Covid
Quasi la metà dei passeggeri arrivati a Malpensa dalla Cina è positiva
Redazione, Keystone-ATS
28.12.2022 18:58

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Sul primo volo, su 92 passeggeri sono stati riscontrati 35 positivi (38%). Nel secondo, su 120 persone 62 erano positive (il 52%). Il tampone molecolare obbligatorio a Malpensa per chi arriva dalla Cina è stato deciso a seguito allo stop della quarantena in vigore nel Paese asiatico.
Quasi un passeggero su due, tra quelli che il 26 dicembre sono arrivati a Malpensa dalla Cina a bordo di due voli, sono risultati positivi al Covid dopo il tampone non obbligatorio predisposto dalla Regione Lombardia. "Sul primo volo - ha spiegato l'assessore di Regione Lombardia al Welfare Guido Bertolaso - su 92 passeggeri sono 35 (38%) i positivi. Nel secondo, su 120 passeggeri 62 (il 52%) sono positivi". Adesso "abbiamo attivato la procedura per il sequenziamento - ha concluso - domani mattina avremo i primi risultati".
Le misure
Ricordiamo che il tampone molecolare obbligatorio a Malpensa per chi arriva dalla Cina è stato deciso a seguito allo stop della quarantena in vigore nel Paese asiatico. La misura sarà valida fino al 30 gennaio. L'aeroporto milanese rimanda al sito viaggiaresicuri.it dove si legge che "la Regione Lombardia ha dato indicazione all'Agenzia di tutela della salute dell'Insubria, di sottoporre a tampone molecolare tutti i passeggeri e tutti gli operatori provenienti dalla Cina".
L'allenatmento
La decisione, come detto, arriva in seguito all'allentamento delle restrizioni anti-Covid in Cina e allo stop della quarantena. Quest'ultima entrerà in vigore l'8 gennaio, pochi giorni prima del capodanno cinese, ovvero la festa più importante dell'anno. Milioni di persone potranno dunque mettersi nuovamente in viaggio per riunirsi a familiari e amici all'interno del Paese o al di fuori dei confini dopo ben tre anni di stop. Già mezzora dopo l'annuncio, i siti di viaggio sono stati presi d'assalto, con la concreta possibilità di provocare nel resto del mondo una nuova ondata di Covid ad altissimo rischio di nuove varianti. Alcuni Paesi come Giappone e India stanno già attivando le prime misure di protezione.

