Medio Oriente
Rischio escalation dopo l'attacco in Iran
Matteo Bellini, Keystone-ats
04.01.2024 08:09

Foto: © Shutterstock
Sta infiammando gli animi l'attentato durante le commemorazioni del generale iraniano Qasem Soleimani. Ma anche in Libano c'è fermento.
Il
raid mirato che ha ucciso il numero due di Hamas martedì sera a Beirut - in
Libano - e la doppia esplosione che ieri ha colpito una zona vicino al cimitero
Kerman - nel sudest dell'Iran - dove è sepolto il defunto generale dei pasdaran
Qassem Soleimani, rischiano di accendere la miccia nella regione. Se dietro al
primo è ormai certo vi sia la mano di Israele, sul secondo invece le
responsabilità paiono portare altrove. "Sembra un attacco terroristico, il
tipo di cose che l'Isis ha fatto in passato, ed è quello che stiamo ipotizzando
in questo momento", ha detto ai giornalisti un alto funzionario
dell'amministrazione Biden, chiedendo l'anonimato.
Promessa una "giusta punizione" per i colpevoli
Il presidente iraniano
Ebrahim Raisi e l'ayatollah Ali Khameini hanno promesso una "risposta
severa" e una "giusta punizione" per i colpevoli. Ma se Teheran
per ora frena azioni di rappresaglia diretta, a Beirut il clima si scalda. A
cominciare dal leader degli Hezbollah, Hasan Nasrallah, che in un atteso
discorso ha promesso "vendicheremo Arouri, pronti alla guerra". E
proprio per evitare una possibile escalation del conflitto nella regione, il
segretario di Stato americano Antony Blinken partirà oggi in missione per il
Medio Oriente.
Il bilancio
Sono 84 le persone che hanno perso la vita, e almeno 284 i feriti, dopo le due esplosioni di ieri a Kerman. Lo ha annunciato il ministero dell'Interno correggendo i numeri forniti ieri e citando i dati emessi dal dipartimento di medicina legale, come riporta su X 'Mizan', il sito di notizie della magistratura iraniana. Il bilancio di 103 morti che era stato fornito ieri era già stato corretto dal ministero della Sanità, secondo cui il nome di alcune delle vittime era stato registrato erroneamente due volte. Le autorità locali avevano parlato già ieri di "terrorismo" mentre le esplosioni non sono ancora state rivendicate da nessun gruppo.

