Cambiamenti climatici
La siccità fa emergere tesori nascosti
Chiara Bernasconi
23.08.2022 20:39

Foto: © Shutterstock
La grave siccità che sta colpendo l'Europa in queste settimane ha fatto venire alla luce tesori sommersi da tempo. Tra di questi: bombe inesplose, rovine di un antico ponte imperiale, la "Stonehenge spagnola" e villaggi fantasma.
In queste ultime settimane l’Europa è stata colpita da alte
temperature e mancanza di pioggia, causando non solo evacuazioni e morti, ma
anche una grave siccità. Fiumi e laghi hanno visto così il loro livello diminuire
drasticamente, provocando seri problemi alla navigazione, ma non solo. L’abbassamento
del livello dell’acqua e la siccità hanno infatti permesso di rivelare la presenza di tesori sommersi da
tempo.
Fiume Elba, le “pietre della fame”
A causa del basso livello dell’acqua, sulle rive del fiume
Elba, che dalla Repubblica Ceca passa attraverso la Germania, sono emerse le cosiddette
“pietre della fame”. Incise secoli fa durante periodi di siccità, queste pietre
non solo commemorano i periodi aridi del passato, ma vogliono anche avvertire le
generazioni future sulla carestia imminente attraverso messaggi quali “abbiamo
pianto, piangiamo e piangerete” oppure “se mi vedi piangi”. Alcune di queste
rocce sono state ritrovate anche sulle rive del fiume Reno, della Mosella
francese e sul fiume tedesco Weser. Finora un totale di 25 “pietre della fame” è riemerso in tutta Europa.
Serbia, resti di navi della seconda guerra mondiale
La grave siccità che ha toccato l’Europa quest’estate ha
fatto riemergere dal fiume Danubio i resti di più di 20 navi da guerra tedesche
piene di esplosivo e affondate durante la seconda guerra mondiale, vicino alla
città portuale serba di Prahovo. Queste navi facevano parte delle centinaia che tentarono
di risalire il fiume per sfuggire all’avanzata dei sovietici e che furono in
seguito fatte abissare dai tedeschi stessi. Attualmente, i relitti rendono difficoltoso il
commercio tra Serbia e Ungheria.
Italia, bombe inesplose e la chiatta della Seconda Guerra Mondiale
Nel mese di luglio circa 3'000 persone hanno dovuto essere
evacuate da Borgo Virgilio, villaggio lombardo vicino a Mantova. Il motivo? Gli
esperti dovevano rimuovere e far esplodere una bomba di 450 kg risalente alla Seconda Guerra Mondiale, rinvenuta sulle rive del fiume Po da alcuni pescatori e
precedentemente sommersa dall’acqua. A causa della siccità, dal Po sono
emersi anche un cingolato utilizzato dalle truppe tedesche durante il secondo conflitto mondiale, così come una chiatta utilizzata per il trasporto merci e
affondata dai nazisti nello stesso periodo.
Roma, le rovine di un antico ponte imperiale
A Roma, invece, il basso livello del fiume Tevere ha fatto
emergere le rovine di un antico ponte di età imperiale, chiamato Ponte Neroniano
o Trionfale, probabilmente costruito dall'imperatore Nerone intorno al 50 d.C. Sebbene
sia sempre stato possibile vedere una piccola parte delle rovine durante
precedenti periodi di “acqua bassa”, attualmente si può osservare una parte
molto più grande della struttura.
Spagna, la "Stonehenge spagnola"
A causa della siccità, un cerchio di pietre preistorico,
soprannominato la “Stonehenge spagnola” è emerso dal bacino di Valdecanas,
situato nella provincia centrale di Caceres, in Spagna. Ufficialmente chiamato “Dolmen
di Guadalperal” e probabilmente risalente al 5000 a.C., il cerchio di pietre fu
scoperto da un archeologo nel 1926, ma scomparve nel 1963, quando l’area fu
allagata per permettere lo sviluppo di un progetto rurale. Da allora è stato
possibile ammirare la “Stonehenge spagnola” solamente quattro volte.

Galizia, il “villaggio fantasma”
In Galizia, al confine con il Portogallo, a causa dell’assenza
di precipitazioni e l’aumento delle temperature, un "villaggio fantasma” è
riapparso. Il villaggio di Aceredo era stato sommerso nel 1992 per far posto ad
un bacino idrico e i 250 residenti erano stati trasferiti altrove. Alcuni dei
suoi ex residenti sono tornati recentemente a osservare agli edifici in rovina.
Inghilterra, i giardini elisabettiani
Nell'Inghilterra sud-occidentale, più precisamente al Lydiard
Park di Swindon, tracce di alcuni giardini del XVII secolo sono apparse dopo
che le alte temperature hanno bruciato l'erba, rivelandone così le impronte nel
terreno sottostante. Questi giardini elisabettiani un tempo avevano una
superficie di 260 acri e comprendevano anche un canale.

