Hockey
Cajkovsky: "È mia moglie che ha scelto di venire ad Ambrì"
Redazione
13.11.2025 19:00

Il nuovo difensore straniero dell'Ambrì oggi ha svolto il suo primo allenamento alla Gottardo Arena e si è presentato ai media: "Sono un difensore two-ways, mi adatto alle necessità della squadra e al ruolo che mi danno gli allenatori".
Con i suoi 107
chilogrammi distribuiti su 192 centimetri d’altezza, Michal Cajkovsky non passa
certamente inosservato. Il difensore slovacco, che questa stagione non ha
ancora giocato alcuna partita, questa mattina ha svolto il suo primo
allenamento alla Gottardo Arena.
“Il fatto
che ad inizio stagione non avessi un contratto non è stato un grande problema
per me, non volevo prendere una decisione affrettata” ci spiega il 33enne
nativo di Bratislava. “Innanzitutto, volevo tornare in forma dopo il mio
infortunio, e solo dopo ho iniziato a guardarmi in giro. Avevo due offerte
dalla Russia, poi mi ha chiamato anche l’Ambrì, ho iniziato a parlare con
Alessandro Benin settimana scorsa. Insieme a mia moglie abbiamo pensato a quale
fosse la migliore opzione per la nostra famiglia, anche considerando che il
nostro secondo figlio ha appena 1 mese. La famiglia è importantissima in
decisioni del genere. Ho detto a mia moglie che poteva scegliere dove saremmo
andati e lei ha scelto Ambrì. Siamo molto felici di essere qui”.
Nella sua
carriera da professionista, Cajkovsky ha già giocato in Nordamerica tra ECHL e
AHL e in Repubblica Ceca con la maglia dello Sparta Praga. Dal 2016 giocava invece in
KHL, tra cui ben 6 anni nella capitale Mosca, prima difendendo i colori della
Dinamo Mosca, mentre nelle ultime due stagioni era sotto contratto per i rivali
dello Spartak. Ora invece la sua prima esperienza in Svizzera.
“Conosco però
bene questo campionato, diversi amici giocano qui. So che in Svizzera il gioco
è molto veloce, ci sono tanti ribaltamenti di fronte. Insomma, è sicuramente
differente da quello in Russia e pure le dimensioni della pista non sono
uguali. Ho già parlato con Landry e Matte del sistema di gioco qui ad Ambrì, spero
di adattarmi il più in fretta possibile. Per me sarà una nuova sfida, ma non
vedo l’ora di cominciare. So inoltre che l’Ambrì da quattro anni ha una nuova
pista, qui è davvero tutto molto bello e i giocatori vengono messi nelle
condizioni migliori per rendere”.
Alessandro
Benin ce lo aveva presentato come un giocatore completo, lui invece come si
descriverebbe?
“Mi definirei
una persona abbastanza calma, soprattutto ora che non sono più giovanissimo
(ride, ndr). Come giocatore invece provo a portare in pista un gioco two-ways, in
zona offensiva provo ad inserirmi, mentre dietro voglio essere solido. Il mio
gioco dipende anche dalle necessità della squadra e dal ruolo che mi danno gli
allenatori. Ho 33 anni, ma davanti a me spero di avere ancora diverse stagioni
di buon hockey. Ho accettato questa sfida anche per vedere qualcosa di nuovo, dato
che ho passato gli ultimi 10 anni in Russia”.
Cajkovsky
per anni è anche stato un pilastro della nazionale slovacca, con cui ha partecipato
a tre mondiali e due Giochi Olimpici, dove ha pure conquistato una storica
medaglia di bronzo.
“Giocare per
la propria nazionale è il sogno di ogni bambino. Ora però sono fuori dal giro già
da qualche anno a causa di diversi infortuni. Spero che se farò bene ad Ambrì,
avrò un’altra opportunità, magari anche per partecipare ai Giochi Olimpici. Per
avere una possibilità, dovrò giocare bene e rimanere in salute, ma in ogni caso
sarà difficile trovare posto con tutti i giocatori provenienti dalla NHL”.

