Hockey
Vicky Mantegazza: “Con Gianinazzi abbiamo insistito troppo"
Redazione
02.04.2025 06:50

La presidente dell’Hockey Club Lugano Vicky Mantegazza ha parlato in occasione de "Il Match" a Fuorigioco: "Onestamente sono contenta di aver toccato il fondo, perché farà bene a tutti un bagno di umiltà".
A una
settimana dall’ultima partita stagionale del Lugano, la presidente dei
bianconeri Vicky Mantegazza è intervenuta prima del "Match" per commentare a Fuorigioco l’annata
della sua squadra e del futuro - ancora da scrivere in termini organizzativi - della società.
Giusto toccare il fondo
Vicky Mantegazza torna quindi sulla stagione appena conclusa della sua squadra. Non è una novità: l'annata del Lugano è stata deludente, e ne è convinta anche la presidente: “Non è stato
divertente giocare questo tipo di partite, però è stata un’esperienza. Un’esperienza
che non ci è piaciuta, ma ci ha fatto anche del bene”. Questo perché, per Mantegazza, toccare il fondo è la cosa migliore: “Quando in
una stagione niente va bene, sai che andrai a sbattere contro un muro.
Onestamente, sono contenta di aver toccato il fondo perché farà bene a tutti. È un bagno di umiltà”, spiega.
Su Gianinazzi
Una stagione turbolenta, a partire dall'esonero dell'allenatore Luca Gianinazzi che, a detta di molti, era uno dei punti cardini del nuovo progetto: "Abbiamo insistito
troppo con Gianinazzi? Pensandoci oggi posso anche dire di sì", afferma la presidente dell'HCL. "Con Luca
volevamo iniziare qualcosa di diverso, ma non ci siamo riusciti neanche questa
volta. Se non fosse stato un ragazzo cresciuto nel nostro settore giovanile e
un allenatore cresciuto sempre da noi, forse sarebbe finita prima. Quando
abbiamo licenziato McSorley abbiamo velocizzato l’entrata del ‘Giana’ in prima
squadra. Oggi come oggi posso però dire che abbiamo sbagliato. Forse non era ancora
pronto”, dichiara Mantegazza e aggiunge: “Ricordo che
avevamo un direttore sportivo che si occupava della gestione degli allenatori.
La responsabilità è un po’ di tutti. Sono stati commessi degli errori, ma non
punterei il dito contro qualcuno”.
Il potere dei giocatori
Spesso si parla di 'squadra che rema contro l'allenatore'. Una diceria, secondo la presidente del Lugano, che conferma che sulle rive del Ceresio nessun atleta ha mai preso decisioni del genere: “Se i
giocatori hanno facoltà nel decidere se un allenatore vada bene o meno? No, era la
classifica a parlare quando i giocatori uscivano con certe dichiarazioni. A
Lugano nessun giocatore ha mai scelto un allenatore. È chiaro che quando i
risultati non arrivano, i giocatori possono scegliere di non vincere più le
partite, ma sono sicura che non è il nostro caso”. E ancora: "Se al direttore
sportivo non vanno bene dei giocatori può decidere di mandarli via. So che tutti pensate che sia io a decidere chi portare a Lugano, ma questa è
fantascienza, nata non so dove. Hnat aveva la massima autonomia. Non sono mai
andata né contro il desiderio di qualcuno, né a favore di qualcun altro. Anche la
scelta dell’allenatore è compito del DS. Con Gianinazzi, però, abbiamo anticipato. Ed è per quello parliamo di progetto. Se adesso dovessi andare da Steinmann e dicessi di
prendere qualcuno, mi risponderebbe che è lui a decidere. Con Hnat discutevamo su certi
temi, ma le responsabilità delle decisioni le aveva sempre lui. Io ho
sempre dato carta bianca. Ma alla fine è giusto che anche io sia al corrente delle decisioni.
Dahlström? Zohorna? Io non sapevo neanche chi fossero, e il DS ci ha informato.
È normale che sia così”, spiega puntualmente Vicky Mantegazza.
Su Werder
Il CEO bianconero Marco Werder si è messo in mostra nell'ultimo periodo quando a Lugano si è deciso di prendere delle decisioni sportive. "Si occupa di tutto quello che ruota attorno ad una società sportiva,
tranne che occuparsi di sport", spiega sempre la presidente bianconera. "Lui, però, come me, lo segue perché è
responsabile di tutta la parte finanziaria del club. Con me e con Werder
non sono stati per niente carini, voi compresi. Capisco che siamo noi a dover
prendere la responsabilità. Non conto neanche le ore che dedica al lavoro Marco,
anche le notti in bianco”.
Il rapporto con i tifosi
Nell'ultimo periodo il rapporto con i tifosi si è incrinato, tanto che molti si sono disaffezionati lasciando vuoti gli spalti della Cornèr Arena. Una tendenza che si riscontra già da diversi anni: "Quando si vince, sono i giocatori. Quando si perde sono io.
Questo è il mio ruolo", spiega Mantegazza. "Quando va tutto storto come quest’anno è ovvio che ne risente la mia immagine. Ma preferisco rovinare la mia piuttosto che quella della
squadra. Non tutti i tifosi sono come quelli che scrivono sui social. Io sono a conoscenza di
tanta gente che non vuole più prendere l’abbonamento in Curva Nord perché non
si identificano più. Hanno tutte le ragioni del mondo. Lo dico anche io:
abbiamo fatto schifo, però abbiamo sbagliato l’annata. Non venite più a
chiedere gli obbiettivi stagionali. Non posso fare previsioni ad agosto, in una
stagione in cui poi ti si rompe un portiere, un capitano o uno straniero. Alla
fine, diventiamo ridicoli anche per queste cose”, sostiene sempre Mantegazza, concludendo dicendo che "sono anni
che dico che non abbiamo più il budget di una volta. Con gli impianti che hanno
le altre squadre, fanno un introito maggiore. Stiamo cercando di trovare
soluzioni per dare un budget più alto al club. Se c’è già qualcuno? Lo vedremo", afferma Vicky Mantegazza.

