Brasile
Sostenitori di Bolsonaro assaltano il Congresso di Brasilia
Redazione, Keystone-ATS
08.01.2023 19:58

Foto: © Twitter @Metropoles / screenshot video
È quanto avvenuto oggi, a una settimana esatta dall'insediamento del presidente Luiz Inacio Lula da Silva. I manifestanti si rifiutano di accettare l'elezione del presidente entrante.
Tensione alle stelle in
Brasile, dove i sostenitori dell'ex presidente Jair Bolsonaro, che non
accettano la vittoria del neo presidente Inacio Lula da Silva, hanno
dato l'assalto ai palazzi delle massime istituzioni dello stato in
un'irruzione che ricorda quella di due anni fa al Capitol Hill di
Washington da parte dei fan di Trump.
Occupato il tetto
La polizia ha usato i gas lacrimogeni per cercare
di respingere migliaia di persone che però sono riuscite a sfondare i
cordoni di sicurezza attorno al parlamento di Brasilia al termine di una
manifestazione a sostegno dell'ex presidente. In molti sono riusciti a
salire sulla rampa dell'edificio per occuparne il tetto e da lì si sono
introdotti all'interno.
Assaltati il Tribunale supremo elettorale, la sede dell'esecutivo e la Corte suprema
I bolsonaristi sono andati all'attacco anche
dell'edificio del Planalto, sede dell'esecutivo e, secondo quanto
riporta il canale Cnn Brasile, anche nell'edificio del Tribunale supremo
elettorale (Tse). Assaltata anche la sede della Corte suprema. Il
presidente in carica, Luiz Inacio Lula da Silva, non si trova in questo
momento a Brasilia ma è nello stato di San Paolo in visita ad alcune
aree alluvionate.
Vandalismo
I manifestanti, vestiti di giallo e verde, secondo
quanto riporta O Globo, si sono dati ad atti di di vandalismo. I video
rilasciati da persone all'interno del Tribunale, scrive il giornale
brasiliano, mostrano persone che rompono i seggi della plenaria. A
Palazzo Planalto, nel piazzale dove si trovano la sede della residenza
presidenziale, il Parlamento brasiliano e della Corte suprema, sono
"stati rotti vetri delle finestre". In totale sarebbero migliaia i
bolsonaristi all'interno degli edifici del potere politico e
amministrativo brasiliano con le forze di polizia, in assetto
antisommossa, pronte a fare irruzione dentro il Parlamento occupato. I
funzionari del governo hanno atteso di essere evacuati con mezzi aerei. A due anni esatti dall'assalto a Capitol Hill si
replica, con modalità e schieramenti praticamente identici: i militanti
della destra di Bolsonaro come i filo trumpiani hanno deciso di non
rispettare il responso delle urne che ha dato la vittoria alla sinistra e
sono passati all'assalto armato in una fase in cui Bolsonaro rischia
l'arresto per la gestione dell'emergenza Covid.
Bolsonaro è in Florida
Contro l'ex presidente, oggetto a suo tempo di una
Commissione parlamentare d'inchiesta (Cpi) sulla pandemia, i senatori
prima all'opposizione e ora al governo intendono ripresentare le
denunce: il leader della destra infatti non ha più il foro privilegiato,
il diritto delle alte cariche dello Stato di non essere giudicate
penalmente dai tribunali comuni. Ma Bolsonaro, che non ha mai fatto le
congratulazioni a Lula per la sua elezione, ha lasciato il Brasile il 30
dicembre, due giorni prima della fine del suo mandato, e a bordo
dell'aereo presidenziale dell'Aviazione militare è andato in Florida,
negli Stati Uniti.
"Ci saranno rinforzi"
"Questo assurdo tentativo di imporre la volontà con
la forza non prevarrà. Il governo del distretto federale afferma che ci
saranno rinforzi. E le forze a nostra disposizione sono al lavoro. Io
sono nella sede del ministero della Giustizia", ha scritto su Twitter il
ministro della giustizia brasiliana Flavio Dino intervenuto poco dopo
l'assalto alle sedi istituzionali. Il presidente del Senato, Rodrigo
Pacheco, ha ripudiato gli "atti di terrorismo" visti a Brasilia e ha
affermato che i golpisti devono "subire immediatamente tutto il rigore
della legge". Pacheco ha anche detto di aver sentito al telefono il
governatore di Brasilia, Ibaneis Rocha. "Ho parlato poco fa, per
telefono, con il governatore del Distretto Federale, Ibaneis Rocha", che
lo ha informato che "sta concentrando gli sforzi di tutto l'apparato di
polizia per controllare la situazione". "Le forze di sicurezza del
Distretto Federale sono impegnate - ha assicurato Rocha - insieme oltre
al contingente di polizia di cui dispone il Parlamento".
Azione della polizia
La polizia militare sta
sparando proiettili di gomma e stordenti dagli elicotteri per disperdere
i manifestanti pro-Bolsonaro che hanno invaso i palazzi istituzionali
di Brasilia. Lo riportano i media locali. Tutte le finestre del primo piano del Senato sono
state distrutte e alcuni dei manifestanti sono già entrati al secondo
piano. Nonostante la Polizia Legislativa e gli artificieri abbiano
ripreso la rampa di accesso al Congresso, la parte superiore
dell'edificio è ancora occupata. La polizia brasiliana ha ripreso il controllo degli edifici della Corte suprema ma il Congresso continua ad essere occupato dai sostenitori di Bolsonaro. Lo scrive O Globo.
Riunione d'emergenza per Lula
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha tenuto una riunione d'emergenza con i ministri dell'esecutivo, dopo l'assalto dei sostenitori di Jair Bolsonaro ai palazzi delle istituzioni. Alla riunione hanno partecipato i ministri della difesa, della giustizia e dei rapporti istituzionali. Lo riportano i media locali.
Reazioni
Stanno cominciando le prime reazioni di esponenti politici sui fatti delle ultime ore. Tra questi, Giuseppe Conte, ex presidente del Consiglio dei ministri italiano, che ha espresso su Twitter come "l'attacco alle Istituzioni da parte dei sostenitori di Bolsonaro è gravissimo: chi crede davvero nella democrazia non può restare in silenzio. Solidarietà e massima vicinanza al Presidente Lula, al popolo brasiliano". Anche il presidente del Consiglio dell'Unione europea, Charles Michel, ha affermato sullo stesso social: "Condanna assoluta dell'assalto alle istituzioni democratiche del Brasile. Pieno sostegno al Presidente Lula Da Silva, democraticamente eletto da milioni di brasiliani attraverso elezioni giuste e libere".

