Medio Oriente
Un anno fa, l'attentato di Hamas: "Una miccia che ha portato a un vasto incendio"
Redazione
07.10.2024 16:43

Il giornalista Luigi Geninazzi analizza la situazione in Medio Oriente a un anno di distanza dall'evento che ha dato il via al conflitto. “Siamo di fronte a un’escalation bellica su tanti fronti, non solo Hamas e Gaza".
“Una miccia che ha portato a un grosso incendio in tutta la
regione”. Così il giornalista Luigi Geninazzi ha definito ai microfoni di
Ticinonews l’attentato terroristico compiuto da Hamas esattamente un anno fa. “Lo
shock per quanto accaduto perdura ancora oggi. Quello che era l’obiettivo prioritario
di Israele all’indomani di quel 7 ottobre, ovvero la liberazione degli ostaggi, oggi è decisamente passato in secondo piano". Benjamin Netanyahu un anno fa "era
un leader bollato come incapace e contestato, mentre oggi è diventato il nuovo
uomo forte che non incontra più opposizione. È una persona che incarna una furia
punitiva e intende fare pazza pulita di tutti i nemici”.
“Siamo di fronte a un conflitto regionale”
A distanza di un anno “possiamo dire che anche lo scontro
tra Israele e Hamas è passato un po’ in secondo piano”, ha aggiunto Geninazzi. “Siamo
di fronte a un’escalation bellica su tanti fronti, non solo Hamas e Gaza, ma
anche i ribelli palestinesi della Cisgiordania, gli Hezbollah, il Libano e
infine l’Iran”. Ormai “stiamo assistendo a un conflitto regionale. Netanyahu lo ha
detto chiaramente: vuole cambiare l’assetto geopolitico del Medio Oriente”.
“Netanyahu ha in mente un disegno preciso”
Ad oggi, la tregua di cui tanto si è parlato, sembra non
essere voluta da nessuno. “Ne parlano ancora alcuni attori internazionali
che contano sempre meno. Netanyahu ha in mente un disegno preciso:
ristrutturare con forza l’intera regione, ovvero arrivare a un predominio di
Israele, distruggendo i nemici e stringendo un patto con le potenze sunnite”. Si
tratta di “creare un asse tra Israele e Arabia Saudita, un piano molto ambizioso.
Dobbiamo chiederci se sia realistico e se porterà a un cambiamento positivo o a
un disastro”.
La questione palestinese
Un’altra domanda ad oggi senza risposta concerne il destino
del popolo palestinese. “Netanyahu non ne parla, Gaza ormai è un cumulo di
macerie e la Cisgiordania è in mano ai
coloni ebrei”. Il problema palestinese “è sempre lì sul tavolo, con la
differenza che in questi decenni qualcuno ha cercato di metterci mano, di
dialogare, mentre adesso nessuno ne parla più e questo pone delle grosse
incognite sul futuro”, ha concluso Geninazzi.

