La diretta
Trump: «Hormuz presto sarà territorio americano»
Ats, Red. Online
15.08.2026 08:09

Foto: ©Julia Demaree Nikhinson
È quanto ha dichiarato il tycoon parlando a un evento nello Stato di New York: «Nessuna nave può andarci se non lo vorremo noi» - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
23:59
Il leader di Hamas al Cairo in vista della visita di Kushner in Israele ed Egitto
Il leader politico di Hamas, Khalil al-Hayya, dovrebbe recarsi al Cairo questa sera per colloqui con funzionari egiziani, secondo quanto riferito all'Afp da una fonte interna al movimento palestinese, in vista della visita nella regione dell'inviato di Donald Trump, Jared Kushner.
Khalil al-Hayya, che si trova in Egitto per la prima volta da quando ha assunto la guida di Hamas a fine luglio, incontrerà il capo dei servizi segreti egiziani, Hassan Rashad, domenica mattina, secondo la fonte.
Kushner è atteso in Israele e in Egitto la prossima settimana per cercare di appianare le divergenze sul piano Usa per la Striscia di Gaza. Sarà accompagnato da Nikolai Mladenov, il rappresentante del Board of Peace per Gaza. La visita dell'inviato di Trump arriva dopo che il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha pubblicamente respinto, il 9 agosto, la roadmap americana in 15 punti che prevede il disarmo di Hamas e il ritiro israeliano dalla Striscia.
21:28
Il Qatar smentisce la detenzione di tre piloti iraniani
«Smentiamo categoricamente le affermazioni circolanti riguardo alla detenzione di piloti iraniani e siamo sorpresi da queste dichiarazioni fuorvianti». Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed Al Ansari, dopo che l'Iran ha chiesto la liberazione di tre suoi piloti che sarebbero stati «catturati vivi» nel corso di un attacco a una base Usa il 2 marzo scorso.
Nello stesso episodio, un quarto pilota era rimasto ucciso e il corpo successivamente riconsegnato a Teheran.
Secondo Doha, i tre piloti sono ancora dispersi dopo che i loro aerei sono stati abbattuti nello spazio aereo qatarino: «Le squadre di ricerca e soccorso del Qatar hanno svolto i loro doveri al massimo nella ricerca dei resti dei piloti», aggiunge Al Ansari ricordando che «il Qatar ha anche comunicato con la parte iraniana per coordinare la consegna dei resti di uno dei piloti che è stato trovato, in conformità alle disposizioni pertinenti del diritto internazionale umanitario».
Il portavoce sottolinea infine che «il Qatar ha invitato l'Iran a inviare una propria squadra affinché venisse informata sui dettagli delle operazioni di ricerca e soccorso già ad aprile, ma la parte iraniana non ha ancora risposto all'invito».
20:14
Iran: «3 nostri piloti catturati a marzo dal Qatar»
L'Iran chiede al Qatar il rilancio di tre dei suoi piloti da caccia catturati durante un attacco a marzo contro la base statunitense Al-Udeid in Qatar. «Tre piloti iraniani sono stati catturati vivi dalle forze del Qatar dopo che il loro aereo Su-24 si è schiantato» il 2 marzo, ha dichiarato il generale Mohammad Bagherzadeh, capo del Comitato di ricerca per le persone scomparse all'interno delle forze armate del Paese, citato dall'agenzia di stampa Fars.
«Javad Salehi, Abdolmajid Dashtian e Omran Behraveshian sono detenuti dalle forze del Qatar e il governo del Qatar non ha ancora permesso loro di incontrare o contattare le loro famiglie e le autorità», ha aggiunto Bagherzadeh in una lettera indirizzata al Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) chiedendogli di «incontrare al più presto i piloti iraniani, informarsi sulle loro condizioni di salute e facilitarne il rilascio». «L'approccio del governo del Qatar, incluso il divieto di incontrare i familiari o i rispettivi funzionari, è considerato dall'Iran un crimine di guerra», ha aggiunto Bagherzadeh nella lettera, citata da Tasnim.
Alla fine di luglio, l'esercito iraniano aveva annunciato che i tre risultavano dispersi mentre era stato recuperato il corpo di un altro pilota iraniano, Majid Kazemi, che era rimasto ucciso nell'attacco.
19:51
Israele: «Se Beirut interrompe i colloqui sarà una vittoria per Hezbollah»
L'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, mette in guardia il governo libanese dal ritirarsi dai colloqui con Israele dopo l'ondata di attacchi dell'Idf nel sud del Libano. «Se Beirut utilizzasse questo incidente come pretesto per ritardare o interrompere i colloqui di pace, consegnerà una vittoria tattica ai nemici della pace. Far deragliare i colloqui è precisamente ciò che Hezbollah sta cercando di ottenere», ha scritto Leiter su X.
«I raid israeliani contro Hezbollah dovrebbero rilanciare i negoziati e renderli molto più seri, non produrre l'effetto contrario», ha detto all'Afp il portavoce del premier Benjamin Netanyahu, Doron Spielman, sottolineando che Israele e Libano hanno un nemico comune.
Nel condannare gli attacchi, il presidente libanese Joseph Aoun ha dichiarato questi rappresentano un «messaggio chiaro» sui negoziati tra i due Paesi, senza tuttavia minacciarne espressamente l'uscita.
Intanto, in una nota, il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf) ha dichiarato che «poco tempo fa, durante un'operazione dell'Idf nell'area della Linea Gialla nel sud della Striscia di Gaza, un carro armato è passato sopra un ordigno esplosivo piazzato da Hamas. Non si sono registrati feriti tra le truppe».
Il portavoce ha riferito anche, in un episodio separato, di soldati che «hanno identificato due terroristi che avevano oltrepassato la Linea Gialla nel tentativo di sabotare le armi delle truppe, avvicinandosi in modo minaccioso. Dopo l'identificazione, i soldati hanno risposto al fuoco per neutralizzare la minaccia, eliminando i terroristi».
18:21
Idf: «Colpito il quartier generale di Hezbollah, ucciso Ali Hassan»
«Durante la notte l'Idf ha colpito il quartier generale dell'unità Radwan di Hezbollah nella zona di Ansar, nel sud del Libano. Nell'attacco, sono stati eliminati il terrorista Ali Samir Al-Haj Hassan, comandante di battaglione dell'unità Radwan di Hezbollah e diversi altri terroristi». Lo ha dichiarato il portavoce dell'Idf in una nota, affermando che il raid è stato effettuato «a seguito dell'attacco di Hezbollah contro i soldati operanti nella Zona di Sicurezza nella notte». Tre soldati sono rimasti feriti gravemente nell'area della cresta di Ali Taher.
Secondo l'Idf, «al momento dell'attacco anche familiari di Hassan si trovavano all'interno del quartier generale e, secondo quanto riportato, sarebbero stati colpiti. È importante sottolineare che i familiari non erano l'obiettivo dell'attacco. L'attacco era specificamente diretto contro Hassan, che era un obiettivo legittimo secondo il diritto internazionale. Il terrorista ha usato la sua famiglia come scudi umani, nascondendosi con loro all'interno del quartier generale militare».
Dal canto suo, l'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu in una nota in una nota scrive: «Questa mattina Hezbollah ha violato il cessate il fuoco in Libano attaccando i nostri soldati nella zona di sicurezza, che protegge le comunità israeliane appena oltre il confine. L'attacco di Hezbollah ha gravemente ferito tre dei nostri soldati. L'Idf ha risposto colpendo il quartier generale di Hezbollah, che aveva ordinato l'attacco».
«Solo in seguito l'Idf - viene ancora precisato - ha appreso che Hezbollah aveva deliberatamente fatto entrare dei civili in quel complesso militare. Hezbollah è disposto a tutto, compreso l'utilizzo dei propri civili come scudi umani, per accusare falsamente Israele di aver deliberatamente preso di mira i civili, cosa che l'Idf chiaramente non ha fatto».
17:23
Aumentano le vittime dei raid israeliani in Libano
Si aggrava nel Libano del sud il bilancio delle vittime causate dai raid israeliani delle ultime ore. I morti salgono ad almeno 11, mentre 19 sono i feriti.
Si tratta del bilancio più grave registrato nel Paese dall'accordo per la riduzione delle ostilità siglato a giugno con Israele.
Intanto, la tensione è sempre più alta, con Hezbollah che minaccia una «risposta adeguata» dopo i raid. Il Partito di Dio torna quindi ad esortare le autorità di Beirut a mettere fine ai negoziati con Israele che definisce «umilianti».
Dal canto suo, una squadra del comune di Qusra, a sud di Nablus (Cisgiordania), è stata attaccata oggi da un gruppo di coloni israeliani mentre si recava nella casa della famiglia Abu Rida nel villaggio per ripristinare la rete elettrica, dopo che era stata danneggiata dai coloni all'inizio della settimana. Lo riporta l'agenzia Wafa e anche il proprietario della villa, parlando con Ynet.
Questa mattina, nonostante la chiusura militare dell'area da parte dell'Idf, un gruppo di 15 coloni estremisti si è nuovamente avvicinato a una delle case sotto attacco dall'inizio della settimana come documentato filmati delle videocamere di sicurezza delle abitazioni.
15:33
Hezbollah minaccia una «risposta adeguata» ai nuovi raid Idf sul Libano
Tensione sempre più alta nel sud Libano, con Hezbollah che minaccia una «risposta adeguata» dopo i raid di Israele delle ultime ore che hanno provocato almeno 9 morti. Il Partito di Dio torna quindi ad esortare le autorità di Beirut a mettere fine ai negoziati con Israele che definisce «umilianti».
08:19
Sette morti in un attacco israeliano in Libano
I media statali libanesi hanno riferito che un attacco israeliano nel sud del Paese, lanciato questa mattina presto, ha ucciso sette persone, il bilancio più grave da quando gli accordi di giugno hanno portato a una tregua nelle ostilità tra Israele e Hezbollah.
L'Agenzia Nazionale di Stampa Nna ha affermato che "un attacco lanciato da aerei da guerra nemici contro un'abitazione" alla periferia del villaggio di Ansar "ha ucciso sette persone e ne ha ferite altre tre" e ha distrutto la casa.
08:09
Il punto alle 8.00
Gli aggiornamenti della notte e delle ultime ore
«L'Iran è pesantemente sconfitto» e molto presto «dichiareremo lo Stretto di Hormuz territorio degli Stati Uniti». Donald Trump, parlando a un evento nello Stato di New York, ha detto che «nessuna nave può andarci se non lo vogliamo noi», ricordando l'impegno dei militari Usa verso i blocchi iraniani. «Abbiamo eretto una barriera d'acciaio», ha proseguito il tycoon, ribadendo che «non permetteremo mai all'Iran di avere armi nucleari».
Trump, parlando al David S. Mack Center for Training and Intelligence, un'accademia di polizia a Garden City (Long Island), nello Stato di New York, ha detto che «presto» avrebbe proclamato lo Stretto di Hormuz territorio americano, «Dopo aver sconfitto l'Iran, che sta subendo una pesante sconfitta, dichiarerò molto presto lo Stretto di Hormuz territorio degli Stati Uniti», ha affermato. «È vero», ha aggiunto. «Abbiamo imposto il blocco. Nessuna nave passa se non lo vogliamo noi», ha aggiunto il tycoon, tra gli applausi di sostenitori e agenti di polizia.
«Lo Stretto di Hormuz non può essere conquistato con un tweet». Così il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi risponde, con un post su X, all'affermazione del presidente Usa. Lo riporta al Jazeera. «Lo Stretto di Hormuz non può essere conquistato con un tweet, né con una portaerei, né emanando un ordine, né con un discorso elettorale. L'Iran non teme le minacce né si intimorisce di fronte alle dimostrazioni di forza», ha affermato Kazem Gharibabadi.
«Lo Stretto di Hormuz è stato iraniano, è iraniano e rimarrà iraniano; questo stretto sarà chiuso e aperto solo sotto il comando dell'Iran e, finché non accetterete la realtà della sconfitta e non smetterete con le vostre fantasie deliranti, l'Iran continuerà a far rispettare il blocco», ha aggiunto.
Gli Stati Uniti, dopo l'attacco all'Iran scatenato insieme a Israele il 28 febbraio, rimangono bloccati in una situazione di stallo con Teheran in merito allo Stretto di Hormuz, da dove transita il 20% del petrolio mondiale. I pasdaran invece ne rivendicano il pieno controllo, negando l'accesso a gran parte del traffico navale civile, Mentre la Marina americana sta attuando un blocco dei porti iraniani nel tentativo di paralizzarne l'economia.

