Avanti con Ticino&Lavoro
Cassa malati: le promesse fatte prima del voto vanno rispettate
Redazione
09.06.2026 11:41

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Oggi
in Parlamento sarà presentato un emendamento di Avanti con Ticino & Lavoro
sull’Iniziativa per il 10%. L’emendamento serve a garantire che l’Iniziativa
venga applicata nel rispetto della volontà popolare e secondo il modello
raccontato ai cittadini prima del voto. Chi ha votato lo ha fatto sulla base di
una promessa precisa. Ora quella promessa va mantenuta.
L’iniziativa
è stata spiegata sulla base di un modello chiaro: limite del 10% dei premi di
cassa malati rispetto al reddito disponibile e calcolo fondato sul Premio Medio
di Riferimento, il PMR. Su quella base sono stati indicati beneficiari, importi
e costi. Ed è su quella base che il Popolo ha votato.
Che
l’iniziativa fosse costosissima lo si sapeva già prima del voto. Nel dibattito
pubblico si parlava di centinaia di milioni di franchi all’anno. Non può quindi
diventare oggi il motivo per cambiare la promessa fatta agli elettori.
Bisognava
pensarci prima.
Gli
iniziativisti hanno portato davanti al Popolo una promessa molto impegnativa.
Hanno fatto credere a famiglie, anziani e persone schiacciate dai premi di
cassa malati che sarebbe arrivato un aiuto importante, non simbolico. Ora che i
nodi arrivano al pettine, non si può applicare quella promessa con meno
beneficiari e importi più bassi. Questo non sarebbe rispetto del voto. Sarebbe
una correzione politica fatta dopo il voto.
Avanti
con Ticino & Lavoro queste preoccupazioni le aveva già messe sul tavolo. Il
17 novembre 2025 avevamo chiesto di fermare tutto e studiare un’implementazione
seria dell’iniziativa e un piano di finanziamento strutturato, pluriennale,
trasparente e referendabile. Una misura da centinaia di milioni non si applica
con l’improvvisazione.
Per
questo oggi presentiamo un emendamento chiaro: chiediamo che l’iniziativa entri
in vigore il 1° gennaio 2029 e che venga applicata secondo il modello approvato
dal Popolo, mantenendo il Premio Medio di Riferimento come parametro
determinante per il calcolo.
Questo
non significa far finta che il problema finanziario non esista. Esiste eccome,
e va affrontato seriamente. L’emendamento prevede che il Consiglio di Stato
sottoponga al Gran Consiglio, entro il 1° gennaio 2028, le misure di
finanziamento necessarie per garantire la sostenibilità della misura nel medio
termine. Se servono coperture, si trovino le coperture. Se servono nuove entrate, lo si dica. Se bisogna
rivedere il sistema cantonale dei sussidi, lo si faccia apertamente. E se
queste scelte modificano in modo sostanziale gli equilibri finanziari del
Cantone, sarà giusto che anche il Popolo possa esprimersi.
Quello
che non si può fare è promettere prima una misura ampia e poi applicarla dopo
in versione ridotta. Sarebbe troppo comodo, e soprattutto poco rispettoso verso
chi ha votato sulla base di ciò che gli è stato raccontato.
Avanti
con Ticino & Lavoro non ha mai nascosto i propri dubbi sui costi
dell’iniziativa. Proprio per questo oggi diciamo una cosa semplice: chi ha
voluto questa iniziativa deve assumersene la responsabilità fino in fondo. Non
si può illudere il Popolo prima del voto e poi tirarsi indietro quando arriva
il momento di pagare il conto. Il voto popolare va rispettato, e anche le
finanze pubbliche vanno rispettate. Ma non si può far quadrare il cerchio
riducendo di nascosto la misura promessa, facendola passare per un semplice
dettaglio tecnico.
Il
Popolo ha votato una misura precisa. Ora quella misura va applicata per come
era stata promessa.

