Lega dei Ticinesi
Dopo la squallida battaglia per affossare la 13a AVS promossa dalla Lega, il PS di nuovo schierato contro gli anziani ticinesi di condizione economica modesta
Redazione
12.08.2022 17:16

Foto: Immagine Shutterstock
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La Lega dei Ticinesi prende atto
con sconcerto della sentenza del Tribunale federale (TF) che ha accolto il
ricorso dei deputati socialisti Raoul Ghisletta e Carlo Lepori contro lo
sgravio sul valore locativo, deciso dal Gran Consiglio nel 2021, a beneficio
dei titolari di sostanza immobiliare inferiore al mezzo milione di franchi. La
Lega appoggiò con convinzione tale sgravio per sostenere in particolare quegli
anziani beneficiari della sola rendita AVS (o poco più) che vivono in casa
propria e che si trovano a fronteggiare il valore locativo, ovvero un’entrata
fittizia.
E’ dalla sua nascita - vedi
l’iniziativa “Mila franc par i noss vecc”, ed in seguito la Tredicesima AVS a
Lugano e nel Cantone - che la Lega si batte per attenuare le difficoltà con cui
si trovano confrontati gli anziani ticinesi, specie se proprietari di una
casetta, scontrandosi però con la strumentale e sistematica opposizione della
partitocrazia, a partire proprio dalla sinistra. Quest’ultima rifiuta stizzita
delle misure sociali solo perché esse provengono dalla parte politica
“sbagliata”. Non è accettabile che anziani i quali, con grandi sacrifici, sono
diventati proprietari della loro abitazione, oltre a non beneficiare di aiuti
sociali vengano poi salassati dal fisco e di conseguenza costretti a vendere la
casa per vivere.
Il risparmio va incentivato e non
criminalizzato, come invece accade ora a seguito delle politiche tassaiole e
assistenzialiste della sinistra. Con il suo ricorso contro uno sgravio che
Samuele Vorpe, responsabile del Centro competenze tributarie della SUPSI, sulle
colonne de La Regione ha definito “una misura mirata ai contribuenti modesti,
una sorta di misura sociale” - e che oltretutto è realtà in vari altri Cantoni
- il partito socialista dimostra per l’ennesima volta la propria cecità
ideologica e la propria lontananza dai problemi reali dei ticinesi del ceto
medio e basso, che il PS e i suoi esponenti non rappresentano più in alcun
modo, e questo da parecchio tempo.
“Grazie” al PS, dunque, molti
anziani si troveranno a fare fronte all’aumento del costo della vita provocato
dalla nota situazione internazionale, e alle reiterate “stangate” sui premi di
cassa malati (Dipartimento federale gestito dal PS), senza poter neppure
beneficiare di uno sgravio sul valore locativo. Dopo essere stato in prima fila
nella squallida battaglia per l’affossamento della Tredicesima AVS proposta
dalla Lega, ancora una volta il PS si conferma il primo nemico degli anziani di
condizione economica modesta. Si spera che la popolazione ticinese se ne
ricorderà ai prossimi appuntamenti elettorali.

