La diretta
Un'altra notte di guerra e scontri in Medio Oriente
Ats, Red. Online
25.07.2026 08:27

Foto: © Kamran Jebreili
Una nave saudita è stata presa di mira e Riad ha replicato attaccando siti militari degli Houthi – A Hormuz, l'esercito statunitense ha sparato contro una petroliera che cercava di aggirare il blocco dei porti iraniani – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
20:46
A Gaza 1.191 morti dal giorno del cessate il fuoco
Il ministero della Salute di Gaza, gestito da Hamas, ha dichiarato oggi che sei palestinesi sono morti nelle precedenti 48 ore a seguito di attacchi israeliani, tra cui quattro vittime accertate di recente e due persone decedute a causa di ferite riportate in precedenza. Il ministero ha dichiarato che altre 37 persone sono rimaste ferite nello stesso periodo e ha aggiunto che ulteriori vittime sono ancora intrappolate sotto le macerie o in zone inaccessibili alle squadre di soccorso e alla protezione civile.
Secondo il ministero, 1'191 palestinesi sono stati uccisi e 3'853 feriti a Gaza dall'entrata in vigore del cessate il fuoco dell'11 ottobre dello scorso anno. Il ministero ha affermato che il bilancio complessivo delle vittime palestinesi dall'inizio della guerra, il 7 ottobre 2023, è salito a 73'317, con 173'961 feriti.
17:19
Huthi, abbiamo colpito impianti petroliferi sauditi sul Mar Rosso
I ribelli Huthi yemeniti hanno dichiarato di aver colpito gli impianti petroliferi dell'Arabia Saudita sulla costa del Mar Rosso, mentre il gruppo sostenuto da Teheran ha minacciato di intensificare la propria risposta qualora venisse attaccato dalla monarchia del Golfo.
In una dichiarazione video, il portavoce militare Yahya Saree ha affermato che il gruppo ha preso di mira siti gestiti dal colosso petrolifero saudita Aramco a Jizan e Yanbu utilizzando droni e missili, e ha minacciato di «ampliare le nostre azioni e intensificare (...) nelle prossime ore e nei prossimi giorni».
14:30
Pasdaran: «Intercettate quatto navi nelle ultime 24 ore»
Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno intercettato «quattro imbarcazioni che, nelle ultime 24 ore, stavano tentando di attraversare la parte meridionale dello Stretto di Hormuz percorrendo una rotta illegale e pericolosa». Lo riporta l'agenzia FARS.
Intanto si è appreso ulteriori dettagli in merito all'attacco americano dell'alba contro una petroliera che cercava di aggirare il blocco dei porti iraniani sullo Stretto di Hormuz.
Le forze statunitensi hanno fermato la petroliera, identificata come Lavine, aprendo il fuoco dopo che l'equipaggio aveva tentato di forzare il blocco americano, scrive il «New York Times» riportando le parole del capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando centrale degli Stati Uniti.
Hawkins ha affermato che l'equipaggio era stato avvertito, ma non aveva rispettato gli avvertimenti in almeno quattro precedenti tentativi. «La nave non è più in transito verso l'Iran», ha aggiunto.
13:23
Teheran: «No a una soluzione militare nella guerra tra Houthi e sauditi»
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che non esiste «una soluzione militare» agli scontri tra i ribelli Houthi in Yemen, sostenuti da Teheran, e l'Arabia Saudita.
In un'intervista pubblicata dal quotidiano statale Iran Daily, Araghchi ha anche auspicato un «dialogo» tra le parti in conflitto, mentre la guerra infuria da mesi tra Iran e Stati Uniti e si è estesa a tutta la regione.
13:20
Il ministro degli esteri cinese vede Araghchi e auspica la ripresa dei negoziati
Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha incontrato il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, in Kirghizistan, a margine del Consiglio dei ministri degli Esteri dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) nella città turistica di Cholpon-Ata.
Wang ha auspicato la ripresa dei negoziati e l'attuazione di un memorandum d'intesa volto ad allentare le tensioni in Medio Oriente e nella regione del Golfo, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale cinese Xinhua.
Wang si riferiva all'accordo preliminare finalizzato a porre fine alla guerra, attualmente in stallo a causa della ripresa delle ostilità tra le parti per il controllo dello Stretto di Hormuz.
13:18
Zelensky: «Colpite nel Mar Caspio navi con armi dirette all'Iran»
In un attacco ucraino «a lungo raggio sono state colpite nel Mar Caspio navi utilizzate per il trasporto di materiale bellico destinato all'Iran, nonché una nave da guerra».
Lo afferma in un breve post su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che elenca altri obiettivi russi colpiti nelle ultime ore dalle «sanzioni a lungo raggio» ucraine.
Frattanto, una raffineria di petrolio nella città russa di Tyumen, nella Siberia occidentale a est di Ekaterinburg, a quasi 2.000 chilometri dall'Ucraina, ha preso fuoco a seguito di un attacco di un drone ucraino, stando al media ucraino Ukrinform che cita il governatore della regione russa riportato dal canale Telegram del sito militare Astra.
La raffineria di petrolio di Tyumen (una filiale della società moscovita Ri-Invest) è l'unica grande raffineria di petrolio nel Distretto Federale degli Urali. Si tratta di una delle più grandi raffinerie petrolifere indipendenti della Russia, situata nella zona industriale della città.
L'impianto ha una capacità di circa 8 milioni di tonnellate di petrolio greggio all'anno e raggiunge un grado di raffinazione del 98%. I principali prodotti dell'impianto includono gasolio euro 5, benzina a gas stabile, coke di petrolio, bitume e olio combustibile.
11:03
«Israele ha arrestato almeno 30 palestinesi a Nablus»
Le forze israeliane hanno arrestato almeno 30 palestinesi durante un raid all'alba nel villaggio di Tell, a sud-ovest di Nablus, teatro ieri di un sanguinoso scontro a fuoco fra palestinesi e coloni israeliani. Lo scrive la agenzia palestinese Wafa.
Fonti della sicurezza hanno riferito all'agenzia che le forze israeliane hanno fatto irruzione nel villaggio, teatro ieri degli incidenti in cui sono rimasti uccisi quattro palestinesi e sono morti un israeliano e un soldato dell'Idf.
Le truppe hanno perquisito diverse abitazioni e condotto un'operazione di arresto su vasta scala, fermando circa 30 residenti. Diversi altri residenti sono stati sottoposti a interrogatori sul posto. L'operazione militare è ancora in corso.
08:33
Guterres in visita in Siria: «L'ONU al vostro fianco»
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, è arrivato oggi in Siria: si tratta della prima visita di un segretario generale dell'ONU dal 2009, prima dall'inizio della guerra civile nel paese, oltre 15 anni fa.
Il ministro degli esteri siriano Asaad al-Shaibani ha accolto Guterres "e la sua delegazione all'aeroporto internazionale di Damasco", secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa statale Sana.
Durante la visita Guterres ha ribadito il suo sostegno alla transizione siriana sotto Ahmad al-Sharaa, dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad oltre un anno e mezzo fa, e ha sollecitato il sostegno internazionale al paese. "Il mio messaggio è chiaro: le Nazioni Unite sono al fianco della Siria in questo momento cruciale e mi appello alla comunità internazionale affinché non risparmi alcuno sforzo per sostenere il popolo siriano", ha dichiarato.
I media statali hanno riferito che Guterres ha incontrato al-Sharaa nel palazzo presidenziale dopo aver visitato la città vecchia di Damasco, e alcune immagini sembrano ritrarlo presso la famosa Moschea degli Omayyadi.
La visita del suo predecessore Ban Ki-moon si tenne due anni prima dell'inizio della guerra civile siriana, che ha causato oltre mezzo milione di morti prima che le nuove autorità islamiste prendessero il potere nel dicembre 2024.
08:31
Al-Jazeera: «notte di raid in Cisgiordania»
Una nuova ondata di raid militari israeliani e violenze da parte dei coloni ha travolto diverse aree della Cisgiordania durante la notte, provocando il ferimento di un adolescente palestinese e di un anziano a Betlemme e Nablus, secondo quanto riportato dai corrispondenti di Al-Jazeera sul posto.
Le forze israeliane hanno fatto irruzione nel campo profughi di Aqabat Jabr a sud di Gerico, nella città di Qalqilya, nel villaggio di Kobar nel distretto di Ramallah e nella città di Kafr Aqab a nord di Gerusalemme.
Le truppe hanno anche preso d'assalto la città di Yabad e i villaggi di Zababdeh e Burqin nel governatorato di Jenin, mentre un altro raid ha preso di mira il villaggio di Faroun a sud di Tulkarem.
A Nablus, unità militari sono entrate nei villaggi di Tal e Qaryut, nonché nella città di Beit Furik, avviando una vasta campagna di arresti a Tal e perquisendo diverse abitazioni a Beit Furik.
Durante queste incursioni, i soldati hanno lanciato lacrimogeni contro le abitazioni palestinesi a Qaryut, mentre i coloni hanno attaccato le case nel villaggio di Urif, a sud di Nablus.
08:16
Ancora una notte di guerra e scontri in Medio Oriente
Ancora una notte di guerra in Medio Oriente. Una nave saudita è stata presa di mira e Riad ha replicato attaccando siti militari degli Houthi (Yemen), alleati dell'Iran.
Gli stessi Houthi hanno poi lanciato missili contro impianti petroliferi e basi sul territorio saudita. A Hormuz, l'esercito statunitense ha sparato contro una petroliera che cercava di aggirare il blocco dei porti iraniani.
L'Iran ha inoltre presentato una denuncia alle Nazioni Unite per un attacco deliberato degli Stati Uniti contro due navi iraniane di ricerca e soccorso marittimo, affermando che l'incidente costituisce «una grave e manifesta violazione del diritto internazionale umanitario» e si configura come un «crimine di guerra». Lo scrivono i media iraniani.
Intanto, una sparatoria vicino a un insediamento ebraico in Cisgiordania si è conclusa con due israeliani e quattro palestinesi uccisi. L'esercito israeliano ha circondato Nablus.
08:13
Il punto alle 8.00
L'Iran vuole un accordo e «stiamo parlando, penso però che
non siamo ancora pronti. Io non ho fretta; nonostante le midterm, bisogna fare
le cose fatte bene». Lo ha affermato ieri sera Donald Trump, sottolineando
comunque come a suo avviso Teheran sta diventando «più serio» nei negoziati con
il passare dei giorni «per ovvie ragioni». A tenere i colloqui sono, fra gli
altri, «il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio».
«Non ho ancora deciso su un attacco massiccio contro
l'Iran», ha detto Trump nello Studio Ovale. «Stiamo parlando, vedremo cosa
succede», ha aggiunto, precisando che a suo avviso Teheran è «seria come
dovrebbe essere» nel negoziare. L'Iran «non può avere l'arma nucleare, è molto
semplice. Pensiamo che siano seri nel trattare, più seri di quanto abbiamo mai
visto, ma questo non significa che arriveremo a un accordo. Vedremo cosa
succede», ha messo in evidenza. «Il problema dell'Iran sta scomparendo giorno
dopo giorno. Erano i bulli del Medio Oriente, non lo saranno più», aveva detto
in precedenza.

