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Conto alla rovescia per Sanremo: “Sarà un’edizione ricca, che vuole accontentare tutti”
Redazione
06.02.2023 06:04

Foto: © Sanremo
Martedì 7 febbraio si aprirà la 73esima edizione del Festival della canzone italiana. Con Patty Speroni cerchiamo di capire quali sono le novità di quest’anno e cosa ci attende.
Siamo di nuovo arrivati in quel periodo dell’anno in cui i
riflettori si accendono sulla musica italiana. Stiamo parlando dell’evento per
eccellenza che tornerà in pompa magna sugli schermi degli italiani e anche di
molti ticinesi. Da molti amato, da altri odiato, Sanremo è ormai diventato un
evento imprescindibile. Sono 28 gli artisti che quest'anno si esibiranno sul palco dell'Ariston. Per capire cosa ci attende, abbiamo
interpellato Patty Speroni, che assieme a Riccardo Pellegrini seguirà la
rassegna musicale con la rubrica “Qui Sanremo”, con aggiornamenti sulle novità
delle cinque serate in programma dal 7 all’11 febbraio.
Patty cosa possiamo aspettarci da questa edizione?
“Sarà un’edizione molto ricca. Se dovessi tradurla in
un’immagine, sarebbe una torta che ha molta panna e molta crema, con il rischio
che strabordi. Probabilmente le limitazioni dei due anni precedenti hanno fatto
sì che il desiderio di tornare agli sfarzi di un tempo abbia portato il
direttore artistico a chiamare tutti, cercando di accontentare tutte le fasce
di ascolto. Per gli ospiti ci sono nomi abbastanza “antichi”, come Peppino Di Capri,
Massimo Ranieri e Albano. Nomi che sono pensati più per un pubblico
tradizionalista. Per i cantanti in gara
c’è invece un mix di generi. Il desiderio del festival, soprattutto negli
ultimi anni, è stato quello di acchiappare i giovani, che arrivano dai talent”.
Rispetto alle passate edizioni, ci sono novità
particolari?
“Al momento no. Però in linea con gli scorsi anni siamo già
pienamente in odore di polemica. Sui media in particolare si parla tantissimo
dell’opportunità o meno di avere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in
collegamento nella serata finale. Trattandosi del festival della canzone
italiana, quindi di un programma di puro intrattenimento, molti si chiedono
perché la guerra debba entrare in questo contesto. C’è poi la polemica legata
al rapper Rosa Chemical. Una deputata di Fratelli d’Italia, Maddalena Morgante,
ritiene non corretta la sua presenza perché porta esplicitamente una tematica
di sesso visto che è su onlyfans. Ma quello è il suo modo di essere, non solo
per Sanremo. Si ha tuttavia paura che il fatto di riproporre in un contesto di
ampia portata un tema come il gender fluid e la polisessualità sia inopportuno
per il pubblico più giovane”.
D’altronde Sanremo è una vetrina importante anche per
sensibilizzare su certe tematiche…
“Si, è soprattutto un’importante vetrina per chi è finito
nel dimenticatoio. È il momento più conveniente per farsi promozione, che è
gratuita. Se si è spenta la luce di un artista nel corso della sua carriera e
ha la fortuna di essere scelto a Sanremo, ha più o meno tre mesi garantiti di
visibilità. Poi sta al singolo riuscire a mantenerli o tornare nell’oblio. È
certamente una grande vetrina, che fa parlare di sé. Ma non è detto che far
parlare di sé per il proprio orientamento sessuale garantisca un attestato di
qualità per quanto riguarda la capacità canora o da musicista”.
Per quanto riguarda le scelte artistiche e musicali, quali
sono le opinioni dei critici musicali?
“Per quanto riguarda la natura dei testi, la maggior parte sono
canzoni d’amore, alcune di introspezione. Per quanto riguarda gli artisti, la
scelta è abbastanza eterogenea. Si ha la sensazione che si voglia andare a
pescare tra tutti i possibili utenti di musica per accontentare tutti”.
Ci sono già dei favoriti tra i cantanti?
“Si, Marco Mengoni e Ultimo. Hanno molto “appeal” sulla
gente. Mengoni ha indubbiamente una vocalità straordinaria e ha un modo di
porsi nei confronti del pubblico molto gentile ed elegante, che riesce a unire
il gusto giovane ma anche un pubblico più adulto. Ultimo scrive molto bene e
interpreta le sue canzoni con cuore, forse con un taglio un po’ amaro. Ha
sempre una sorta di retrogusto rabbioso, non si riesce a capire bene se quella
sia la sua cifra stilistica o se sia arrabbiato di suo. È comunque una cifra
stilistica vincente perché riempie gli stadi”.
Tra gli ospiti internazionali invece chi è il più atteso?
“Indubbiamente i Depeche Mode durante l’ultima serata. Sono
già stati al festival altre volte e quest’anno arrivano dopo la perdita di un
membro della band e per lanciare il nuovo album, che uscirà in primavera. C’è
grande attesa per vedere il frontman, Dave Gahan, che è un animale da
palcoscenico”.
Per quanto riguarda la conduzione del festival, per il
quarto anno consecutivo è stato confermato Amadeus. Sarà affiancato ogni sera
da Gianni Morandi e da varie
co-conduttrici, tra cui l’influencer Chiara Ferragni. Come reputi questa
scelta?
“Ha fatto qualche apparizione televisiva, ma a questi
livelli non ha mai condotto. Sicuramente c’è dietro uno studio della scelta del
personaggio. Avere una Chiara Ferragni, che può non essere perfetta come
conduttrice, può garantire un grande richiamo. Negli scorsi anni Amadeus ha
fatto numeri “bulgari” e ripetersi è molto difficile. Fare numeri più alti
sembra davvero una missione impossibile e credo abbiano studiato a tavolino
come poterlo fare. Vedremo se il pubblico reggerà tutto il materiale che gli verrà
proposto.
Durante la settimana di festival anche la città di
Sanremo si trasforma. In che modo?
“Non c’è solo il teatro dell’Artiston, anche all’esterno
vengono allestiti diversi palchi. Molto cantanti sono per esempio stati
chiamati in Piazza Colombo dove ci saranno performance live, come il duetto
Francesco Renga e Nek. Proprio perché attira tanti personaggi dello spettacolo
Sanremo diventa impraticabile. Visto che non ci saranno più restrizioni per il
Covid, immagino che sarà impossibile camminare e ci saranno file interminabili
per andare ovunque. C’è anche sempre gente pronta a precipitarsi per ogni
personaggio che si trova in strada. C’è quindi abbastanza confusione”.
Quest'anno è stato tra l’altro rinforzato il dispositivo
di sicurezza per evitare possibili azioni di anarchici. Pensi che questo
guasterà l’atmosfera del festival?
“Hanno aumentato il numero di poliziotti presenti in quella
che è stata definita la “zona rossa” perché hanno paura che ci possano essere
degli attacchi. C’è più attenzione per quanto riguarda la sicurezza, ma secondo
me non intaccherà l’atmosfera del festival. Hanno tutti una gran voglia di
tornare alla normalità e i controlli bene o male ci sono sempre stati. La gente
è abituata a essere controllata. Si sentirà di più il desiderio di rivivere
l’evento”.
Ogni anno il festival è oggetto di critiche. Nonostante
questo, gli ascolti sembrano premiare l’evento. Perché è ancora così tanto
seguito? O perché è tanto odiato?
“Quando una cosa è così popolare è più difficile dichiarare
apertamente “io la seguo” per paura del giudizio o della critica. Magari lo
segui ma non lo dici. Di fatto un’occhiatina la danno un po’ tutti. Per diversi
motivi: sia per la Ferragni o per quel cantante che si presenta per la prima
volta sul palco, o perché ti aspetti che succeda qualcosa o vuoi la polemica a
tutti costi. È talmente popolare che se lo togliessero si sentirebbe troppo la
mancanza”.

