, sono stati bersagliati «un terminale di attracco per lo scarico delle navi con carichi di uso militare, hangar con equipaggiamento militare occidentale, nonché magazzini di imbarcazioni senza equipaggio». Vicino a Odessa, aggiunge il ministero russo, è stato colpito un centro logistico di Nova Pochta, il più grande spedizioniere privato ucraino, i cui siti sono già stati presi di mira più volte nelle ultime settimane.
Nel frattempo, l'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, in un'intervista al giornale tedesco die Welt, ha affermato che «in autunno sarà presentata la più ampia lista di sanzioni dall'inizio della guerra». «La pressione deve essere aumentata fino a quando la Russia non metterà fine alla guerra», ha aggiunto.
Il Segretario per i Rapporti con gli Stati (il ministro degli Esteri) del Vaticano, mons. Paul Richard Gallagher, è invece atteso per una missione in Russia dal 25 al 28 agosto per valutare se sia possibile arrivare a «risultati concreti» nell'azione diplomatica della Santa Sede. È quanto scrive il giornale Nezavisimaia Gazeta. Lo stesso Gallagher e il cardinale Matteo Zuppi, il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) che per due volte ha compiuto missioni a Mosca, nel 2023 e nel 2024, sono stati il mese scorso a Kiev. E lo stesso Zuppi ha in programma una nuova visita in Russia, probabilmente in settembre.
Per Gallagher, scrive Nezavisimaia Gazeta, è importante assicurarsi che la nuova missione di Zuppi non si risolva in una «impasse diplomatica» come quella che si verificò nel 2023, «quando la Russia rifiutò seccamente di discutere qualsiasi aspetto politico per una risoluzione del conflitto con l'inviato papale e la missione vaticana fu ridotta ad affrontare questioni umanitarie».
18:31
«Quasi esauriti i missili intercettori dei Patriot»
L'Ucraina ha quasi esaurito i missili intercettori per i sistemi di difesa aerea Patriot, fondamentali per contrastare i missili balistici russi.
È quanto emerge da un reportage della Cnn, alla quale per la prima volta è stato consentito l'accesso a una batteria Patriot sul territorio ucraino.
Secondo quanto riferito dall'emittente, il lanciatore visitato è fermo con i suoi 16 tubi vuoti e non viene utilizzato da settimane. Un ingegnere ucraino che si occupa del sistema, identificato solamente con il nome di Dmytro per motivi di sicurezza, ha precisato di non aver visto il lanciatore effettuare un'intercettazione da settimane.
La carenza di intercettori Patriot è legata anche all'elevata domanda internazionale, aumentata dopo l'impiego massiccio di questi missili nella guerra tra Stati Uniti e Iran. Secondo il Foreign Policy Research Institute, solamente nei primi quattro giorni di guerra in Medio Oriente sono stati utilizzati in media 225 intercettori al giorno. Nel 2025 il produttore Lokheed Martin ne ha realizzati 620, pari a circa 1,7 al giorno.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha dichiarato alla Cnn che Kiev dispone attualmente di circa l'1% delle scorte statunitensi di intercettori dei Patriot e che avrebbe bisogno del 5% per affrontare l'inverno. Zelensky ha inoltre proposto di produrre gli intercettori direttamente in Ucraina, su licenza dei produttori americani Raytheon e Lockheed Martin.
Al momento, tuttavia, dalla Casa Bianca fanno sapere che non sono state prese decisioni né fornite garanzie sulla produzione dei Patriot in Ucraina, sottolineando la necessità di proteggere la tecnologia militare statunitense.
12:17
Mosca: «Conquistati due villaggi»
Il ministero della Difesa di Mosca riferisce che le truppe russe hanno conquistato nelle ultime 24 ore altri due insediamenti nel sud e nell'est dell'Ucraina. Si tratta del villaggio di Novosoloshino, nella regione meridionale di Zaporizhzhia, e di Andreevskaia Obshchina, nell'oblast orientale di Donetsk.
12:09
Mosca: «Salgono a 9 i morti nei raid ucraini delle ultime ore»
È salito a nove il numero dei morti nei bombardamenti ucraini delle ultime ore sulla Russia. Autorità locali citate dall'agenzia Tass riferiscono che una donna è stata uccisa quando un drone ha colpito la sua abitazione nella regione di Astrakhan. Un uomo ha perso la vita in un raid di droni nella regione frontaliera di Bryansk e un militare è morto in un attacco in quella di Belgorod.
Sempre nella regione di Belgorod in precedenza il governatore, Alexander Shuvayev, aveva riferito che sei persone erano state uccise e quattro ferite in un attacco missilistico sul villaggio di Koloskovo.
11:00
«La Russia ha costruito 10 basi segrete per il lancio di droni a lungo raggio»
La Russia ha costruito e ampliato almeno 10 basi militari lungo i confini con l'Ucraina e la Bielorussia, progettate per il lancio massiccio di droni di ultima generazione al fine di indebolire e sfondare sistematicamente le difese aeree ucraine.
Lo scrive il il quotidiano britannico The Telegraph in un'inchiesta basata sull'analisi di immagini satellitari, documenti riservati e dati della società di analisi DroneSec.
Giornalisti e analisti militari hanno scoperto 59 rampe di lancio meccaniche lungo i confini tra Ucraina e Bielorussia. Queste catapulte su rotaia sostituiscono le piste di atterraggio e consentono il lancio rapido di droni pesanti simili ad aerei proprio in prossimità della linea del fronte.
Almeno 20 di queste rampe di lancio hanno una forma allungata. Gli esperti indicano che sono progettate per il lancio delle più recenti versioni ad alta velocità di droni a lungo raggio, dotate di propulsione a reazione. Alcuni di questi hub sono stati creati convertendo basi militari e aeroporti civili preesistenti, mentre altri sono stati costruiti da zero in aree rurali.
09:09
Mosca, nuovamente bombardati i porti ucraini di Odessa e Izmail
La Russia è tornata a bombardare la scorsa notte i porti ucraini di Odessa, sul Mar Nero, e di Izmail, sul Danubio, lungo il confine con la Romania.
Lo ha riferito il ministero della Difesa di Mosca, secondo il quale a Odessa sono stati colpiti una motosilurante della classe Tarantul e un centro logistico di Nova Pochta, il più grande spedizioniere privato del Paese, i cui siti sono già stati presi di mira più volte nelle ultime settimane.
A Izmail, aggiunge il ministero, sono stati bersagliati «un terminale di attracco per lo scarico delle navi con carichi di uso militare, hangar con equipaggiamento militare occidentale, nonché magazzini di imbarcazioni senza equipaggio».
07:26
Il punto alle 7:25
La difesa aerea russa ha intercettato e distrutto 205 droni ucraini in volo sulle regioni russe, sul Mar d'Azov e sul Mar Nero durante la notte. Lo ha riferito il Ministero della Difesa russo. Le Forze Armate ucraine hanno lanciato missili contro il villaggio di Koloskovo nella regione di Belgorod. Sei persone sono morte e quattro sono rimaste ferite, ha riferito il governatore ad interim Alexander Shuvayev al canale Max. Tra i feriti, anche un bambino di 14 anni.

