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"La battaglia sul clima”
Redazione
23.05.2023 13:39

Questo il titolo della puntata di Matrioska che andrà in onda questa sera su Teleticino. Ospiti di Marco Bazzi il consigliere nazionale Rocco Cattaneo (PLR), i deputati Paolo Caroni (Il Centro), Alain Bühler (UDC), Marco Noi (Verdi), Andrea Censi (Lega) e Stefano Dias, presidente dei Verdi Liberali.
Il 18 giugno si vota sul referendum lanciato contro la Legge sul clima. Un tema
che divide profondamente le forze politiche e l’opinione pubblica. La Svizzera
intende raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Per realizzare tale
obiettivo, la Confederazione prevede diverse misure. Tra queste: lo
stanziamento di 2 miliardi di franchi per la sostituzione degli impianti di
riscaldamento elettrici o alimentati con olio o gas con impianti più rispettosi
dell’ambiente; e incentivi pari a 1,2 miliardi a favore delle imprese del
settore industriale e artigianale che adottano tecnologie innovative per una
produzione ecocompatibile. Un tema che
si riallaccia al dibattito in corso a livello nazionale e internazionale sui
cambiamenti climatici. Gli eventi catastrofici, come l’alluvione che ha
devastato nei giorni scorsi l’Emilia Romagna, contribuiscono ad accrescere
l’allarme sul futuro della terra. E anche in questo caso si è aperto il
confronto tra chi sostiene che il disastro sia legato al riscaldamento globale
e chi invece ritiene che sia parte dei corsi e ricorsi della storia climatica.
Mentre continuano a far discutere le azioni delle frange ambientaliste estreme,
dal blocco dell’autostrada al San Gottardo in pieno esodo pasquale al recente
blitz alla fontana di Trevi a Roma, la cui acqua è stata annerita con del
carbone vegetale.
“La
battaglia sul clima” è il titolo di Matrioska in onda questa sera alle 19,30 su
TeleTicino. In studio il consigliere nazionale Rocco Cattaneo (PLR), i deputati
Paolo Caroni (Il Centro), Alain Bühler (UDC), Marco Noi (Verdi), Andrea Censi
(Lega) e Stefano Dias, presidente dei Verdi Liberali, partito che in questi
giorni ha lanciato una petizione per introdurre un pedaggio al tunnel del
Gottardo.
Ma
torniamo alla proposta in votazione il 18 giugno. La “Legge federale sugli
obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento
della sicurezza energetica” è il controprogetto all’iniziativa popolare “per i
ghiacciai”, depositata nel 2019, che intende vietare l’impiego di olio,
benzina, diesel e gas naturale a partire dal 2050. Per il Consiglio federale e
il Parlamento si tratta di un obiettivo troppo ambizioso. Le Camere hanno così
elaborato un controprogetto indiretto.
Con la
nuova legge, Governo e Parlamento vogliono rendere la Svizzera meno dipendente
dalle importazioni di energia e rafforzare la protezione del clima. Inoltre,
Cantoni e Confederazione avranno il compito di adottare misure volte a
proteggere l’uomo e la natura dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici.
Un ampio fronte di opposizione
Ma il
fronte degli oppositori, che parlano di “Legge divoratrice di elettricità” è
molto ampio e va dagli industriali ai ristoratori, dagli agricoltori ai
proprietari immobiliari: le nuove norme, considerate irrealistiche,
aggraveranno la crisi energetica e determineranno un’esplosione dei costi, dai
3’000 Franchi all’anno pro capite di oggi fino a 9’600 franchi. Gli affitti
diventeranno insostenibili per le persone con un reddito normale. La nuova
legge metterà in difficoltà anche i contadini, sostengono gli oppositori:
porterà molte famiglie di agricoltori alla rovina perché saranno necessarie
costose ristrutturazioni forzate degli edifici e alla conversione dei
macchinari. Sulla stessa linea GastroSuisse: “Siamo favorevoli all’obiettivo
‘zero emissioni’, ma non tramite leggi e divieti”.
Secondo
l’Associazione industrie ticinesi (AITI) “la legge sul clima non risolve il
problema dell’approvvigionamento dell’energia, anzi lo aggrava, con un aumento
notevole dei costi a carico delle imprese e della popolazione. Rinunciare in
maniera pressoché totale ai combustibili fossili entro il 2050 e a una loro
quota del 50% già dal 2030 significa rinunciare al 60% dell’energia attualmente
consumata in Svizzera”.
Il
processo di transizione verso le energie rinnovabili deve essere perseguito.
“Ma per fare ciò occorre potenziare in modo massiccio la produzione di energia
elettrica, con l’impiego di investimenti quantificabili in circa 400 miliardi
di franchi”.
Gysin: “Gli oppositori giocano sulla confusione”
Ma
secondo la consigliera nazionale dei Verdi Greta Gysin “gli oppositori della
Legge clima stanno volutamente creando confusione sul tema energetico
mischiando leggi e temi che non sono oggetto della votazione di giugno”. La
Strategia Energetica 2050, approvata dal popolo nel 2017, ha puntualizzato,
“non è la Legge sul clima su cui voteremo”. E sul tema dell’aumento dei prezzi
sostiene che la nuova legge, insieme alla Strategia Energetica, ci
permetteranno di aumentare l’indipendenza dall’estero, ridurre l’impatto
ambientale e stabilizzare i prezzi grazie alla produzione locale: “Senza un
cambiamento in favore delle rinnovabili l’aumento dei prezzi potrebbe essere
ancora maggiore di quello che denunciano i contrari alla Strategia Energetica
2050”.
L’alluvione in Emilia Romagna e i cambiamenti climatici
Intanto,
in Italia è partito il dibattito sull’eventuale legame della devastante
alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna con il riscaldamento globale. Silvio
Gualdi, climatologo del Centro euromediterraneo sui cambiamenti climatici, ha
spiegato al Corriere della Sera che tra i fattori che probabilmente hanno
influenzato l’alluvione c’è il riscaldamento globale perché “un’atmosfera più
calda contiene una maggiore quantità di vapore acqueo che, quando si verificano
queste condizioni meteorologiche, è quindi in grado di produrre molta più
pioggia”. Si deve anche considerare l’effetto della siccità che ha colpito il
Nord Italia dalla fine del 2020, perché un terreno secco non riesce ad
assorbire le precipitazioni in modo efficace.
Sul tema
si sono espressi anche gli esperti di Meteo Svizzera: “Quanto avvenuto è
compatibile con gli scenari che descrivono ciò che ci attendiamo a seguito del
riscaldamento globale in atto. Vale a dire un aumento in frequenza e in intensità
dei fenomeni di precipitazione intensi. Detto questo attribuire un singolo
evento in modo univoco ai cambiamenti climatici non è esercizio facile e
richiede particolari studi, che verranno sicuramente fatti nei prossimi mesi”.
Un pedaggio al Gottardo
Un altro
tema che sta facendo discutere è la proposta lanciata nei giorni scorsi dai
Verdi Liberali che chiedono di introdurre un pedaggio al tunnel del San
Gottardo: “Le ore di traffico annue al portale nord sono più triplicate. Nel
2022 i veicoli hanno sostato sull’autostrada urana per più di 1800 ore, nel
2012 erano meno di 600 ore. La situazione sta diventando insostenibile per il
Canton Ticino e il Canton Uri con conseguenze gravi dal punto di vista
ambientale, economico e sociale”.

