Daniele Alves Barreiro
AVS21, un affronto alla lotta per la parità di genere
Redazione
06.09.2022 14:33

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La riforma AVS21, che sarà sottoposta
al voto il prossimo 25 settembre, rappresenta un affronto alla lotta per la
parità di genere. Il parlamento svizzero non solo propone misure ormai desuete
che non tengono minimamente conto dell’evoluzione, per nulla positiva, del
mercato del lavoro ma mette sul tavolo una riforma che accentua il divario
salariale tra donna e uomo.
L’AVS dovrebbe reggere su un principio
di solidarietà, un elemento che sembrerebbe essere stato dimenticato da chi
difende a spada tratta questa riforma che, come se non bastasse, spalanca le
porte a un innalzamento generalizzato dell’età pensionabile a 67 anni, uomini
compresi.
Le donne, è importante ricordarlo, attualmente
percepiscono salari e pensioni inferiori rispetto a quelle degli uomini e
svolgono spesso lavori domestici non retribuiti, questo di fatto porta
successivamente a delle rendite AVS non sufficienti.
Il lavoro da svolgere deve essere
incentrato sul rafforzamento delle pensioni per poter garantire una vita
dignitosa a tutte e tutti, la riforma però al contrario non fa altro che
aggravare le problematiche, facendole pesare sulle spalle delle donne che si
ritroveranno a dover andare in pensione un anno dopo, pagare maggiori
contributi e ricevere rendite inferiori.
AVS21 viene spacciata come una riforma
necessaria e urgente ma le alternative per il rafforzamento delle rendite
pensionistiche esistono e sono applicabili, si pensi ad esempio all’utilizzo di
parte degli utili della Banca Nazionale Svizzera (BNS) per tale scopo. In
questo modo si potrebbero garantire rendite sicure e dignitose senza gravare
sulla popolazione, ipotesi che però non piace al parlamento svizzero.
Trovo profondamente
ingiusta una riforma che colpisce le lavoratrici, per questo mi schiero contro la
riforma AVS21.
Daniele
Alves Barreiro, membro GISO e Direzione PS Lugano

