Qui Sanremo
Vita da sala stampa
Redazione
12.02.2023 13:19

Patty Speroni racconta quello che il pubblico non può vedere, tra storie, racconti e confessioni degli artisti impegnati al festival.
Quest'anno Riccardo Pellegrini ed io abbiamo lavorato nella Sala
Stampa "Lucio Dalla". Che cosa accade in questo luogo
"misterioso", cui hanno accesso solo i giornalisti accreditati,
provenienti dalle radio? A volte accade l'inaspettato, il più delle volte
accadono solo cose normali, talvolta ci si annoia per l'attesa. Si arriva di prima mattina, per assicurarsi un posto in prima fila. Si
posizionano computer, cellulari e tutta la tecnologia a disposizione. Si
cercano i punti di riferimento vitali: i bagni e la macchinetta del caffè. Si
leggono i comunicati stampa relativi ai dati d'ascolto, si chiede alla
responsabile della Sala Stampa la scaletta della giornata e poi ci si prepara
spiritualmente per una serie ininterrotta di conferenze stampa, durante le
quali i protagonisti del Festival, se lo desiderano, si presentano e raccontano
ognuno la propria storia.
Chi sfugge e chi si racconta
C'è che si ferma al dato tecnico riguardante la propria canzone, la qualità
della propria esibizione, il posizionamento in classifica e le speranze che
ripone nella partecipazione alla gara. C'è chi, alla prima esperienza, si
presenta con tutta la timidezza e l'inesperienza del caso. C'è chi ha i
minuti contati e fa una semplice apparizione di cortesia. C'è chi si fa
fotografare e c'è chi sfugge all'assalto. C'è chi arriva con trucco e parrucco
e chi invece con ancora i segni del cuscino sulla faccia, con gli occhi rossi,
segno che la serata è stata interminabile e si è dormito ben poco. C'è chi,
invece, ha voglia di raccontarsi e questa è senza dubbio la parte più
interessante del nostro lavoro.
La dolcezza di Mr Rain e la schiettezza di Levante
Mi ha colpito l'inaspettata dolcezza di Mr Rain, un ragazzotto
altissimo pieno, a suo dire, di insicurezze. Consapevole di essere in un
momento di cambiamento, sta elaborando questa sua fase di trasformazione usando
gli strumenti che gli sono più consoni: la scrittura e il canto. Mi ha impressionato la schiettezza di Levante, quando ci ha
raccontato la depressione successiva al parto. La sua incredulità nel sentirsi
lacerata tra la bellezza dell'avere una figlia e un malessere incontrollabile.
Ha vissuto la sofferenza e ora è in grado di godersi la gioia. Da mamma ammette
di non avere a disposizione il manuale del perfetto genitore. Lontana dal
volere la perfezione, desidera crescere con sua figlia, potendo fare, con
serenità, esperienza l'una dell'altra. Ho ascoltato con attenzione il racconto di Gianluca Grignani e ho
cercato di capire con lui il suo rapporto col padre e il motivo per cui questo
rapporto è finito ad essere il tema della canzone sanremese. Ho sentito la
fatica del raccontare, il desiderio di fare meglio, la voglia di poter essere
se stesso in un modo migliore. Ha lasciato la conferenza lasciandomi la
sensazione di una fatica che non lo ha ancora abbandonato.
La lunga risalita di "Kekko"
Non ho perso una sola parola del racconto di Francesco Silvestre (Kekko)
dei Modà. Un racconto, molto sofferto, di una lunga depressione. La
mente diceva alle gambe di non camminare e Francesco non camminava più. Ha
passato un lungo periodo allettato, col senso di colpa di non poter condividere
momenti importanti della vita della figlia. Non ce la faceva, non era più
capace di stare in piedi. E ancora il rapporto con lo psichiatra, il rifiuto
dei farmaci, perché "se assumi farmaci per la depressione allora sei un
pazzo da manicomio". La lenta accettazione della terapia e i primi
tentativi, falliti, di risalire su un palco. Attacchi di panico e mancanza di
fiato. E alla fine un lento e progressivo miglioramento. I primi, timidi
tentativi di tornare alla normalità, la sua normalità. Ha raccontato
l'importanza del chiedere aiuto, un grande atto di coraggio e non una
manifestazione di debolezza. Non importa se la canzone portata a Sanremo è un clone
delle canzoni precedenti. Mi interessa la vita, quella vera. Sul palco
dell'Ariston Francesco ha dimostrato che ha vinto la voglia di tornare a
vivere.
Patty Speroni

