Guerra in Ucraina
Oggi, un anno fa. L’inizio del conflitto
Barbara Venneri
24.02.2023 08:08

A un anno esatto dallo scoppio della guerra in Ucraina, Ticinonews ripercorre le tappe principali del conflitto, tra bombardamenti, orrori e flebili segnali di speranza.
Il suono delle sirene rimbomba in tutta l’Ucraina da
un anno esatto. Il 24 febbraio 2022 il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato
quella da lui definita “operazione militare speciale”: un’azione – a suo dire –
volta a “denazificare” il paese e a proteggere la popolazione russofona del
Donbass, dove dal 2014 era in corso una guerra tra separatisti filorussi e l’esercito
ucraino. Il discorso alla nazione è avvenuto dopo aver riconosciuto
l’indipendenza delle repubbliche di Donetsk e Lugansk. Di fatto un’invasione.

Il rimbombo delle esplosioni
Già alle prime ore di quel giovedì, forti esplosioni sono
state udite in diverse città, compresa la capitale Kiev: le truppe russe sono
entrate in Ucraina. Nel corso dei primi giorni del conflitto, i russi sono riusciti
prendere il controllo di Kherson e della centrale nucleare di Zaporizhzhia per
poi arrivare ad accerchiare Mariupol. La città è stata particolarmente
martoriata dall’inizio dell’invasione, anche perché in grado di collegare la
Crimea con Donetsk e Lugansk.
La resistenza nell’acciaieria
La battaglia per Mariupol è terminata dopo una lunga resistenza ucraina,
concentrata nell’acciaieria Azovstal, dove un piccolo gruppo dell’esercito di
Kiev si è opposto a quello di Mosca. Ma nella città sono avvenuti anche alcuni
degli attacchi più violenti di tutta la guerra: un bombardamento a un teatro e a un ospedale cittadino, entrambi utilizzati
come rifugio dagli abitanti di Mariupol.
L’orrore di Bucha
Il 3 aprile, il mondo
è invece venuto a conoscenza del massacro di Bucha. Le immagini mostravano
strade disseminate di cadaveri di civili, secondo il ministero della Difesa
ucraino, uccisi “arbitrariamente”, alcuni con le mani legate dietro la schiena.
Altri corpi nelle fosse comuni. I fatti sono emersi dopo il ritiro delle forze
russe dalle zone settentrionali del paese. La resistenza ucraina, infatti, era
stata inaspettatamente tenace.
Le città liberate
Successivamente, a
quasi 200 giorni dall’inizio della guerra, la città di Izjum, nella regione di
Kharkiv, è stata liberata insieme a Kupiansk. A
novembre, poi, l’esercito di Kiev ha riconquistato Kherson, grazie a una vasta
controffensiva lanciata a fine luglio. Da quel momento, la situazione è rimasta
sostanzialmente in stallo: la controffensiva rallenta, mentre l’avanzata dei
russi nel Donbass continua a rilento. Nella regione, le energie dei rispettivi
eserciti si concentra soprattutto sulle battaglie in due città, Bakhmut e
Kreminna.
Le sanzioni
E
l’occidente come ha reagito? Europa e Stati Uniti hanno adottato un rigido
regime di sanzioni economiche contro la Russia e hanno sostenuto l’Ucraina
inviando una grande mole di armi. Mosca, invece, ha fatto leva, a più riprese,
sulle proprie forniture di gas nel tentativo di spaventare l’Europa.

