Hockey
Paolo Duca: "Spacek? Quello che avete ricamato attorno a lui ha giocato un ruolo"
Redazione
11.01.2024 21:54

Foto: ©Gabriele Putzu
I risultati dell'ultimo periodo dell'Ambrì, le voci di mercato su Spacek, i problemi in difesa la situazione Bellinzona Rockets. Questi sono i temi che Paolo Duca ha discusso in videochiamata.
Il direttore sportivo dell'Ambrì-Piotta Paolo Duca tratta in intervista temi quali le voci di mercato di Spacek, i problemi in difesa della squadra leventinese e della situazione in casa Bellinzona Rockets.
La natura HCAP
Le ambizioni dell'Ambrì per quanto riguarda il risultato passano dalla natura della squadra stessa. Lo ribadisce anche Paolo Duca: "Non dobbiamo
dimenticarci che siamo condannati a lottare. Questa è la nostra natura. Siamo stati abituati dalla fondazione fino ad
adesso a cercare di fare di più con meno. Bisogna sempre tenere presente cos’è la
nostra realtà e le condizioni da cui veniamo: fa parte del nostro DNA e non
cambierà mai. Se vogliamo fare risultato otterremo di più solo come squadra. Non è
realistico pensare che batteremo i nostri avversari solo con il talento e le
giocate. Questo spirito di squadra, dal Presidente al CDA, dalla squadra ai
tifosi è sempre stata la nostra forza".
"Noi cerchiamo di mantenere un certo equilibrio"
"Il nostro
mestiere è di mantenere un certo equilibrio e di occuparci delle prestazioni", ricorda il direttore sportivo dell'Ambrì Paolo Duca. "I
risultati sono la conseguenza delle prestazioni, ma non sempre sono in linea
con quello che mettiamo sul ghiaccio. Ci sono volte dove giochi bene e non raccogli e ci sono
volte dove giochi meno bene e hai qualche episodio favorevole. Sull’arco di 52
partite, il nostro mestiere è di occuparci di come far sì che le performance
possano essere sempre portate al massimo. Viviamo in un cantone dove tutti
abbiamo un animo latino, più caldo e viviamo tra l’esaltazione o la
depressione. Facciamo fatica a mantenere un certo equilibrio. La stampa cavalca
questo e noi cerchiamo di mantenere un certo equilibrio".
Su Spacek...
Le voci di mercato su Spacek e specialmente quelle che interessavano il ceco e l'Hockey Club Lugano sono state controproducenti. È quello che dice Paolo Duca: "Penso che sia il
primo a voler fare meglio, è logico. Non è il periodo migliore della sua
carriera o della sua permanenza qui ad Ambrì. Noi vogliamo di più e lui vuole di
più: non è calmo. Sicuramente sarà più sollecitato anche da parte vostra. È un
professionista e sta cercando di far sì che questa fase, per lui e per noi
negativa, cambi in fretta. Una stagione su 52 partite è difficile da portare
avanti. Sicuramente non ha giovato tutto quello che voi avete ricamato attorno
a lui e alla sua persona, basandovi su informazioni lette su qualche blog o
facendogli interviste. Queste cose disturbano. Nel suo caso questo ha giocato
un ruolo. Il giocatore non ha ancora deciso cosa fare ed è nel suo
diritto. È nel suo diritto anche non andare a raccontarlo".
Difesa più esposta rispetto all'attacco
"In difesa siamo
un po’ più esposti che in attacco: questo è un dato di fatto. Se vengono a
mancare pilastri come Heed e Virtanen ci toglie tanto potenziale anche offensivo.
Abbiamo deciso di aspettare di acquistare il settimo proprio per vedere come
evolvevano i nostri nuovi giovani difensori svizzeri. Poi si è presentata l’occasione
di riportare in Leventina Alex Formenton, viste anche le buone prestazioni dei
difensori. Nel reparto difensivo siamo più esposti, questo è un dato di fatto e
ci fa riflettere. I ragionamenti sono in continua evoluzione. D’altro canto, mi
piace anche sottolineare come nell’ultima partita abbiamo avuto sul ghiaccio
contro il Berna 4 difensori che l’anno scorso non giocavano: Rocco si è ripreso
dall’infortunio, Zündel giocava poco, Wüthrich era arrivato a dar man
forte, ma non aveva un posto da titolare e Simone Terraneo. Questa è l’altra
faccia della medaglia che ci permette di costruire al meglio a lungo termine. A
corto termine sono d’accordo che in difesa siamo più a rischio rispetto all'attacco".
Il progetto Bellinzona Rockets
"Noi siamo
convinti del fatto che un farm team è sicuramente interessante a livello
sportivo", ribadisce Duca. "Una stazione di mezzo tra la U20 e la National League ha senso. Noi
quest’anno andando a Bellinzona abbiamo continuato a fare quello che abbiamo
fatto in passato. Anzi, abbiamo sostenuto ancora di più per cercare di lanciare
questa realtà. Noi abbiamo un accordo che prevede di mettere a disposizione 6
giocatori tra cui un portiere e 200'000 franchi in contanti per la squadra.
Quest’anno abbiamo messo a disposizione oltre a 6 giocatori anche a tratti un
settimo e un ottavo. Dall’altra parte c’erano giocatori che avevano già avuto
un’esperienza in un farm team come Marchand e Brüschweiler. Per questi due casi
si trattava di trovare una soluzione giusta anche per loro. Quindi siamo andati
a cercare una collaborazione con un’altra squadra con altre ambizioni in Swiss
League. Perdere tanto può diventare complicato. Lo sappiamo che è uno dei punti
deboli di questo progetto, ma il fatto di mettere assieme una squadra competitiva
passa anche da un investimento differente di quello che abbiamo adesso", conclude il direttore sportivo dell'Ambrì-Piotta Paolo Duca.

