Hockey
Luca Cereda: "L'Ambrì gioca in maniera aggressiva, ma vogliamo evolverci"
Redazione
07.09.2023 21:41

Foto: ©Gabriele Putzu
L'allenatore dei leventinesi analizza il preseason e parla della nuova stagione imminente tra scelte personali, nuovi e vecchi giocatori e manovre di mercato.
Luca Cereda parla ai microfoni di Ticinonews della situazione della sua squadra nel preseason e con il debutto del campionato alle porte analizza il roster a disposizione, tra nuovi arrivi e vecchie conoscenze. Il mister dei biancoblù chiarisce anche il periodo in cui ha scelto di rinnovare con la società leventinese: "Ci abbiamo
pensato a lungo e abbiamo veramente messo tutti gli argomenti sul tavolo
assieme al nostro consiglio d’amministrazione e una volta che siamo ripartiti c’era
talmente tanto da fare e rimaneva poco tempo per riflettere" E ancora, "da parte di
nessuno c’è stato un ultimatum, né da parte mia né da parte del CDA. Era arrivato
il momento giusto per fare una riflessione dopo 6 anni: dovevamo fermarci e
mettere sul tavolo tutte le carte e vedere a che punto eravamo. Una volta che
abbiamo capito che tutti avevamo la voglia di continuare e restare assieme
allora siamo ripartiti. Come in tutte le famiglie ci sono momenti più belli,
semplici ed euforici e altri momenti in cui bisogna stringere i denti, chiudere
le orecchie, abbassare la testa e trovare delle soluzioni", ribadisce Cereda.
Luca Cereda sul settimo straniero
"L’idea di
prendere questo settimo c’è da un po’", ricorda il mister dei leventinesi. "Non abbiamo ancora trovato un profilo
che ci convince a fondo, né una posizione. L’idea è quella che il settimo deve essere
qualcuno che ci fa fare un passo avanti, non solo un numero. In questo momento
devo dire che quello che abbiamo visto nel campo d’allenamento ci piace. In
diverse cose abbiamo fatto passi avanti e quindi non abbiamo ancora trovato quello
profilo che ci fa impazzire".
Di padre in figlio
L'allenatore ticinese chiarisce anche la sua posizione sull'idea di prendere Éric Landry come assistant coach e Manix Landry come giocatore: "Abbiamo discusso
apertamente di questa cosa. Il rapporto padre-figlio è un po’ diverso da datore
di lavoro e dipendete. Era qualcosa che si doveva affrontare. Il vantaggio è che
loro l’hanno già convissuto nella Quebec Major Junior League ed è andato bene.
Sia il papà che il figlio hanno avuto dei buoni risultati: questo ci ha
lasciato bene sperare. Conoscendo Eric sia da giocatore prima e da allenatore poi
nei Rockets sappiamo che è uno abbastanza diretto e
che non si fa problemi con chi si ritrova davanti, che sia il figlio, che sia
il veterano che sia il giovane", ricorda Luca Cereda.
Il caso Zwerger
La stagione tribolata di Zwerger dell'anno scorso ha permesso sia all'austriaco sia a Cereda di ritornare ancora più forti e l'allenatore dei biancoblù ne è convinto: "Ha vissuto un anno molto difficile. Ho intravisto dei pezzi
di un documentario che uscirà a settembre dove probabilmente chi è un po’
esterno capirà cosa ha vissuto lui. Dopo i Mondiali si è preparato bene: è
arrivato in forma, motivato. L’ho visto molto concertato, da ragazzo molto
scherzoso l’ho visto focalizzato. Sa anche lui che è un’annata importante, non
solo per la relazione Ambrì-Zwerger, ma anche per la sua carriera. Purtroppo,
ora ha trovato un altro ostacolo davanti a lui. Quanto ha vissuto l’anno scorso
lo aiuterà adesso: nel non mollare e nel continuare a lottare contro il
destino", conclude il mister leventinese.
L'importanza di Spacek
"Per noi è una parte importante della nostra squadra", ricorda Luca Cereda, "l’anno
scorso ha avuto una buona stagione, ma secondo me può crescere ancora e
ottenere il massimo del suo potenziale. Come giocatore non è solo unidimensionale
a livello di powerplay, ma gioca a tutta pista. Ha qualità di gioco e fisiche che
possono permettergli di fare uno step superiore".
"Vogliamo cercare di evolvere"
Sull'imminente inizio di stagione e sul futuro Luca Cereda analizza la sua squadra e il potenziale che può avere nei mesi a venire: "È un nuovo inizio e lo vuole essere anche per me. Vogliamo
evolverci un po’ e modificare alcune cose. Per me è questo: fare dei passi
avanti come club, come gruppo, come squadra, come staff, ma anch’io
individualmente. Per me la parte principale è avere qualcosa in testa che intravedo,
che vorrei fare e sarò soddisfatto quel giorno che percepisco di averla
trasmessa. L’Ambrì deve rimanere e vogliamo rimanere una squadra che gioca in
maniera aggressiva, che toglie tempo e spazio. Sicuramente allo stesso tempo
vogliamo cercare di evolvere un pochino quello che siamo noi", conclude Luca Cereda, allenatore dell'Ambrì-Piotta.

