Guerra in Ucraina
Quanto è reale il rischio di un conflitto atomico? Parola all'esperto
Teleticino
05.10.2022 08:28

Foto: © Shutterstock - Ticinonews
Alla luce delle ultime notizie provenienti dal conflitto in Ucraina, abbiamo interpellato Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa, per capire quanto possano essere reali le minacce nucleari.
Il conflitto in Ucraina non sembra terminare,
anzi, negli ultimi giorni il susseguirsi di notizie inerenti la guerra in corso
è aumentato. Gli attacchi a Nord Stream, le conquiste dell’esercito ucraino, i
referendum russi per annettere i territori del Donbass, di Kherson e di
Zaporizhzhia. Non ultima l’escalation atomica del conflitto che ultimamente sembra
aver ripreso piede. Stando al britannico Times, che ha citato un'informativa di intelligence inviata dalla Nato agli Stati membri, Vladimir Putin sarebbe pronto ad effettuare un test nucleare ai confini dell'Ucraina. Dal canto suo un portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che la Russia non vuole "prendere parte" alla "retorica nucleare" dei "media e dei politici occidentali". Quanto è reale la minaccia nucleare? All’interno di Ticinonews abbiamo posto
il quesito a Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa.
Siamo sull'orlo di una guerra mondiale?
“Non so se siamo sull'orlo di una guerra
mondiale, sicuramente siamo sull'orlo di un'ulteriore escalation. Le sconfitte
sul terreno da parte di Mosca, sul terreno convenzionale, hanno segnato il
passaggio del conflitto ad una fase nuova. C'è il rischio che gli ucraini avanzino
ancora nel cuore di Lugansk, appena annesso, c'è il rischio che arrivino fino a
Kherson. Questa constatazione sul campo ha fatto sì che il presidente Putin decidesse
di spostare il conflitto su un piano che in questo momento alla Russia è più
congeniale, ovvero quello non convenzionale, quello grigio, quello ibrido, dove
ci può essere la minaccia del ricorso all'arma atomica ma anche il sabotaggio o
presunto tale del gasdotto Nord Stream. Questa è l'escalation che abbiamo visto
in questi giorni.”
Bluff oppure no?
“È un terreno molto scivoloso e molto pericoloso
perché qualcuno potrebbe pensare che Putin sta bluffando, oppure si potrebbe
invece arrivare alla situazione in cui davvero lui può arrivare ad usare armi
di distruzione di massa. Credo che prima di un'atomica tattica ci sia uno step
precedente, che dovrebbe essere l'impiego di armi chimiche. Siamo in una situazione
molto complessa e critica.”
Quali ordigni potrebbe usare Putin?
“La Russia ha uno strumento militare che da un
punto di vista convenzionale ha delle lacune enormi, la performance militare
russa in Ucraina è stata mediocre da questo punto di vista, era una delle
ragioni che il 23 febbraio mi facevano ancora ritenere impossibile un'invasione
su larga scala. Però quando si parla di armi atomiche il discorso cambia, l'arsenale
russo è pari a quello americano, è in buone condizioni, anche perché gli
investimenti che la Russia fa vanno soprattutto in quella direzione lì. Possiamo
trovare di tutto, le atomiche a basso potenziale lanciabili da aereo, oppure
lanciabili con proiettili d'artiglieria, armi gas che possono essere caricate su
razzi o proiettili d'artiglieria. C'è un po' di tutto, l'arsenale di atomiche
tattiche russo è stimato attorno alle 1'500 unità.”
Quali sarebbero le conseguenze?
“Le conseguenze sarebbero rilevanti. L'atomica
tattica, soprattutto quelle a bassissimo potenziale, sono concepite per essere
usate sul terreno, sul campo militare. Anche la NATO ne teorizzava l'uso durante
la guerra fredda per arrestare un'eventuale incursione in profondità sul fronte
centrale da parte delle enormi masse corazzate del patto di Varsavia. Il loro
utilizzo nasce in questo contesto. Nella dottrina russa di oggi l'atomica
tattica serve a riequilibrare la sproporzione convenzionale che c'è con la
NATO, e lo abbiamo visto in Ucraina.”
Se dovessero sganciare una bomba atomica tattica dal punto di vista del territorio quale sarebbe il raggio d'azione di un ordigno di questo tipo?
“Per Nagasaki e Hiroshima si parla di testate
nell'ordine dei 14-15 chiloton, che hanno avuto l'effetto di radere al suolo due
città abbastanza grandi. Rapportiamo il tutto all'uso di strumenti da 1 a 2
chiloton, quindi, gli effetti sarebbero comunque abbastanza circoscritti. Ci
sarebbero delle conseguenze sul lungo periodo dovute alle radiazioni, però da
un punto di vista della distruzione fisica gli effetti sarebbero circoscritti.
È chiaro che ci sarebbe una risposta della NATO, che non necessariamente sarebbe
nucleare perché ha degli strumenti convenzionali con cui fare molto male alla
Russia.”

