Hockey
Luca Cereda analizza l'inizio di stagione dell'Ambrì: "Kubalik? Era solo questione di tempo"
Redazione
07.10.2024 20:58

Foto: ©Gabriele Putzu
L'allenatore dell'Ambrì-Piotta Luca Cereda analizza l'inizio di stagione dei suoi, non lasciandosi mancare un commento anche sui singoli.
L'Ambrì-Piotta ha avuto un inizio di stagione che non può essere ritenuto negativo. I biancoblù hanno ottenuto punti in tante partite, centrando però, solo in una circostanza, il bottino pieno. Tante le sorprese di questa stagione e tanti i punti di domanda. Per l'occasione, Luca Cereda, da noi contattato telefonicamente, ha parlato della sua squadra, di ciò che funziona e ciò che è da migliorare. L'allenatore dei biancoblù ha anche analizzato l'inizio di campionato di qualche suo giocatore.
Sei soddisfatto della stagione dell’Ambrì-Piotta fin qui?
"Siamo abbastanza soddisfatti. Siamo partiti in maniera non
brillante, ma lottando siamo riusciti ad ottenere qualche punto. Nelle ultime
partite, invece, abbiamo ritrovato più brillantezza nel nostro gioco ed è
arrivato qualche punto più facile. Abbiamo ancora una volta avuto la
dimostrazione che è un campionato estremamente equilibrato, dove ogni sera devi
dare il massimo per giocartela, altrimenti diventa complicato".
Avete vinto una sola partita al 60esimo, mentre siete
arrivati 6 volte su 8 all’overtime. Ogni sera portate a casa dei punti. Questo
basta oppure c’è bisogno di qualche vittoria in più tempi regolamentari?
"Non perdere dà indubbiamente morale alla squadra. Vorremmo
comunque vincere qualche partita in più da 3 punti. In queste prime settimane
di campionato ci siamo andati vicini diverse volte e l’abbiamo ottenuta solo in
una circostanza: per le prestazioni che abbiamo fatto è giusto così. Ultimatamente
eravamo più freschi e lucidi, quindi ci stava qualche punto in più, ma ce ne
stava qualcuno in meno all’inizio. La strada che abbiamo intrapreso è quella
buona: le vittorie da tre punti sono solo questione di tempo. È fondamentale
insistere".
Rispetto all’anno scorso avete un punto in più. Sei contento
di questo primo mese di campionato?
"Non sapevo di questa statistica. Abbiamo avuto la conferma
che qualsiasi sera, indipendente da dove e contro chi, ce la giochiamo.
Dobbiamo ora migliorare le parti del nostro gioco deficitarie ed essere ancora
più bravi nelle parti in cui facciamo già bene. Il livello delle altre
diventerà sempre più alto e dobbiamo alzare l’asticella anche noi".
Tra le cose da migliorare c’è il powerplay?
"Nelle ultime due partite l’abbiamo giocato meglio. Abbiamo spostato
meglio il disco e trovato più facilmente la conclusione. C’è stato un passo
avanti, ma ci vuole costanza".
Ti sorprendono ancora le prestazioni di Virtanen o ormai sei
abituato? Gli occhi degli scout NHL probabilmente sono caduti su di lui.
"Non sono sorpreso, perché già prima che arrivasse da noi era
stato designato miglior difensore del campionato svedese. Conosciamo le sue
qualità. Trovo che sia un buon esempio per gli altri per la costanza che ha nel suo
rendimento. Lui ha sicuramente del talento, ma ad essere determinante è la sua mentalità
che lo porta ad essere molto forte in ogni situazione".
Nello spogliatoio è altrettanto leader come sul ghiaccio?
"Non è uno che parla tanto, però nello spogliatoio ha una
certa presenza. Non ha paura di parlare né davanti a tutti né con i compagni.
Spesso e volentieri dice le cose in modo diretto. Penso sia qualcosa di cui abbiamo
bisogno e noi glielo chiediamo".
Sbloccandosi, Kubalik si è tolto un peso?
"Trovo che già nelle ultime tre partite aveva alzato il suo
livello di gioco e la sua competitività. Ero convinto che era solo una
questione di tempo. Nell’ultima partita era andato vicino al gol anche nei
primi due tempi, poi è stato bravo a chiuderla sul finale. Le sue prestazioni
sono di livello. Se continua così, i gol arriveranno con una certa regolarità, perché
fa parte di lui: è uno dei suoi punti di forza".
Lo vedevi preoccupato, dopo quello che ha passato in estate?
"Sì, non solo per l’estate, ma anche per la sua ultima stagione
in NHL. Ha fatto dei buoni mondiali, ma doveva trovare il ritmo partita. È
arrivato tardi al campo di allenamento e sapevo che aveva bisogno di tempo per
carburare. Non lo vedevo preoccupato, ma sapevo che voleva far bene. Ha degli
obiettivi, anche per l’Ambrì. Lo vedevo deluso per la sua fase realizzativa, ma
sapevo che era questione di tempo".
Ti aspettavi questo Landry oppure sei rimasto sorpreso?
"Lui ha finito molto bene la stagione scorsa. Nei pre-playoff
è stato uno dei nostri migliori attaccanti. Ero particolarmente curioso di come
avrebbe ricominciato la nuova stagione. Si dice sempre che la seconda stagione
è quella più difficile. Trattandosi di un grande perfezionista, ero curioso e
sono stato contento di vedere che ha ricominciato da dove aveva finito. Si è
preparato molto bene d’estato con grande fiducia. A livello fisico si vede che
ha lavorato bene".
Per quanto riguarda Ang, è una sfida persa oppure è troppo
presto per tirare delle conclusioni?
"Ad oggi lui non è sicuramente contento della sua produzione.
D’altra parte, nell’hockey moderno non puoi concentrati solo su quell’aspetto,
altrimenti si entra in una spirale negativa. Quello che stiamo cercando di fare
con lui è di concentraci su quello che può influenzare la sua prestazione. A
volte la produzione non dipende solo da te. L’importante che rimanga
concentrato sulle parti di gioco che può controllare e migliorare, poi i gol e
gli assist arriveranno".
È un giocatore che è in grado di pensare di più alla fase
difensiva, accantonando la fase realizzativa?
"Lui ha fatto due stagioni in National League: una da 50
punti, mentre nell’altra ha fatto meno bene. Quest’anno è una chance per lui
per mostrare il suo vero valore. Oggi tutte le squadre difendono bene, è
difficile segnare. Per fare ciò bisogna lottare per arrivare più vicino al
portiere. Non è una delle sue caratteristiche più forti, ma con la sua velocità
di movimento ed esecuzione può fare la differenza".
Senn ha disputato 5 partite, mentre Juvonen 3. Lo avevi
previsto?
"No, non era pianificato, se non avere due portieri in grado
di alternarsi. L’idea è di portare avanti due portieri che possano darci una mano
in qualsiasi partita. A medio e lungo termine sarà qualcosa di positivo. Senn è
stato bravo a calarsi nella nostra realtà. Ha iniziato bene con noi giocando
più di quello che ha fatto nelle ultime due stagioni. Questo è un buon punto di
partenza per lui e che gli dà fiducia".

