Conflitti
Ucraina e Israele, le prospettive
Redazione
02.01.2024 14:41

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Il direttore della rivista italiana “Difesa” analizza la situazione attuale dei due conflitti e i possibili sviluppi.
È di almeno quattro morti e un centinaio di feriti il bilancio
aggiornato dei raid lanciati su Kiev e Kharkiv dalle forze armate russe nelle
scorse ore. 260mila residenti della capitale sono senza elettricità. Partendo
da queste ultime novità, Ticinonews ha chiesto a Pietro Batacchi, direttore
della rivista italiana “Difesa”, quali sono le prospettive per il 2024. “Il
dato più attuale è questo avvio di una sorta di campagna d’inverno da parte
della Russia contro obiettivi in profondità in territorio ucraino”, spiega
Batacchi. “I comandi di Kiev ne parlavano da settimane, se lo aspettavano e ciò
si è verificato”. Se da un lato sul terreno si registra una sostanziale
situazione di stallo dovuta anche al fango e all’inverno, “sul piano della
cosiddetta guerra in profondità si osserva un’escalation importante: i russi
stanno usando decine e decine di missili, dando segni di una capacità
industriale non indifferente”.
“Gli ucraini hanno un problema di reclutamento”
Per i prossimi mesi c’è da aspettarsi una situazione simile, con
attacchi in profondità. Quando poi il terreno lo consentirà “vedremo se ci
saranno anche iniziative offensive. È chiaro che gli ucraini hanno ora bisogno
più che mai del supporto occidentale, il quale si è ridotto negli ultimi mesi del
2023. Gli ucraini hanno un significativo problema di reclutamento e di mobilitazione”.
Sguardo sul conflitto in Medio Oriente
Un altro fronte caldo è naturalmente quello israeliano. Cosa aspettarci
dunque sul piano militare e anche su quello politico interno? “A livello
militare la notizia importante è che Israele ha iniziato a ridurre un po’ il
proprio impegno militare a Gaza, anche perché una serie di obiettivi sono stati
raggiunti”, analizza Batacchi. Il rateo di lancio di razzi da Gaza contro le
città israeliane “è esponenzialmente diminuito. Ciò non significa che la guerra
sia finita, ma che entra in una nuova fase: quella ad alta intensità la possiamo
ritenere conclusa”.
“La leadership di Netanyahu non ha ragion d’essere”
Adesso, occorre attendere cosa succederà sull’altro fronte importante, quello
del Libano, “dove negli ultimi giorni abbiamo assistito a una vera e propria
escalation di attacchi da parte di tutti e due i contendenti”. Il focus in
questo momento “è proprio sul Libano e sul Mar Rosso, con la crisi dovuta agli
attacchi dei ribelli Houti”. Sul piano interno “è chiaro che bisogna fare i
conti con una leadership, quella di Netanyahu, che ormai non ha più ragion d’essere
da un punto di vista politico. È inutile parlare di due stati con questa
leadership israeliana”, conclude Batacchi.

